Buck non leggeva i giornali, altrimenti avrebbe saputo quali guai si stavano preparando non soltanto per lui, ma per tutti i cani di forte muscolatura e col pelo lungo e soffice da Puget Sound a San Diego. Brancolando tra le tenebre artiche gli uomini avevano trovato un metallo giallo e, poiché le compagnie di navigazione e di trasporto avevano divulgato la notizia, migliaia di persone correvano verso il Nord. Questi uomini avevano bisogno di cani; cani robusti, con una forte muscolatura e pelo folto per difendersi dal gelo.
La trama
Buck, il cane protagonista di questo romanzo, è uno dei personaggi più appassionanti della letteratura per ragazzi di tutti i tempi. Gettato tra i ghiacci del Klondike all’epoca della corsa all’oro, picchiato, venduto, reso schiavo, Buck sperimenta sulla propria pelle tutti i caratteri dell’animo umano, la bassezza e la grandezza, l’avidità e la solidarietà, la violenza e l’amicizia. Accanto all’uomo, Buck compie un viaggio di iniziazione nel cuore della natura, dove passato e presente si confondono e il richiamo ancestrale del branco si fa sempre più irresistibile. Età di lettura: da 9 anni.
Quando ero bambina, avevo un cane. Era uno splendido pastore tedesco. Si chiamava Buck.
Sarà stata forse per questa coincidenza, ma io ho sempre amato molto i romanzi di Jack London. Il richiamo della foresta in primis.
Mi piaceva l’ambientazione, i cercatori d’oro, la neve, i cani da slitta.
Ma anche la crudeltà dell’uomo e il riscatto degli animali e della natura.
Ecco, questo romanzo lo consiglio a chi ha figli già grandicelli come regalo libresco per il Natale.
Perchè imparino ad apprezzare ciò che li circonda. E a rispettarlo.
E, perchè no?
Magari potrebbe servire a qualche adulto dal cuore un tantino rigido…
Il richiamo della foresta.
Jack London
BUR, 2009, 138 pag.









Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo 🙂
Ah, quanto ho pianto con questa storia!
Io mi commuovo ogni volta che lo rileggo…o che mi capita di rivedere il film…