Pensare con i piedi, Osvaldo Soriano

Mio padre ha in tasca qualche banconota di piccolo taglio. Quanto basta per la locanda e per la nafta del ritorno. Non ha mai guadagnato neppure un peso senza lavorare. Non so se sia rassegnato alla sua vita. Comunque, non può rifarla diversamente. Ha vissuto davanti alla porta, guardando arrivare una palla che non scende mai. Ha provato a smarcarsi, a scattare, a saltare di testa, ma non ha mai imparato ad usare i gomiti. Ha camminato sempre sui gradini di una scala stesa a terra. Tarzan sul monopattino, Batman che aspetta l’autobus, San Martìn che sogna le ragazze col vitino di vespa disegnate da Divito. Eppure, quando fuma in silenzio, sembra essere sul punto di trovare la soluzione. Come quella sera, in una sudicia stanza in affitto, quando tira fuori il regolo calcolatore e disegna un oleodotto inutile, con giardini e strade su cui nessun motociclista potrebbe cadere. Ma di tutto questo non rimane niente: il disegno l’ha perduto in un’altra caduta e le torri sono ormai di qualcun altro più svelto di lui.

Il titolo di questo libro sembrava dirla davvero tutta… 🙂
Mi aspettavo un libro che mi facesse ridere un po’, che parlasse di cattive amministrazioni (a cui, secondo la bibliotecaria del mio paese, sembrava essere dedicato) o di personaggi stupidi e inutili.

In realtà si tratta di un libro che parla di calcio come passione e come passione legata ad una vita, anzi a molte vite. Ma non solo: è un libro che conquista.
Per una che assolutamente non sapeva chi fosse Osvaldo Soriano, per una che sapeva proprio poco poco dell’epoca peronista, di cui parla, per una che col calcio ha sempre avuto uno strano rapporto. Fatto di partite in bianconero guardate con papà. Ma non molto di più.
E questo libro parla spesso e volentieri proprio del rapporto tra un padre ed un figlio, mescolando gli eroi argentini del calcio, l’Argentina del generale Peròn, i magici sentimenti del mondo degli adolescenti.
Distinguendo tre differenti fasi (Nel nome del padre – L’altra storia – Pensare con i piedi), Soriano ci propone, con i suoi racconti, il mondo dell’Argentina dell’epoca di Evita Péron encantadora e di suo marito il generale, le battaglie tra socialisti e comunisti nella Terra del Fuoco, la cronaca ricostruita e a molti sconosciuta dell’Indipendenza, le storie e i personaggi del passato, la partita del «mondiale» fantasma del 1942 tra tecnici nazisti, operai italiani antifascisti e indios mapuches.

Un libro da leggere. Per sapere. Per conoscere. E per vedere con altri occhi una Storia che fa riflettere.
Ma soprattutto un libro da leggere perché Soriano, con la sua ironia ed il suo linguaggio graffiante, scrive benissimo e leggerlo è davvero un piacere!

PENSARE CON I PIEDI
Osvaldo Soriano
Einaudi (collana Scrittori), 20074, 216 pagine
ISBN: 9788806189327

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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