Foglie d’Erba, Walt Whitman

Oh Capitano! Mio Capitano!
il nostro duro viaggio è finito,
la nave ha scapolato ogni tempesta,
il premio che cercavamo ottenuto, il porto è vicino,
sento le campane,
la gente esulta, mentre gli occhi seguono la solida chiglia, il vascello severo e audace:
ma, o cuore,
cuore,
cuore!
gocce rosse di sangue dove sul ponte il mio Capitano giace caduto freddo morto.
O Capitano! Mio Capitano!
alzati a sentire le campane; alzati – per te la bandiera è gettata – per te la tromba suona, per te i fiori, i nastri, le ghirlande –
per te le rive di folla per te urlano, in massa, oscillanti, i volti accesi verso di te;
ecco Capitano!
Padre caro!
Questo mio braccio sotto la nuca!
E’ un sogno che sulla tolda sei caduto freddo, morto.
Il mio Capitano non risponde,
esangui e immobili le sue labbra,
non sente il mio braccio, non ha battiti, volontà,
la nave è all’ancora sana e salva,
il viaggio finito, dal duro viaggio la nave vincitrice torna, raggiunta la meta;
esultate rive, suonate campane!
Ma io con passo funebre cammino sul ponte dove il Capitano giace
freddo,
morto

A quanti di voi è tornato in mente “L’attimo fuggente” leggendo questi versi?
Si, lo so.
Non sono stata molto originale nella scelta.
Ma amo questa poesia.
E anche tutta la raccolta che la contiene, ovvero “Foglie d’Erba”, pubblicata il 4 luglio del 1855 e, forse anche per via di una data così importante, considerata un po’ “La Bibbia democratica americana” (cit. Wikipedia).
Un inno alla libertà (anche sessuale) e al sogno americano.
E mi piace perchè Whitman è di fatto un poeta autodidatta.
Uno che non ha seguito gli schemi.
Ma ha parlato col cuore e con la mente, riuscendo a raggiungere molte persone.

40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

1 COMMENT

  1. Non si smette mai di imparare…
    E di scoprire.
    Di questa poesia avevo sempre colto solo l’inizio, i primi versi, non mi ero mai soffermata sul resto.
    A leggerla così è davvero una bellezza. Corro a cercare tutta la raccolta, mi fido di te! 🙂

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