Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana.
(Giovanni Falcone)

Era il 1992 e io avevo solo 9 anni.

Non ricordo troppo di quel periodo, tutto quello che so l’ho poi approfondito dopo, eppure una cosa la ricordo: l’immagine alla televisione di un cratere sull’autostrada e quei cartelli verdi “Palermo” e “Capaci”.
Io Capaci non sapevo neanche dov’era…

Il 23 maggio 1992 Cosa Nostra piazzò 500 kg di tritolo lungo l’autostrada nei pressi dell’uscita di Capaci per uccidere il magistrato Giovanni Falcone.
Oltre a Falcone, morirono la moglie Francesca Morvillo, anche lei magistrato, e gli agenti della scorta Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Vi furono 23 feriti.

Falcone è stato una delle persone più importanti nella lotta alla mafia in Italia e a livello internazionale, insieme a Paolo Borsellino, ucciso anche lui, neanche due mesi dopo (il 19 luglio).

Il 23 maggio, insieme al 19 luglio, sono tra le pagine più buie della storia di Palermo, ma segnano anche il risveglio della società civile che finalmente alza la testa davanti alla mafia.

Il 23 maggio è ormai diventata la data simbolo della lotta alla mafia. Dobbiamo sempre ricordarla, dobbiamo ricordare l’importanza di dire NO.

Noi quindi, sempre a nostro modo, vi consigliamo dei libri per scoprire, per far conoscere ai più piccoli, e soprattutto per non dimenticare.


PAPERE CONTRO LA MAFIA. UNA STORIA DI GIOVANNI FALCONE
Antonio Ferrara
Interlinea, 2022, 48 pag., € 10.00
Età di lettura: da 8 anni.

«La papera rapita era una delle tantissime papere di legno, di ceramica e di altri materiali che collezionavo, a casa e in ufficio. Le collezionavo per ricordarmi di non commettere errori, di non fare più “papere”, appunto, come quella volta all’inizio della mia carriera, quand’ero ancora poco più di un ragazzo». In questo libro Antonio Ferrara racconta ai bambini, con l’ironia che gli è congeniale, Giovanni Falcone, magistrato in prima fila contro la mafia.


PER QUESTO MI CHIAMO GIOVANNI
Luigi Garlando
Rizzoli, 2019, 159 pag., € 12.00
Età di lettura: da 8 anni.

Giovanni è un bambino di Palermo. Per il suo decimo compleanno, il papà gli regala una giornata speciale, da trascorrere insieme, per spiegargli come mai, di tutti i nomi possibili, per lui è stato scelto proprio Giovanni. Tappa dopo tappa, mentre prende vita il racconto, padre e figlio esplorano Palermo, e la storia di Giovanni Falcone, rievocata nei suoi momenti chiave, s’intreccia al presente di una città che lotta per cambiare. Giovanni scopre che il papà non parla di cose astratte: la mafia c’è anche a scuola, nelle piccole prepotenze dei compagni di classe, ed è una nemica da combattere subito, senza aspettare di diventare grandi. Anche se ti chiede di fare delle scelte e subirne le conseguenze.


FALCONE E BORSELLINO. STORIA DI AMICIZIA E CORAGGIO
Fabio Iadeluca, Filippo Barbacini
Armando Curcio Editore, 2022, 165 pag., € 16.90
Età di lettura: da 11 anni.

Il lavoro di lotta continua contro la criminalità organizzata, a favore della legalità, di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino è un esempio di coraggio, onestà e rifiuto di sottomissione ai soprusi. I più giovani, attraverso la loro storia appassionata, scopriranno cosa vuol dire dare la vita per la purezza di un ideale.


DA CHE PARTE STARE. I BAMBINI CHE DIVENTARONO GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO
Alberto Melis, Paolo D’Altan
Piemme, 2017, 128 pag., € 12.90
Età di lettura: Da 11 anni

Sono passati venticinque anni da quando, nelle stragi di Capaci e di Via d’Amelio, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino sono stati assassinati dalla mafia insieme agli agenti della scorta. Alberto Melis, attraverso le parole delle loro sorelle, Maria Falcone e Rita Borsellino, ricostruisce l’infanzia dei due magistrati con l’intento di ricordare ai ragazzi il loro esempio ma anche di dare un messaggio di speranza. Perché la mafia si può davvero sconfiggere se tutti noi, anche da piccoli, facciamo il nostro dovere, come diceva Falcone, e scegliamo di stare dalla parte giusta del mondo. Quella dell’onestà.


