Resta solo la tua voce, Alessandra Pagani

Io ora sono solo una voce. Avevo vent’anni quando sono morta. Mi hanno ammazzata le stesse persone che dicevano di amarmi. Nessuno è stato condannato. Né la mia famiglia, né gli amici, né gli insegnanti, né la società, né i mass media, né lo Stato, e non è stato condannato l’assassino. L’unica che hanno calunniato, offeso, messo a tacere, umiliato e ammazzato sono io.

La recensione di Resta solo la tua voce di Alessandra Pagani

Giulia è una ragazza come tante: ha una sorella gemella, Diana, e una famiglia che ha costruito la propria esistenza con fatica e dignità. Siamo nei primi anni ’90, in un piccolo paese del Nord Italia, un contesto in cui le aspettative sociali e familiari possono diventare gabbie invisibili.

Giulia è intrappolata in una relazione tossica e violenta con Paolo, il suo fidanzato. Ed è proprio lei, Giulia, la voce narrante del romanzo — una voce che ci accompagna oltre la soglia della vita, mentre osserva il proprio funerale. Sì, perché Paolo, il ragazzo che diceva di amarla, l’ha uccisa.

Il romanzo si sviluppa su due piani temporali: il presente della cerimonia funebre e il passato che ha condotto alla tragedia. Attraverso la voce di Giulia e, successivamente, quella di Diana, il lettore ripercorre una vicenda di violenza domestica, ma anche una storia di sorellanza, silenzi familiari, sogni spezzati e tentativi di emancipazione.

Diana, determinata a costruirsi un futuro lontano da casa, deve ora affrontare il lutto e il peso insopportabile di ciò che non è riuscita a cambiare. Intorno a lei, un mondo spesso meschino e indifferente, che fatica a riconoscere la responsabilità collettiva nel perpetuare certe dinamiche.

Mi hanno ammazzata le stesse persone che dicevano di amarmi. Nessuno è stato condannato.

La mia opinione su Resta solo la tua voce di Alessandra Pagani

Resta solo la tua voce è il romanzo d’esordio di Alessandra Pagani, pubblicato da Morellini Editore. Un’opera intensa, ispirata purtroppo a fatti di cronaca che continuano a riempire le pagine dei giornali. Il libro affronta con delicatezza e profondità temi come la violenza di genere, lo stalking, le pressioni sociali sulle donne e le dinamiche familiari che troppo spesso contribuiscono a mantenere il silenzio attorno al dolore.

L’ambientazione nei primi anni ’90 non è casuale: è il riflesso di un’epoca in cui lo stalking non era ancora riconosciuto come reato e le relazioni abusive venivano spesso minimizzate o ignorate. In questo contesto, la voce di Giulia emerge con forza, diventando un grido di denuncia ma anche un lascito di consapevolezza.

Alessandra Pagani sceglie uno stile semplice ma incisivo, adatto a rendere la narrazione accessibile senza sacrificare la carica emotiva. Il risultato è un romanzo breve ma potente, che riesce a scuotere, a far riflettere e, soprattutto, a dare voce a chi troppo spesso resta inascoltato.

Una lettura necessaria, che colpisce per la sua autenticità e per la delicatezza con cui riesce a trattare temi tanto complessi quanto urgenti.

Una particolarità interessante è la presenza di contenuti extra fruibili tramite QR code presente alla fine del volume. Questi rimandi multimediali arricchiscono l’esperienza di lettura, offrendo ulteriori approfondimenti che permettono di calarsi ancora di più nelle tematiche trattate.

L’autrice: Alessandra Pagani

Alessandra Pagani, nata a Gattinara, vive con marito e figlio a Monza. Lettrice, lavora come editor non fiction per Vita e Pensiero, university press dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Ha pubblicato “Manuale di editoria universitaria” (Editrice Bibliografica, 2020). Ha creato e conduce il gruppo di lettura “Geranio Bookclub”.

Resta solo la tua voce
Alessandra Pagani
Morellini, 2024, 176 pag., € 17.00

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Nicoletta
Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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