
Un grande essere strisciante, dicono, più simile a un drago che a un serpente, che abita la terra tanto quanto l’acqua, e in una bella giornata non disdegna di mettere le ali al sole. Il primo ad averlo avvistato, su a Point Clear, ha perso il senno e non l’ha più ritrovato, ed è morto in manicomio nemmeno sei mesi fa, lasciandosi dietro una decina di disegni realizzati con frammenti di carbone staccati dalla grata.
La recensione di Il serpente dell’Essex, Sarah Perry
Cora Seaborne è appena rimasta vedova e ne è talmente felice da esserne annichilita. Il marito, che tutti consideravano un perfetto gentiluomo, aveva trasformato il matrimonio in un inferno di abusi fisici e psicologici che la cicatrice sulla clavicola le ricordano ogni volta che si specchia.
Adesso però è finalmente libera di vivere come crede e di seguire la sua passione per la paleontologia. Siamo sul finire dell’ottocento in Inghilterra e i musei espongono i resti di animali estinti da tempo che attraggono la curiosità e gli studi di moltissime persone. Cora ama scavare tra l’argilla, catalogare e segretamente spera di fare una grande scoperta che la renda famosa come Mary Anning, la paleontologa che scoprì i draghi di mare nella prima metà del secolo.
Cora viene a sapere che nell’Essex dicono di aver avvistato un mostro, una creatura portatrice di sventure che sta uccidendo chiunque si avvicini troppo all’acqua. La donna crede che potrebbe trattarsi di un serpente marino che si credeva estinto e si trasferisce in un piccolo villaggio di pescatori.
La vita laggiù le piace molto, conosce il pastore Ransome e la sua famiglia ma scopre che la paura e l’ignoranza sono nemici giurati delle scienze e che a nessuno interessa sapere da dove venga il serpente, vogliono solo che se ne vada perché porta la morte ovunque.
La mia opinione su Il serpente dell’Essex, Sarah Perry
È un romanzo molto bello Il serpente dell’Essex e Sarah Perry racconta davvero molto bene una storia sul capire chi si è, cosa si vuole e sui sentimenti che ci legano agli altri.
Cora è una donna che rinasce lungo tutto il romanzo. Va nell’Essex, ritorna a Londra, va ancora nell’Essex, cerca il serpente, discute di fede e scienza, si innamora, distrugge amicizie che chiedevano di più ma è mossa sempre dall’incrollabile ricerca di sé stessa.
È uno spirito libero, affine all’aria salmastra dell’Essex lungo i cui campi cammina per chilometri in vestiti da uomo, con le unghie sporche di terra e i capelli spettinati dal vento e dal sale. È non solo istruita ma anche una libera pensatrice e proprio questo suo essere così diversa dall’immaginario collettivo la rende subito una nemica per la gente del piccolo villaggio dove si è trasferita. Non è che per caso è lei che ha riportato il serpente nelle vite di quei poveri pescatori e contadini?
Lo scontro tra la scienza e le credenze folkloristiche sarà brutale, il passaggio da Londra a una piccola realtà rurale dove il mostro è radicato nella mente di ognuno diventa un muro invalicabile. Tutti dichiarano di aver visto il serpente, ogni morte è riconducibile a lui. Il serpente è ovunque, nei pensieri, nell’aria, nel cibo, nei sogni e nessuno è disposto a credere che ci sia una spiegazione scientifica alla paura che si è radicata nell’animo.
Non c’è però solo lo scontro scienza-fede nel romanzo ma sono tantissimi i temi toccati dalla scrittrice: emergenza abitativa, malattia, femminismo, salute mentale, progressi della medicina. Il tutto crea una storia che ci immerge totalmente in un’epoca ben precisa facendoci respirare i pensieri, le paure ma anche la spinta al progresso dei personaggi descritti.
La serie su Apple Tv Il serpente dell’Essex
Il romanzo è stato trasposto in una serie in 6 puntate che trovate su Apple Tv+. Nel cast c’è Claire Danes nel ruolo di Cora e Tom Hiddleston in quello del reverendo Ransome. I costumi, la fotografia, la scenografia sono molto belli e la trama del romanzo, pur con alcune libertà, è abbastanza rispettata.
La serie tv spinge molto su un tono cupo e drammatico che se da una parte aiuta a ricreare le tensioni e a far capire come la gente dell’Essex fosse impaurita dal serpente e dall’ipotesi che esistesse davvero, dall’altra rende la narrazione molto lenta. Nell’insieme è un buon prodotto ma ho preferito il romanzo.
Il serpente dell’Essex
Sarah Perry
BEAT, 2019, p. 458, €. 9,90








