Ferro Sette, Francesco Troccoli

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“[…]
A volte la sorte riserva sorprese benigne e quando si è sull’orlo del precipizio, ci si volta dal lato opposto e si scorge un dolce pendio fiorito.
Beh, non andò proprio così. Ma la ruota della fortuna girò di un paio di gradi a mio favore. […]”

La trama

“Futuro remoto: l’umanità ha smarrito le basi della sua stessa natura. Due vecchi commilitoni si ritrovano, ma nemici. Il primo, Tobruk Ramarren, è una ignara pedina di un potere occulto; il secondo, seguendo un’antica intuizione, si ribella a quella che sembra l’unica vita possibile. Nelle viscere di un piccolo pianeta minerario ai confini dell’Alleanza il protagonista s’imbatterà in una sorprendente comunità di reietti, custodi del segreto che li rende liberi. Lo scontro tra i Dominatori e lo sparuto gruppo di rivoluzionari è inevitabile, così come la sorpresa di Tobruk Ramarren di fronte alla scoperta che gli cambierà la vita.”

Le impressioni

Ecco che un giorno ti capita di leggere – e di poter dire la tua – su un libro che forse non avresti mai scelto di leggere. Però da quando lo hai letto, ti sei appassionata al genere. E sei curiosa di scoprire cose nuove. Cominci allora a cercare di orientarti in un mondo nuovo, quello della fantascienza…

La capacità di sognare: questo è quello che gli uomini – ancora ‘umani’ – di Harris IV sono riusciti a conquistare. Mentre tutti gli altri si sono piegati alla dittatura della produttività e non conoscono più il significato della parola sonno.

Ferro Sette è stata una bella scoperta. Non dico che mi sia entrato nel cuore da subito, probabilmente proprio perché non conosco ancora bene il mondo della scrittura di genere fantascientifico, però alla fine l’ho letto e riletto e mi è entrato in circolo, diciamo così.
Tobruk Ramarren è un personaggio così ben delineato, con un carattere così forte, con tutte le sue debolezze, che dopo aver letto il libro ti sembra di averlo conosciuto di persona, di aver vissuto vicino a lui per tutta l’avventura tra i pianeti di questo universo del futuro. I suoi compagni di avventure – amici e nemici – sanno starsene un passo più indietro, come è giusto che sia per gli attori non protagonisti, ma venuto il loro turno sanno come farsi amare: Maiako, il piccoletto nero e artista, e Samì, con la sua saggezza, hanno conquistato anche me, come è accaduto a Tobruk.

Francesco Troccoli, alla sua prima esperienza con un libro vero e proprio, è bravissimo a scegliere le parole giuste: sa come donare vita ad un volto e ad un corpo usando solo l’essenziale, senza tanti fronzoli e troppi giri di parole. Sa nascondere le sorprese al posto giusto e al momento giusto. Ti fa stringere i denti insieme al protagonista, ti fa combattere contro chi dovrebbe essere invincibile, e poi… e poi ti ritrovi a leccarti le ferite, con lui, con loro.

Il fascino di questo libro è il fascino di quelle storie che più le leggi e più ti sembrano davvero possibili, in un futuro lontano. E speri di no, ma vai avanti e cerchi di capire come andrà a finire. E torni anche sui tuoi passi e vai a rileggerti certi brani, che hanno la forza di materializzarti in maniera precisa la scena che ti raccontano:

“[…] Vi erano depositi in ferro, officine in ferro, abitazioni in ferro. Il ferro formava strade e case. Il ferro accomunava le parti naturali e quelle costruite, creando un colore di fondo rosso scuro che brillava e si diffrangeva ovunque. L’unica soluzione alla continuità metallica era rappresentata dagli esseri umani che la popolavano. In quell’immenso e opaco ventre ferroso la loro pelle sfavillava di un brillante e quasi innaturale lucore. In qualche punto scorsi alcune piante rampicanti e vidi persino alcuni alberi in una grande zolla di terra, posta al centro dell’ambiente in cui mi trovavo. […]”

E questo passo non è certo l’unico che ti fa entrare nel mondo di Harris IV, non è certo l’unico che ti fa sentire vicino a Tobruk in questo suo viaggio, in cui scoprirà qualcosa in più anche su se stesso…

Una storia appassionante, una trama ben tessuta, ricca di avvenimenti, di intrecci, di sentimenti, anche, che fa venir voglia di leggere il seguito. E sebbene io non sia, di solito, una di quelle che amano i “seguiti”… beh, in questo caso faccio volentieri un’eccezione!

Il booktrailer di Ferro Sette

Ferro Sette booktrailer from Ettore Biondo on Vimeo.

Ferro Sette
Francesco Troccoli
Armando Curcio Editore (collana Electi), 2012, pag. 319, € 15.90
ISBN-13: 978-8897508205
Se la nostra recensione vi ha incuriosito e volete acquistare e leggere il libro, fatelo direttamente da questo link, saremo tutti più felici! 😉

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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