Fughe, Cristina Pasqua

A ripulire casa, Ersilia che era donna pratica e amante dell’igiene, non ci mise poi molto. Si arrampicò fino all’ultimo piolo della scala, per ridipingere il soffitto e cancellare l’odore della segregazione. Dopo una settimana era tutto finito. Era soddisfatta, Ersilia.

Fughe di Cristina Pasqua, fa parte della collana Ossa, della casa editrice Pièdimosca Edizioni, una delle mie preferite:
“Narrativa non di genere: senza vincoli di genere o tematiche, cerchiamo voci solide e stili riconoscibili, OSSA di uno scheletro di cui ci interessa originalità e coraggio, il già sentito ci annoia.”

In fuga, di balzo, siamo fuori dalla porta, in mezzo al campo e giù per la scesa e ancora e ancora sul sentiero, superati i bottiglioni e la fonte solo un gorgoglio lontano, oltre il ponte di legno e gli steccati degli orti, in fuga sullo sterrato, una nube di polvere, il fiato corto, le braccia a remare l’aria.

La recensione di Fughe, Cristina Pasqua

Fuggire può voler dire a volte andarsene davvero, definitivamente, per sempre: anzi forse a qualcuno è già successo e non se ne è nemmeno del tutto accorto.
Ventitré racconti scritti in momenti diversi, lontani tra loro nel tempo della stesura, ma stretti dall’uso di un linguaggio necessario, asciutto, fatto di reazioni impreviste tra le parole, che si rincorrono affilate e impietose, o sfregano tra loro come carta vetrata, o esplodono con un colpo secco.

La casa delle formiche era oltre il campo di girasoli. Per arrivarci toccava scarpinare lungo un sentiero stretto di ortiche ed erba alta. In bicicletta la strada, asfaltata all’inizio e poi sterrata, era così piena di serci che ogni volta si rischiava di lasciarci le camere d’aria.

La mia opinione su Fughe, Cristina Pasqua

Ho una passione per i racconti che non è così antica. È saltata fuori di punto in bianco: assaggi di storie che chissà dove andranno a finire, chissà che strade prenderanno. Persone dipinte, tratteggiate appena o raccontate fino al midollo. Profumi, sensazioni, sapori.

Fughe di Cristina Pasqua, è tutto questo e anche un “altro” che è solo suo. È la “sensazione di aver sbirciato di soppiatto attraverso una porta accostata che avrebbe dovuto rimanere chiusa”, è la voglia di continuare quegli incipit, di stare a guardare attraverso un vetro, di prendere per mano la protagonista e ascoltare le sue parole, di abbracciare l’uomo e le sue paure. Che bellezza.

Fughe
Cristina Pasqua
Pièdimosca, 2023, p. 176, €. 15,00

 

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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