SIAMO TUTTI CAPACI. FALCONE E BORSELLINO TRENT’ANNI DOPO
Rosario Esposito La Rossa
Einaudi Ragazzi, 2021, 112 pag., € 12.90
Età di lettura: Da 12 anni

Un professore di una scuola superiore, un caldo giorno di maggio, porta i suoi studenti in giardino e li invita a scavare una buca. Li ferma solo quando la fossa ha raggiunto le dimensioni di quattro metri per cinque, le stesse del cratere formatosi nell’autostrada dopo lo scoppio della bomba che causò la morte di Giovanni Falcone. È il preludio per una gita dal forte impatto emotivo nei luoghi che hanno visto svolgersi la vicenda umana, giudiziaria e civile di Falcone e Borsellino, protagonisti straordinari e fondamentali della lotta alla mafia durante la stagione delle stragi. Un’esperienza che riporterà i ragazzi alla dimensione etica della memoria, e a un ricordo partecipato del sacrificio compiuto dai due magistrati. Per capire, e non dimenticare mai.


LA CASA DI PAOLO. COME BORSELLINO MI HA SALVATO LA VITA
Sara Loffredi, Marco Lillo, Giovanni Scarduelli
Rizzoli, 2022, 185 pag., € 16.00
Età di lettura: da 13 anni.

Lorenzo ha quindici anni, gioca a calcio, ha una sorellina che lo adora e una mamma per la quale stravede. Prova invece rabbia nei confronti del padre che, da quando è stato licenziato, passa le giornate a letto e sembra non avere a cuore nulla. È una rabbia profonda come un buco nero e così potente da provocargli attacchi di ansia che gli bloccano il respiro. Quando la professoressa Ghidini entra in classe annunciando che, come progetto speciale del nuovo anno, studieranno la storia di Paolo Borsellino, Lorenzo non immagina proprio che questo cambierà tutto. Paolo, con la sua voglia di fare del bene, con il suo desiderio di giustizia, con il suo coraggio e l’amore per il proprio lavoro di magistrato, irromperà nella vita di Lorenzo come un amico inaspettato: lo prenderà per mano e gli darà la forza di reagire, mostrandogli, con il suo esempio, che anche il nemico più difficile può essere sconfitto. Che si tratti della mafia, o della parte più buia di noi stessi.


COSE DI COSA NOSTRA
Giovanni Falcone, Marcelle Padovani
Rizzoli, 2017, 192 pag., € 13.00

Le parole, indimenticabili, con cui Giovanni Falcone ha messo a nudo il sistema della criminalità organizzata, illustrandone i meccanismi e le articolazioni di potere, il perverso sistema di valori, le modalità di reclutamento dei nuovi affiliati, le attività illecite, i canali di accumulazione e di riciclaggio del denaro, le strategie di intimidazione e i rapporti con la politica. Una vibrante dichiarazione di impegno, consegnata alla giornalista Marcelle Padovani nel corso delle interviste che intaccarono per la prima volta il muro di omertà che proteggeva i boss di Cosa Nostra. E anche una testimonianza irripetibile, rilasciata in quel tempo sospeso che precedette di poco la strage di Capaci, e che ha permesso di salvare la consistenza storica delle informazioni e delle intuizioni di Falcone lasciate in eredità alla lotta contro il crimine organizzato. La documentazione più concreta dell’impegno lungimirante di un magistrato fuori dal comune, che serve a raccontare quello che è stato conquistato ma anche quello che è stato trascurato, e ci fornisce un preciso programma di azione, ancora oggi un modello imprescindibile per la lotta alla mafia.


L’EREDITÀ DI UN GIUDICE. TRENT’ANNI IN NOME DI MIO FRATELLO GIOVANNI
Maria Falcone, Lara Sirignano
Mondadori, 2022, 144 pag., € 17.50

