Triste solitario y final, Osvaldo Soriano

Marlowe si sistemò nella sua poltrona, dietro la scrivania vecchia e scurita dalla polvere e dalla fuliggine .
– Come ha avuto il mio numero?- domandò il detective mentre con un cenno invitava Stan a sedersi.
– A dire il vero signor Marlowe, l’ho scelto a caso sull’elenco telefonico. (…….)
– Lo vedrò dopo . Prima voglio sapere perchè uno dei comici più famosi di Hollywood viene a trovare il vecchio Marlowe. Non mi occupo di divorzi e non corro dietro ai giovani drogati.
– Il mio problema non è questo.
– Mi fa piacere saperlo. L’ascolto.
– Sto morendo signor Marlowe.
– Non si nota.
– Eppure è così. Ollie ha avuto fortuna . Il cuore è venuto meno e ha chiuso con tutto. Io sto morendo lentamente, ma credo che le cose potrebbero essere migliori per un vecchio attore.
– Lei non ha bisogno di un detective, – grugnì Marlowe. – Parli con un agente di assicurazioni e con un becchino.
– Non mi sembra che prenda sul serio i suoi clienti.
– Lei non è un mio cliente, signor Laurel. Mi sembra un uomo disperato di fronte all’imminenza della morte e io non mi occupo di simili problemi. Se mi consente un suggerimento, parli con un prete; lei ha bisogno di un consigliere spirituale: Forse la metteranno in un ospizio per vecchi.

Stan Laurel “il magrolino” ormai anziano e “orfano” del compagno Oliver Hardy  si reca nell’ufficio del detective Marlowe per chiedergli di svolgere un indagine sul perchè  più nessuno a Hollywood lo faccia lavorare. Dopo la morte dell’attore, Marlowe incontra un giornalista argentino in visita alla tomba di Stan, il giovane, tal Osvaldo Soriano stà svolgendo un indagine sulla vita del comico, per scoprire la verità sui suoi ultimi giorni e pubblicare un libro, l’incontro tra i due porta a una serie di avventure rocambolesche sulle tracce di Stanley, tra improbabili sequestri di attori famosi che dovrebbero sapere, cerimonie di premiazione con sorpresa e risse  da film western.

Un susseguirsi di gag surreali , ambientazione noir con note di  malinconia , da leggere assolutamente. Dopo averlo finito sentirete come me la nostalgia di Marlowe e Soriano.

TRISTE SOLITARIO Y FINAL
Osvaldo Soriano
Einaudi (collana Tascabili), 2006, 165 pagine

over quaranta, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

2 COMMENTS

  1. Sarà che ho sempre adorato Stanlio e Ollio, sarà che Soriano m’è proprio piaciuto… ma mi sa che anche questo libro va in lista… 😉

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