
Un sabato mattina, tanto tempo fa
La recensione di No boys play here di Sally Bailey
Sally Bailey racconta la storia della sua famiglia in un romanzo di formazione dove vita, teatro, realtà e finzione si intrecciano.
Siamo in una famiglia di sole donne, in una storia di sole donne. Gli uomini vanno e vengono ma non si fermano mai. Nemmeno dormono in quella casa dove nonna, madre, zia e tanti, troppi bambini, passano le giornate.
Una casa nei bassifondi, sporca, piccola, povera. Non ci vuole molto prima che i servizi sociali arrivino a portare via la ragazzina protagonista, voce narrante del romanzo.
La mia opinione su No boys play here di Sally Bailey
Come sopravvivere all’assenza del padre, alla crudeltà della zia, alla povertà? La risposta per Sally Bailey è in Shakespeare. Nel Mercante di Venezia, nelle rivendicazioni al trono di Enrico IV, nelle gelosie e negli inganni di Sogno di una notte di mezza estate.
Il teatro di Shakespeare diventa la lente attraverso cui osservare e decifrare la realtà, darle un significato, superare la sofferenza imposta dagli adulti.
No boys play here è una lettura particolare che ci fa conoscere una scrittrice molto brava e ci racconta di come leggere salvi anche da sé stessi. Lo stile dell’autrice è molto piacevole ed è bravissima nell’intrecciare Shakespeare con le vicende raccontate ma a volte, devo ammetterlo, ho trovato un po’ di difficoltà nel seguire la narrazione.
Nel complesso il romanzo ha spunti davvero interessanti e mi è piaciuto soprattutto il tono a volte dissacrante con cui la scrittrice sceglie di raccontare una storia difficile e cruda rendendola simultaneamente divertente ed emozionante.
Buona lettura.
No boys play here
Sally Bailey
Edizionio Clichy, 2022, p. 240, €. 17,00