È il 23 maggio 1992 quando, lungo l’autostrada che da Trapani porta a Palermo, la mafia uccide il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani con una carica di cinque quintali di tritolo. Un attentato efferato e vile che scuote l’intero Paese e s’imprime nella memoria collettiva, travolta appena due mesi più tardi dal ripetersi di quel tragico copione in via D’Amelio, quando a perdere la vita sono il giudice Paolo Borsellino e la sua scorta. Per anni la rabbia e l’indignazione per il sangue sparso dalla mafia erano durate soltanto il tempo dei funerali. Dopo la strage di Capaci, invece, qualcosa cambia. Nel Paese, e soprattutto a Palermo. La rabbia diventa pretesa di giustizia, il lutto necessità di testimonianza. Nessuno può più rimanere indifferente. Né le istituzioni, né i cittadini. È l’inizio di quella metamorfosi culturale, morale e delle coscienze che Giovanni Falcone riteneva indispensabile per poter combattere la mafia su larga scala. Ma non solo: è anche l’inizio del viaggio di una donna che sceglie di tramutare il proprio dolore privato in testimonianza universale. Dalla morte del fratello, infatti, Maria Falcone ha dedicato instancabilmente la sua vita all’affermazione dei valori della legalità e dell’antimafia nella società, e in particolare tra i giovani. Oggi, a trent’anni dalla strage, ricorda il fratello e si racconta: quei terribili giorni, la voglia di reagire, l’instancabile impegno e l’attivismo per promuovere una cultura della legalità. E riflette su come siano cambiati da allora la lotta alla mafia e il nostro Paese. Una testimonianza sincera e tenace che fonde la storia personale con una delle pagine più tragiche della nostra storia recente.


SOLO È IL CORAGGIO. GIOVANNI FALCONE, IL ROMANZO
Roberto Saviano
Bompiani, 2022, 512 pag., € 24.00

Un’esplosione squarcia la quiete della campagna corleonese. Il giovanissimo Totò Riina assiste allo sterminio dei suoi familiari intenti a disinnescare una bomba degli Alleati per ricavarne esplosivo. È un boato che distrugge e che genera. La piaga che molti, con timidi bisbigli, chiamano mafia, ma che d’ora in poi si rivelerà a tutti come Cosa nostra, s’incarna da qui in avanti nella sua forma più diabolica. Ma con potenza uguale e contraria, per fronteggiare l’onda di quella deflagrazione scaturisce anche il suo antidoto più puro. È il coraggio, quello che sorregge l’ingegno e l’intraprendenza, che sopperisce ai mezzi spesso insufficienti: il coraggio che scorre in Giovanni Falcone, negli uomini e nelle donne che insieme a lui sono pronti a lanciarsi in una battaglia furiosa dove la vita vale il prezzo di una pallottola. La storia di un magistrato che insieme a pochi altri intuisce la complessità di un’organizzazione criminale pervasiva, ne segue le piste finanziarie, ne penetra la psicologia e ne scardina la proverbiale omertà, è narrata in queste pagine con l’essenzialità di un dramma antico: sul proscenio, un uomo determinato a ottenere giustizia, assediato dai presagi più cupi, circondato dal coro dei colleghi che prima di lui sono caduti sotto il fuoco mafioso; stretto, nelle notti più buie, dall’abbraccio di una donna che ha scelto di seguirlo fino a dove il fato si compirà. Roberto Saviano ha voluto onorare la memoria del giudice palermitano strappandolo alla fissità dell’icona e ripercorrendone i passi, senza limitarsi a una ricostruzione fondata su uno studio attentissimo delle fonti, degli atti dei processi, delle testimonianze, ma spingendo la narrazione fino a quello “spazio intimo dove le scelte cruciali maturano prima di accadere”. Questo romanzo ci racconta una pagina fatidica della nostra storia, illumina la vita di un uomo che, nel pieno della carriera, fu in realtà al culmine del suo isolamento. E leva il canto altissimo della sua solitudine e del suo coraggio.


OLTRE LA PAURA. LA MAFIA TEME CHI NON LA TEME
Saverio Angiulli
Santelli, 2020, 349 pag., € 25.00

Una strutturata presentazione del problema mafioso, partendo dalla sua evoluzione nel tempo, descrivendo il lungo e articolato percorso attraverso il quale si è concretizzata l’azione di contrasto alla criminalità organizzata cristallizzandosi in due nomi: Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. I due giudici vengono quindi mostrati come indelebile esempio morale e civico, venendo analizzati anche dal punto di vista umano e attraverso i loro interventi pubblici. Nel testo sono riportati anche gli ultimi aggiornamenti sulle indagini e sui processi riguardanti le stragi di Capaci e di via D’Amelio. Da fenomeno proprio della periferia, la mafia oggi coinvolge l’intero sistema politico italiano per dominarlo: le uccisioni di giudici, politici e alti funzionari vanno interpretate come lotta tra gruppi di potere che si annidano nelle stesse istituzioni dello Stato e che combattono per detenerne il controllo. La questione mafiosa dev’essere riconosciuta come una minaccia globale e lo Stato deve sconfiggere questo morbo con i fatti, giorno dopo giorno. Non è vero che la mafia non conosce la paura. La mafia teme chi non la teme. Prefazione di Salvo Palazzolo.


Fonte immagine: wikipedia

Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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