La strada del ritorno, Gavriel Savit

Fu chiamato Yehuda Leib.
E quella sera stessa nacque la figlia di suo figlio Zalman – una
bambina cui fu dato nome Bluma – e quando la piccola venne
alla luce, rosa e urlante, la vecchia si scoprì piena di un senso di
inesprimibile felicità.

La recensione di La strada del ritorno di Gavriel Savit

Il villaggio di Tupik è piccolo, con case nere ammassate l’una all’altra e strade di fango e neve. Tutti si conoscono da sempre e tutta la vita si svolge intorno alla sinagoga.
Mancano pochi giorni al matrimonio più atteso, quello della nipote del Rebbe di Zubinsk. Alle nozze sono stati invitati tutti. E quando un invito è così allargato e generico anche i demoni e le creature più varie vogliono partecipare.
Anche Bluma e Yehuda Leib, giovani ragazzi di Tupik, si ritrovano a Zubinsk per l’evento ma cosa li porta là non è certo il desiderio di sbirciare il matrimonio più importante dell’anno.
Bluma è inseguita dalla Morte dopo averle rubato una cosa preziosa mentre Yehuda Leib vuole riparare un evento grave di cui si è reso responsabile.
Nozze e creature, vita e morte si intrecciano nella notte di Zubinsk ma per Bluma e Yehuda Leib sarà solo l’inizio di un lungo viaggio dove ritrovare la strada di casa e sé stessi non sarà per niente facile.

La mia opinione su La strada del ritorno di Gavriel Savit

La trama del romanzo, che è perfetto a partire dai 12 anni, mi è piaciuta molto in particolare la prima parte dove viene presentata la vita a Tupik con i due protagonisti e il finale. L’ambientazione ebraica con tutte le tradizioni e il folklore mi ha ricordato moltissimo i romanzi di Isaac B. Singer.

La strada del ritorno è un romanzo di formazione ambientato tra demoni e regno dei morti e dove i giovani protagonisti si scontreranno con grandi paure e domande: si può tornare dalla morte e soprattutto si può sfuggirle?

Il viaggio di Bluma e Yehuda Leib è un viaggio ricco di pericoli, tenebroso e oscuro ma anche estremamente affascinante calato com’è in un mondo parallelo a quello reale ma distorto, rallentato e insidioso. Le descrizioni sono molto suggestive e per il lettore è facilissimo immaginare i luoghi desolati o i personaggi incontrati.

Se amate i racconti che vi trasportano indietro nel tempo nel cuore dell’Europa dell’est tra tradizioni antiche, folklore e usanze perdute e se volete anche un tocco gotico che non guasta mai, La strada del ritorno è un libro godibilissimo che saprà regalarvi un pomeriggio di avventura e anche di profonde riflessioni su cosa significhi davvero ritornare.
Buona lettura.

La strada del ritorno
Gavriel Savit
Bompiani, 2022, p. 352, €. 18,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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