Mi chiamo Daniele, Daniele D’Ippolito

Il tempo imbroglia le regole e l’arbitro finge di assistere.
Ero cresciuto, reputandomi ragazzo nella mia complessità, seppur non avessi ancora le competenze per essere definito tale.
Se dovessi sussurrare all’orecchio di quel piccolo me, che guardava il presente e non il futuro, non direi granché. Mi limiterei, forse, a dargli una pacca sulla spalla, sostenendolo con un augurio, nonostante io sappia già la sua sorte.

La recensione di Mi chiamo Daniele di Daniele D’Ippolito

Daniele è un ragazzo romano di quattordici anni che conduce un’esistenza serena, divisa tra la scuola, la famiglia e le prime esperienze dell’adolescenza. Tutto cambia quando arriva una diagnosi inattesa: un tumore cerebrale che interrompe bruscamente la sua quotidianità e lo costringe a confrontarsi con la fragilità della vita molto prima del tempo.

La degenza all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma segna l’inizio di un periodo sospeso, doloroso ma anche colmo di nuove consapevolezze.

Il libro alterna il presente della riflessione alle memorie del “prima”, creando un doppio binario narrativo in cui coesistono la spensieratezza perduta e la maturazione forzata. Attraverso le sue parole emergono temi come l’amicizia, il valore della famiglia, la paura, la speranza e quella delicatezza tipica di chi affronta il dolore senza perdere completamente la luce.

La recensione di Mi chiamo Daniele di Daniele D’Ippolito

Mi chiamo Daniele è un romanzo autobiografico che colpisce per autenticità e sincerità emotiva. L’autore racconta la sua esperienza senza filtri retorici, alternando pagine dure a momenti di tenerezza e umorismo che spezzano il buio. L’uso della prima persona, insieme a passaggi in cui trovano spazio anche le voci dei genitori, rende il racconto corale e più profondo.

È un libro che tratta un tema difficile, ma non vuole commuovere a ogni costo: preferisce accompagnare il lettore dentro una storia di malattia e resilienza, mettendo al centro il valore dei legami e il coraggio quotidiano del continuare.

Toccante, semplice nella forma ma intenso nell’impatto emotivo: un inno alla vita e alla forza che nasce proprio nei momenti più bui. Da leggere, soprattutto se si cercano storie vere capaci di lasciare una traccia.

Mi chiamo Daniele
Daniele D’Ippolito
Armando Editore, 2025, 147 pag., € 15.00

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Nicoletta
Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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