“Dormi bene, caro.”
La madre chiuse a chiave dall’esterno la camera di Noboru. Chissà cosa pensava di fare nel caso fosse scoppiato un incendio: certo, si riprometteva di riaprirla subito. E se, a causa del calore, il legno si fosse ingrossato e la vernice fosse colata nella toppa della serratura? Scappare dalla finestra? Ma il terreno di sotto era lastricato e il secondo piano di quella casa allampanata disperatamente alto.
Tutta colpa sua, di Noboru. Era sgattaiolato fuori di notte, istigato dal “capo”, di cui non aveva voluto rivelare il nome.
Quella casa di Yokohama – l’indirizzo preciso era: Nakaku, Yamatemachi, Yatozakaue – era stata costruita dal padre e poi rimodernata dalle forze d’occupazione americane che l’avevano requisita: ogni camera del secondo piano aveva uno stanzino da bagno, cosicchè essere rinchiuso in una di esse non era poi tanto scomodo. Ma per un tredicenne, diventava un’umiliazione tremenda.
Note sul libro
Noboru Kuroda ha tredici anni, vive a Yokohama solo con sua madre Fusako da quando il padre è morto, cinque anni prima. E’ un ragazzo duro e fiero della propria insensibilità, mosso come i suoi amici dal desiderio di negare ogni senso alla vita degli adulti, e tuttavia curioso delle loro esistenze e segretamente attratto dalle loro passioni.
Una sera viene come ospite a casa un ufficiale di marina, Tsukazaki Ryuji, e da questo momento si innesca un tormentato rapporto tra l’adolescente, con il suo atteggiamento ambivalente, e quello che diventa l’amante della madre. Ryuji capisce intanto che Fusako è la donna che può fargli abbandonare il mare per restare a terra. Noboru, da parte sua, scopre l’inconciliabilità tra reale e ideale, e dovrà infine rassegnarsi alla spietata volontà della sua piccola banda, animata da un’intransigente volontà nichilista e per scelta crudele fino al sadismo.
Mishima scandaglia con maestria il fondo oscuro dell’animo di questi ragazzi e il loro anelito a rifiutare tutto del mondo dei padri.
Per costoro che si affacciano alla vita conta infatti solo la capacità di non provare compassione o emozione, e la maturazione pare non consistere in altro che nell’impassibilità davanti all’esperienza del sangue e della morte.
Il sapore della gloria
Youkio Mishima
Feltrinelli, 2010, 151 pag.
ISBN 9788807721861









Questo mi manca !
Sono un po’ scarsa sugli autori del sol levante (Cina o Giappone?) , ho letto solo “la Banana” ….devo rimediare 😀
Giappone, Giappone Eli…