Un grido fatale, Angela Marsons

Quante volte ancora dovrò cercare di farglielo capire?
Perché non mi ascolta.
Nessuno mi dà mai retta.

La recensione di Un grido fatale, Angela Marsons

È una giornata come tante fatta di riunioni noiose e giri per la città quando due cose accadono: una bambina si perde in un centro commerciale e poco dopo la madre viene ritrovata uccisa. 

L’omicidio si presenta pulito e senza apparente movente. Nulla è stato preso dalla vittima, non ci sono segni di lotta e nemmeno antecedenti che possano spiegare la morte di una donna che conduceva una vita tranquilla con il marito e la figlia.

Qualche giorno dopo un altro cadavere viene ritrovato. Anche in questo caso si tratta di una donna con una vita senza sbavature.

Kim Stone inizia un’indagine serrata con la sua squadra richiamando anche una profiler che aveva già collaborato con loro.

Nel frattempo seguiamo l’agente Stacey mentre lavora a un caso ancora aperto ma con molte ombre e mancanze nelle prove.

La mia opinione su Un grido fatale, Angela Marsons

Sono di parte, lo so, ma per me ormai i libri di Angela Marsons sono un po’ una coccola. So quello che mi aspetto e sono sempre certa che il piacere di ritrovare Kim e la sua squadra superi anche qualche piccola mancanza narrativa. 

In questo volume ad esempio ho apprezzato moltissimo l’indagine che conduce Stacey su un caso di stupro mentre quella principale non mi ha convinta del tutto, anche se mi ha comunque tenuta incollata alle pagine.

Come sempre Angela Marsons racconta la società molto bene: si parla di errori giudiziari ma anche di rapporti malati e sbilanciati all’interno della famiglia. Forse non il romanzo migliore della serie ma se cercate un thriller con tanta azione non rimarrete delusi.

Buona lettura.

Un grido fatale
Angela Marsons
Newton Compton, 2025, p. 384,€. 12,90

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SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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