Don Camillo, Giovanni Guareschi

    “L’ambiente è un pezzo della pianura padana: e qui bisogna precisare che, per me, il Po comincia a Piacenza.
    Il fatto che da Piacenza in su sia sempre lo stesso fiume, non significa niente: anche la Via Emilia, da Piacenza a Milano, è sempre la stessa strada; però la Via Emilia è quella che va da Piacenza a Rimini.
    Non si può fare un paragone tra un fiume e una strada perchè le strade appartengono alla storia e i fiumi alla geografia.
    E con questo?
    La storia non la fanno gli uomini: gli uomini subiscono la storia come subiscono la geografia. Gli uomini cercano di correggere la geografia bucando le montagne e deviando i fiumi e, così facendo, si illudono di dare un corso diverso alla storia, ma non modificano un bel niente, perché, un bel giorno, tutto andrà a catafascio. E le acque ingoieranno i ponti, e romperanno le righe, e riempiranno le miniere; crolleranno le case e  palazzi e le catapecchie, e l’erba crescerà sulle macerie e tutto ritornerà terra. E i superstiti dovranno lottare a colpi di sasso con le bestie e ricomincerà la storia.
    La solita storia.
    Poi, dopo tremila anni, scopriranno, sepolto sotto quaranta metri di fango, un rubinetto dell’acqua potabile e un tornio della Breda di Sesto San Giovanni e diranno: “Guarda che roba!”
    E si daranno da fare per organizzare le stesse stupidaggini dei lontani antenati. Perché gli uomini sono delle disgraziate creature condannate al progresso, il quale progresso porta irrimediabilmente a sostituire il vecchio Padreterno con le nuovissime formule chimiche. E così, alla fine, il vecchio Padreterno si secca, sposta di un decimo di millimetro l’ultima falange del mignolo della mano sinistra e tutto va il mondo va all’aria.”

    Ho sempre amato Guareschi, perché è un po’ come me, un uomo di pianura, cresciuto a pane e salame.

    Pur essendo una persona molto colta, ha un modo di scrivere semplice, quasi ingenuo, dove la vita contadina e le storie di paese riprendono i propri spazi, un po’ come una volta.

    In contrasto con il resto del mondo, che corre sempre più frenetico, Guareschi si siede sulla sponda del fiume, il suo fiume, e osserva, placido e costante, quello che accade attorno a lui. E così, capitolo dopo capitolo, attraversa quell’Emilia che tanto ha amato, ce la fa conoscere e capire, finchè, dopo tutto, è impossibile non amarla.

    DON CAMILLO
    Giovanni Guareschi
    Rizzoli (2001), 360 pagine, € 16.53

    stefano664
    Ciao a tutti, mi chiamo Stefano, ho 27 anni e sono un lettore compulsivo nonché scrittore in erba. Nella vita mi occupo di tecnologia, in particolare sono un progettista elettronico nonché programmatore. Amo la vita all'aria aperta, le passeggiate in montagna, e prima di tutto, la mia splendida famiglia.

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