
Immobile. Schiacciato nel buio, scaraventato lì e qualcuno ha dimenticato di spegnere il mondo. Sdraiato, ma non mi rilasso. Esausto, ma non dormo. La camera è in un silenzio che fischia, ogni suono un coltello che si conficca nel cervelletto. Un andirivieni di tacchi che battono a martello pneumatico, un ticchettio distante che sembra essere il countdown alla fine dei miei giorni, e quel ronzio… quel cazzo di ronzio che non vuole morire. I passi diventano echi, poi sussurri, ma non spariscono mai del tutto, la stanza è una caverna profonda e io non trovo l’uscita.
La recensione di Il commesso con gli occhi di Van Gogh di Simone Trivellini
Enzo è un giovane commesso che vive in equilibrio precario tra due mondi: da una parte le aspettative universitarie mai del tutto compiute, dall’altra la necessità di un lavoro part-time in un supermercato per mantenersi a galla. È in questo spazio sospeso che prende forma la sua storia: fatta di turni incessanti, di rapporti con colleghi e clienti, di incontri che svelano un microcosmo di vite altrettanto fragili e contraddittorie.
Il supermercato diventa così non solo luogo di fatica e alienazione, ma anche specchio della società: un contenitore di solitudini, ambizioni frustrate e piccole ribellioni quotidiane. Simone Trivellini tratteggia con precisione un contesto di crisi economica e sociale, in cui la ricerca di libertà si scontra con i vincoli soffocanti del lavoro precario e della routine.
La mia opinione di Il commesso con gli occhi di Van Gogh di Simone Trivellini
Il commesso con gli occhi di Van Gogh è un romanzo d’esordio che sorprende per intensità e autenticità. Simone Trivellini riesce a raccontare con una lingua asciutta, a tratti cruda, le contraddizioni di una generazione che vive in bilico: tra sogni non realizzati e la necessità di sopravvivere, tra desiderio di fuga e rassegnazione.
Quella di Enzo è una storia che molti possono riconoscere come propria o di qualcuno che conoscono: la precarietà lavorativa, la solitudine, la difficoltà di trovare un posto nel mondo. Ma è anche un romanzo che lascia aperto uno spiraglio: nonostante il grigiore delle giornate, resta la possibilità di coltivare un sogno, uno sguardo diverso sul mondo — forse proprio come quello di Van Gogh, capace di cogliere luce e colore anche nei luoghi più spenti.
Un libro che si legge velocemente, ma che lascia addosso un’eco persistente, come il ronzio citato nelle prime pagine: fastidioso, ma impossibile da ignorare.
Buona lettura
Il commesso con gli occhi di Van Gogh
Simone Trivellini
Affiori, 2025, 150 pag., € 20.00








