
La cosa più fastidiosa dell’essere un detective è che andare in vacanza è quasi impossibile.
La recensione di Delitto al faro, Alasdair Beckett-King
Bonnie e nonno Banks decidono di passare qualche giorno di vacanza sull’isola di Odde. Il posto è davvero singolare e appena arrivati scoprono che le cipolle sono bandite e che ci sono tantissime regole da tenere a mente se si vuole soggiornare là.
Bonnie però è contenta, l’importante è che non accada nulla che rovini le vacanze. Invece poco dopo il loro arrivo vengono a sapere che c’è stato uno strano incidente al faro di Leerie: la guardiana del faro, nonché capo dell’Ordine del vello d’oro, Maude Gragge, è morta cadendo dalla cima del faro.
Per Bonnie è ovvio che l’incidente in realtà nasconda altro quindi si cala nei panni del suo alter ego Montgomery Bonbon e inizia a indagare.
La mia opinione su Delitto al faro, Alasdair Beckett-King
Secondo capitolo dedicato a Montgomery Bonbon, Delitto al faro è forse ancora meglio del libro precedente regalando ai lettori un giallo ricco di colpi di scena, emozioni al cardiopalma e molte cose stravaganti.
Alasdair Beckett-King ci regala una storia frizzante e ricca di umorismo, e di pioggia battente e cipolle di contrabbando, ambientata su un’isola pittoresca piena di personaggi più unici che rari. Ovviamente Bonbon riuscirà a risolvere il caso e a consegnare alla giustizia, o per meglio dire all’ispettrice Sands, la soluzione del caso.
Ora aspettiamo la prossima indagine, sperando che nonno Banks non abbia finito i cardigan.
Buona lettura.
Delitto al faro
Alasdair Beckett-King
Lapis, 2025, p. 304, €. 13,50








