Il pranzo di Babette, Karen Blixen

Ultima Modifica: Ott 05, 2020

In Norvegia c’è un fiordo – un braccio di mare lungo e stretto chiuso tra alte montagne – che si chiama Berlevaag Fjord. AI piedi di quelle montagne il paese di Berlevaag sembra un paese in miniatura, composto da casine di legno tinte di grigio, di giallo, di rosa e di tanti altri colori.
Sessantacinque anni fa, in una delle casine gialle, vivevano due anziane signore. A quell’epoca altre signore portavano il busto, e le due sorelle avrebbero potuto portarlo con altrettanta grazia, perché erano alte e flessuose. Ma non avevano mai posseduto un oggetto di moda, e per tutta la vita si erano vestite dimessamente, di grigio o di nero. Erano state battezzate col nome di Martina e di Filippa, in onore di Lutero e del suo amico Filippo Melantone. Il loro padre era stato decano e profeta, fondatore di una setta o di un pio partito ecclesiastico noto e riverito in tutta la nazione norvegese. I suoi accoliti rinunciavano ai piaceri del mondo, perché la terra e tutto quanto essa offriva era per loro soltanto una specie di illusione, e la vera realtà era la Nuova Gerusalemme verso la quale essi aspiravano. Non facevano voti, ma comunicavano tra loro con un sì sì o un no no, e si chiamavano Fratello e Sorella.

Inizia così un racconto sorprendente, che mi ha scavato dentro e che mi ha lasciato, alla fine una bellissima sensazione di serenità…
Non vi anticipo il finale, certo che no, ma provate a leggerlo e poi ditemi se anche per voi quel paesino e la gente che ci abita non è come un bellissimo sogno ad occhi aperti! 😉

La storia

Le due sorelle, Filippa e Martina, hanno rinunciato ai loro sogni e ad ogni piacere terreno per seguire la via indicata dal padre. Si sono dedicate al prossimo, facendo della loro casa un luogo sicuro dove chiedere aiuto e avere un po’ di beneficenza. Un giorno si presenta alla loro porta Babette, una signora francese fuggita da Parigi perché accusata di essere una rivoluzionaria. Le due sorelle la accolgono in nome della vecchia amicizia (e non solo…) del famoso cantante lirico francese Achille Papin. Babette vive da allora con le due sorelle, in cambio del suo aiuto come governante e nelle attività di beneficenza delle due sorelle.

Un giorno Babette riceve una lettera e scopre di aver vinto 10.000 franchi alla lotteria. Tutti pensano che Babette tornerà finalmente alla sua Parigi ma lei invece si offre di preparare un pranzo alla memoria del padre delle due sorelle, nell’anniversario dei 100 anni dalla sua nascita.

I dodici abitanti di Berlevaag si ricorderanno per sempre di quel pranzo, che li ha sedotti ed inebriati, dopo una vita priva di piaceri terreni: quel pranzo, che Babette ha voluto per ringraziare chi l’aveva accolta e per esprimere di nuovo tutto il suo talento di artista, si scoprirà esserle costato tutti i suoi franchi. E solo una persona al banchetto (il generale antico spasimante di Martina) alla fine si sarà realmente resa conto di quanto gli ingredienti di quel pranzo siano stati preziosi. Per il loro valore economico, sì, ma anche per la loro capacità di far esprimere al meglio una grande artista!

Curiosità

Il menù di Babette

“Babette aveva messo una fila di candele in mezzo alla tavola, e quelle fiammelle brillavano contro le giacche e le vesti nere, e contro l’unica uniforme scarlatta, e si riflettevanmo nei chiari occhi umidi. Il generale Loewenhielm vide il volto di Martina alla luce delle candele, come lo aveva veduto, trent’anni prima, quando i due si erano lasciati”

Il menù preparato da Babette utilizzava ingredienti pregiatissimi, provenienti direttamente dalla sua amata Francia. Alcuni anche “particolari” e non così normali per il nostro modo di concepire il cibo…
– Brodo di tartaruga
– Blinis Demidoff al caviale
– Cailles in sarcophage
– Insalata di indivia
– Formaggi misti
– Frutta mista
– Babà al rum con frutta candita
– Caffè< ... il tutto accompagnato da vini prestigiosi come l'Ammontillado, lo champagne Veuve Clicquot, il Tawny Port.

Il film

Il pranzo di Babette è stato trasformato in un film dal regista Gabriel Axel nel 1987. Qualcuno di voi lo ha visto? Io l’ho appena prenotato il dvd in videoteca! 😉

IL PRANZO DI BABETTE
in CAPRICCI DEL DESTINO
Karen Blixen
Feltrinelli, 2006, 208 pagine
ISBN: 978-8807810411

6 COMMENTS

  1. Il film è meraviglioso, uno dei miei preferiti e se non sbaglio ha vinto anche l’oscar come miglior film straniero. Io invece non riesco a trovare il libro da nessuna parte. Tu dove l’hai preso?

    • Siby, l’ho cercato per mari e per monti col titolo “Il pranzo di Babette”… poi mi sono resa conto che era un racconto e stava dentro ad una raccolta… i “Capricci del destino”, appunto.

      Tra l’altro, anche gli altri racconti che fanno parte del libro sono veramente belli…

        • oh sì, mi è bastata la scena che ho inserito su questo post per capirlo… 🙂
          E tra l’altro ti dirò: mentre la guardavo mi rendevo conto di quanto ci abbia azzeccato il regista. Mentre leggevo l’avevo immaginata proprio così, quella scena!

  2. uno dei più bei film che ho visto lo rivisto per 4 volte e ogni tanto mi viene voglia di vederlo ancora 🙂 leggerò il libro per vedere cosa cambia e di cosa di arricchisce 🙂 grazie!

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