Falsi Dei, Francesco Troccoli

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Quando aprii gli occhi, un opprimente biancore esplose e mi abbagliò.

Una cortina gelida e lattescente mi riduceva in una condizione di cecità molto diversa da quella che mi aveva accompagnato nei mesi addietro. Un vago stato di coscienza di me stesso riaffiorava lentamente e mi spingeva a voler tornare allo stato precedente.

Rimpiangevo il rinfrancante nulla che mi aveva cullato.*

Lo aspettavo da tempo. E quando è arrivato ho preferito centellinarlo, leggermelo piano per gustarmelo nel modo migliore: da quando ho imparato le tecniche della lettura veloce riservo spazi particolari ai miei autori preferiti e a quei libri da cui mi aspetto qualcosa di speciale.

«Tobruk Ramarren. Comandante di primo livello delle forze dello Stato libero di Haddaiko. Matricola sette-sette-quattro-due-uno»

Tobruk mi era rimasto nel cuore: lo avevamo lasciato nel primo capitolo della saga, appena riunito alla sua donna, con un’importantissima missione di pace da portare a compimento. L’Universo aveva appena riconquistato – in parte – il Sonno dimenticato, e tutto sembrava andare nel verso giusto.

La missione di Tobruk e del suo gruppo ora ci porta su altri pianeti, dimenticati dall’Impero dei Longevi ai confini della Galassia: Maraar III, un luogo deserto e desolato, con una popolazione ridotta. A bordo della Hebron, insieme al Presidente Hobbes, Tobruk Ramarren guida una spedizione di “dormienti” in stato di ibernazione che dovrà insegnare il Sonno alla popolazione indigena. Un compito importante, fondamentale. Ma si scopre una misteriosa contaminazione sulla nave spaziale, che mette a rischio le vite dei dormienti e costringe la spedizione ad un atterraggio su un pianeta sconosciuto. Ci sono così tanti misteri e cose non dette, ancora… per esempio quale sia la verità sul pianeta su cui vengono scagliati i nostri eroi…

Le critiche a questo libro e al suo precedente, Ferro Sette (link), tutte più che positive, parlano di un futuro possibile e verosimile. Tobruk e gli altri protagonisti della storia sono credibili, veri, umani, convincenti. E il modo di scrivere di Francesco è sincero, spontaneo, quello di uno che ti racconta una storia vera. E che alla fine ti fa anche piangere, un po’, tanto ti sei immedesimato nella storia e nei suoi personaggi.

Ho già detto della curiosità per il mondo della fantascienza che è stata sempre nascosta in me. Sono però una lettrice “mainstream” e mi piace anche esserlo, perché questo mi permette di osservare la storia raccontata senza i filtri di chi è troppo coinvolto. Gli specialisti della FS (letteratura di genere fantascienza) inorridiranno (forse?) se dico che la mia conoscenza sulla materia (e il mio primo interesse) deriva dai telefilm che guardavo da piccola, seduta in braccio al mio papà, alla tv rigorosamente in bianco e nero che stava nel nostro tinello: Star Trek, avete presente? Battaglie spaziali, aggeggi elettronici da combattimento (esoscheletri, si chiamano, e la loro descrizione è affascinante…) mondi sconosciuti che rivelano verità sconcertanti, realtà virtuali e telepatia, esseri mutanti, l’eterna lotta tra Bene e Male. Siamo nel mondo della fantascienza, sì. E ci sono scene, in questo romanzo, in cui davvero mi sono sentita di nuovo bambina, lì davanti a quel televisore (a colori, stavolta, per gli effetti speciali che Francesco sa descrivere così bene) a temere per l’incolumità dei miei eroi e a sperare nella loro vittoria finale…

«Avevo la sensazione che avessimo pagato un prezzo troppo alto al solo scopo di ricomprare qualcosa che ci eravamo illusi di possedere: il nostro presente»

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Non posso svelarvi le ultime scene di questo capitolo del ciclo (che avrà un seguito, sì! e io lo attendo già…) ma posso dire che – a parte le lacrime – è il finale che in fondo mi aspettavo, quello giusto e corretto, che rende ancora più vera l’intera storia. Ho capito, vi ho incuriosito e volete sapere se davvero vale la pena di leggere questo libro. Allora andate qui e scaricatevi il primo capitolo, sarete pronti per partire per l’Universo Insonne. E a quel punto “nulla sarà più come prima”!

* E poi ancora un’altra cosa, una di quelle che mi incuriosiscono moltissimo, sulle intenzioni segrete degli scrittori: non sarà che dietro a queste storie ci sia un fine ultimo più importante che il semplice dilettarsi nell’inventare storie? Ne parleremo con Francesco, se vorrà raccontarci il suo punto di vista… 😉

 

Falsi Dei
Francesco Troccoli
Curcio Editore (collana Electi), 2013, pag. 319, € 15,90
ISBN: 978-8897508540

 

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Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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