La ragazza nell’acqua, Robert Bryndza

Avrebbe riposato lì, immobile e indisturbata, per molti anni, quasi in pace. Ma sopra di lei, sulla terra asciutta, l’incubo era solo agli inizi.

La recensione di La ragazza nell’acqua di Robert Bryndza

Durante la perquisizione di una cava per un caso di traffico di droga vengono ritrovati i resti di una bambina scomparsa ventisei anni prima di nome Jessica Collins. La piccola era uscita un pomeriggio per andare a casa di un’amichetta ed era sparita. Nessuno aveva visto niente e la polizia aveva archiviato il caso.

Il ritrovamento del corpo fa ripartire le indagini e la detective Erika Foster chiede di essere messa a capo della squadra che se ne occuperà. 

La mia opinione su La ragazza nell’acqua di Robert Bryndza

Mi è piaciuto molto La ragazza nell’acqua. Il ritmo narrativo è molto buono e ci sono parecchie teorie e vicoli ciechi che rendono interessante la trama e fanno crescere il desiderio di sapere come andrà a finire. Non mancano i colpi di scena nel finale.

È un thriller ben scritto, con una prima parte più lenta che intreccia le indagini attuali con quelle del passato, dalla metà in poi il romanzo decolla decisamente e non si smetterebbe mai di leggere.

I temi affrontati sono molteplici: pedofilia, estremismo religioso, vendetta, alcolismo, rivalsa personale. I personaggi hanno tutti un passato pesante che in qualche modo li opprime, anche il detective Erika Foster ha una storia personale drammatica che la spinge a farsi carico dei casi più difficili.

La ragazza nell’acqua è il terzo romanzo di Robert Bryndza con protagonista Erika Foster. Non escludo di recuperare i due titoli precedenti così da conoscere un po’ meglio la sua storia e seguire altre indagini ben scritte.

Buona lettura.

La ragazza nell’acqua
Robert Bryndza
Newton Compton, 2019, p. 378, €. 12,00

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SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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