Snowden’s box, Jessica Bruder, Dale Maharidge

Più dettagli emergevano sulla portata e la ricercatezza della sorveglianza da parte del governo, più la nostra situazione sembrava assurda. Quel tizio con la camicia grigia aveva mandato alcune delle informazioni d’intelligence più segrete al mondo a casa mia. Avevano viaggiato in piena vista tramite il servizio postale americano, poi erano rimaste incustodite sul mio pianerottolo, dove avrebbero potuto essere sgraffignate casualmente come tutti gli altri pacchetti.
Pensarci mi faceva girare la testa.

La recensione di Snowden’s box di Jessica Bruder, Dale Maharidge

Nel 2013 Edward Snowden, dopo aver rubato centinaia di documenti top secret dalla NSA, National Security Agency, li ha spediti tramite posta dalle Hawaii a Brooklyn. Lì il pacco, arrivato a un destinatario che non sapeva nulla del contenuto o del suo mittente, è stato consegnato ad un’altra persona che doveva portarlo alla destinazione finale. Pochi giorni dopo i primi segreti sono emersi e gli Stati Uniti d’America hanno cominciato a tremare. Perché la mossa di Snowden aveva messo in luce due cose: gli statunitensi erano sorvegliati continuamente dal governo e al contempo farla franca era semplicissimo.

Jessica Bruder, già autrice di Nomadland, e Dale Maharidge, scrittore e giornalista, raccontano nel libro pubblicato da Edizioni Clichy come Snowden abbia contattato i due giornalisti e sia riuscito nell’impresa di mettere nel sacco il più grosso sistema di sorveglianza dei cittadini al mondo.

La mia opinione su Snowden’s box di Jessica Bruder, Dale Maharidge

Snowden’s box è una lettura coinvolgente e un saggio dallo stile perfetto: veloce, critico, dettagliato. La narrazione tiene incollato il lettore alle pagine raccontando a capitoli alterni, con i punti di vista degli autori, cosa è accaduto da quando Snowden ha aperto il vaso di Pandora.

Ciò che è affascinante e da brivido al tempo stesso è come, senza rendercene conto, viviamo in un sistema che ci controlla continuamente.
Il mondo in cui viviamo ci racconta che la sicurezza vale la nostra privacy ma siamo sicuri che questo sia vero?
Non serve essere fanatici delle cospirazioni per rendersi conto che ogni volta che navighiamo in rete i nostri movimenti sono registrati, così come le nostre scelte, per indirizzarci verso siti in linea con i nostri interessi. Questa cosa, a cui non diamo il giusto peso, dovrebbe invece farci riflettere su quanto il nostro privato sia labile e a rischio.
Dopo aver letto Snowden’s box è normale iniziare a farsi delle domande sul valore che diamo alla privacy e su come, invece, siamo superficiali nell’uso ad esempio dei social. Taggarci ovunque, far sapere sempre dove siamo, con chi e a fare cosa ci avvicina agli altri ma quanto sacrifichiamo, in termini di privato e sicurezza, per sentirci meno soli? Forse credo che dovremmo iniziare tutti a riflettere seriamente su cosa voglia dire privacy e il suo contrario e magari domandarci, quando ci iscriviamo all’ennesima newsletter o clicchiamo sui siti suggeriti, se quelle decisioni possono rappresentare un rischio per la nostra sicurezza.
Buona lettura.
 

Snowden’s box
Jessica Bruder, Dale Maharidge
Edizioni Clichy, 2022, p. 240, €. 18,50

SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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