Giù nel cieco mondo, Jesmyn Ward

Questo libro è per chi ha deciso di aprirsi al canto così da trovare conforto e forza, per chi ricorda senza soccombere al peso della memoria, per la voce solenne di Annie Lennox in Strange fruit, e per chi ha sognato di volare via dalla sua vita come un airone che sfiora la superficie dell’acqua, leggero come carta sul vento.

Una storia di schiavitù e liberazione, di resilienza, di resistenza al dolore, fisico e morale, di amore, vero, forte, incrollabile.
Un romanzo popolato da presenze soprannaturali legate alla natura, un realismo magico che tanto ha a che fare con la cultura afroamericana e che Jesmyn Ward sa raccontare molto bene (dovrò assolutamente leggere tutti i suoi altri romanzi!)

Quanto fa male l’amore se non ha un posto dove andare: un vento invernale che si impiglia su rocce coperte di ghiaccio.

La recensione di Giù nel cieco mondo, Jesmyn Ward

Il titolo del romanzo, ispirato al quarto canto dell’Inferno di Dante, mette già un punto fermo: non si tratta di un libro leggero. Anzi. È un libro molto doloroso. Ma si sa: per capire a fondo una persona, bisogna camminare per qualche luna nei suoi mocassini.

Il precettore racconta la storia di un uomo, un italiano di tanto tempo fa che scende all’inferno.
Le sue parole riecheggiano dentro di me.

Annis vive come schiava in una piantagione della Carolina insieme alla madre, che la notte le insegna l’arte del combattimento ereditata a sua volta dalla madre, una guerriera africana. Annis è figlia di uno stupro: del padrone, del Sire.
Annis serve in casa e ascolta le lezioni fatte dal precettore alle due figlie bianche del padrone, e queste storie, quelle della Divina Commedia e delle anime del Purgatorio (il cieco mondo), diventano una pietra di paragone per quella che è la sua vita, prima come schiava di casa, poi come nuovo acquisto diretto a piedi, legata, nel profondo sud, verso New Orleans.

In questo mondo, la tua arma sei tu.

La mia opinione su Giù nel cieco mondo, Jesmyn Ward

Non riesco a lasciarlo andare, questo libro. Giù nel cieco mondo di Jesmyn Ward è un libro che ha lasciato segni e tracce visibili nella mia mente, sul cuore, in ogni frase che ho sottolineato.
Accompagnata dalla voce di Annie Lennox, da Strange fruit, così potente, ritorno su certi capitoli, dormo sotto le stelle con Annis, afferro la lancia delle sue ave insieme lei, cammino legata con le corde sulla lunga strada per New Orleans.
È straziante la storia di Annis, lascia ferite lacerate. Ma, allo stesso tempo, cura. Insegna.

Tutto, pur di continuare a vivere.

Mamma è sempre stata una donna che nasconde un cuore tenero: una donna che brucia come una lanterna allo zolfo per guidarmi nel buio del mondo, una donna che mi fa un regalo ogni mese, quando si sguaina per insegnarmi a combattere.

L’insegnamento più importante per Annis è quello di sua madre: quel lottare per non essere mai sconfitta. Quel resistere ai soprusi, senza cadere. Quel combattere a denti stretti e armi sguainate.

Una scrittura imperdibile.
Un romanzo che avrà sempre un posto fra i miei preferiti.

L’autore

Jesmyn Ward vive in Mississippi, do­ve insegna scrittura creativa alla Tulane University, ed è oggi considerata una delle maggiori scrittrici americane con­temporanee. Con Salvare le ossa (NNE 2018) e Canta, spirito, canta (NNE 2019) ha vinto due volte il National Book Award, prima donna dopo scrittori co­me William Faulkner, John Cheever, Philip Roth.
NNE ha pubblicato anche La linea del sangue, che completa la Trilogia di Bois Sauvage, Naviga le tue stelle, poeticamente illustrato da Gina Triplett, e il memoir Sotto la falce.

Giù nel cieco mondo
Jesmyn Ward
NN Editore, 2023, p. 272, €. 19,00

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cinzia
Mamma, lavoratrice full time, 45 anni, una figlia di 14 e la passione per la lettura ...

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