
Sai, quasi sempre mangiamo quello che ci prepariamo. Anche nella vita, dico. Certo, gli ingredienti talvolta sono quelli che sono: pochi, miseri, scadenti, indesiderabili. Ma tant’è. Per esempio se tu avessi cercato meglio, avresti trovato una cipolla, magari avrebbe aiutato la tua splendida ricetta.
La recensione di Capa gialla, Patrizia Rinaldi
Capa Gialla vive in una periferia disagiata e ha imparato sulla sua pelle a sopravvivere, a costruirsi un ruolo e un posto all’interno di una società che seppur malata è l’unica che conosce.
Ma un giorno arriva un imprevisto che sconvolge la vita di Capa Gialla. Sta ancora a lui, ora, riuscire a trovare la giusta direzione per salvarsi.
Ma sapevo bene che il rischio era che poi non sarei riuscito a ridiventare me. Perché non è che le maschere di carne si indossano e si tolgono come una maglia qualsiasi. Le maschere di catne resistono sulla faccia con un adesivo potente di dolore.
La mia opinione su Capa gialla, Patrizia Rinaldi
Parliamo di bulli. Parliamo di chi ha dovuto imparare sulla propria pelle come sopravvivere e si è costruito una corazza e una maschera a prova di bomba.
Capa gialla, il protagonista del romanzo di Patrizia Rinaldi, è un tipo tosto che sa essere cattivo e farsi rispettare, e combattere e blablabla.
Questo è quello che ha imparato a raccontare e a raccontarsi.
Ma poi, guardando da vicino e osservando la verità, troviamo un altro Capa Gialla. Maria lo chiama Capa Rasata. E lui, a Maria, ha vomitato addosso tutte le paure e il disprezzo per sé, e la solitudine e il terrore della vita che ha dovuto sopportare finora.
Una storia che disarma e ci mette davanti alle emozioni di chi lotta per resistere in un mondo avvelenato. Patrizia Rinaldi è grande nel rendere toccabili col cuore le emozioni dei ragazzi, lo ha fatto tempo fa con Federico il pazzo, lo fa oggi con Capa Gialla. Consigliatissimo.
Capa gialla
Patrizia Rinaldi
Sinnos, 2025, p. 144, €. 14,00
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