Il giardino dei segreti, Grace Hattie

E Willowbrook, con la sua bellezza falsa e la sua desolazione nascosta, si preparava a rivelare il suo lato più oscuro, un lato che nessuno avrebbe mai dimenticato.

La recensione di Il giardino dei segreti di Grace Hattie

Il corpo di Charles Wetherby viene ritrovato senza vita nel giardino della villa. Tutto fa pensare a un avvelenamento e i sospetti del detective Ashford ricadono immediatamente all’interno della famiglia. La dimora dei Wetherby è una grande villa e la sua storia è densa di misteri.

Mentre Ashford inizia a interrogare i parenti e le persone più vicine alla famiglia, appare sempre più chiaro che l’indagine potrebbe rivelare segreti che sarebbe stato meglio lasciare sepolti.

La mia opinione su Il giardino dei segreti di Grace Hattie

Il giardino dei segreti ha due punti di forza: una copertina molto evocativa e un primo capitolo altrettanto evocativo e carismatico. Lo stile di Grace Hattie tende a ricalcare una narrazione d’altri tempi con descrizioni ricche di ripetizioni, spesso si ritrovano le parole mistero, segreto, morte che diventano un po’ il leitmotiv dell’intera narrazione. Questo espediente aiuta a creare una sensazione di claustrofobia nel lettore e la giusta atmosfera.

Se però da un lato il tono e la narrazione sono abbastanza coerenti, non posso dire di essere pienamente convinta dello sviluppo delle indagini e dai dialoghi tra i personaggi che mi sono sembrati troppo frettolosi. L’autrice ama descrivere, la voce narrante è preponderante, però avrei preferito altrettanto spazio per i personaggi che rischiano di risultare poco sviluppati.

Nell’insieme è una lettura scorrevole con un finale a sorpresa che potrebbe preludere a una nuova indagine per Ashford.
Buona lettura.

Il giardino dei segreti
Grace Hattie
Elison Paperback, 2023, p. 116, €. 14,00

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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