
Il sole era sorto, e tutto andava bene.
La recensione de Il cerchio dei giorni, Ken Follett
Ken Follett racconta la costruzione di Stonehenge. Siamo nel 2500 a.C. nella Grande Pianura.
C’è Seft, un giovane cavatore di selce, che deve barattare i suoi prodotti al rito di Mezza Estate e che vuole lasciare il padre violento per seguire la ragazza di cui è innamorato.
Joia, giovane sacerdotessa, sogna da sempre di realizzare un monumento fatto di pietra, un grande cerchio intorno a cui danzare e da usare per interpretare lo scorrere del tempo.
Realizzare il cerchio di Stonehenge non sarà facile tra popoli nemici, violenza, siccità e le difficoltà di erigere uno dei monumenti più iconici della storia.
La mia opinione su Il cerchio dei giorni, Ken Follett
PERCHÈ LEGGERE QUESTO LIBRO?
Ken Follett conosce il suo mestiere e su questo non ci piove, in fondo ha veduto più di 160 milioni di copie in tutto il mondo, quindi di sicuro sa gestire bene trama, personaggi e svolgimento.
Il cerchio dei giorni scorre e si legge velocemente. La costruzione di Stonehenge è stata l’elemento che mi ha spinta a comprare il libro non appena è uscito, peccato si sia rivelata poco intrigante.
Di sicuro una lettura veloce, a dispetto della mole, perfetta per chi non vuole impegnare troppi giorni con un libro. Nota positiva per gli avanti negli anni: il carattere scelto per stampare non affatica gli occhi.
COSA NON MI È PIACIUTO?
Se da una parte leggere della costruzione di Stonehenge mi allettava parecchio purtroppo ad ogni pagina arrivava anche la conferma che I pilastri della terra sono un miracolo non replicabile. Certo, so che sono due libri diversi ma non immaginavo che questo ultimo romanzo mi avrebbe delusa così tanto. Mancano personaggi incisivi come erano Philip, Tom, Jack. Manca Kingsbridge. Soprattutto manca la cattedrale la cui costruzione trascina il lettore soverchiandolo a volte di termini tecnici ma innalzandolo fino alle vette più alte della beatitudine letteraria.
La costruzione di Stonehenge purtroppo rimane senza anima. Lapidaria, grandiosa nelle misure ma non nella memoria. Io ho già dimenticato questo libro anche perché i personaggi sono trascurabili e non ne sento la mancanza. Mi mancano invece Philip e tutti gli altri di cui ho un fervido ricordo anche dopo più di trent’anni.
Cosa aggiungere? Niente. È un libro che non lascia traccia o, come direbbe il Sommo, un libro “sanza ’nfamia e sanza lodo”.
Il cerchio dei giorni
Ken Follett
Mondadori, 2025, p. 704, €. 27,00








