Storia di Arthur Gordon Pym, Edgar Allan Poe

Tornato negli Stati Uniti alcuni mesi or sono, dopo un’incredibile serie di avventure nei mari del Sud e altrove, di cui viene fornito un resoconto nelle pagine che seguono, feci per caso la conoscenza di alcuni gentiluomini di Richmond, in Virginia, i quali mostrarono grande interesse per tutto ciò che riguardava le regioni da me visitate e insistettero per convincermi, quasi si trattasse di un passo doveroso, a rendere pubblico il mio racconto. Vi erano tuttavia vari motivi per rifiutare, e tra questi alcuni assolutamente privati, che riguardavano me soltanto, e altri che non lo erano affatto. Poiché non avevo quasi mai tenuto un diario durante la mia assenza, a frenarmi contribuiva anche il timore di non riuscire a scrivere, affidandomi semplicemente alla memoria, un resoconto così dettagliato e compatto da possedere l’apparenza di quella verità di cui comunque sarebbe stato l’espressione; escluse, naturalmente, certe esagerazioni naturali e inevitabili, alle quali chiunque indulge quando si tratta di descrivere eventi che hanno il potere di eccitare l’immaginazione.

Siamo nel primo quarantennio dell’ Ottocento, in piena restaurazione europea, quando i sovrani assoluti sono impegnati a ristabilire il potere dell’ancien régime. Libertà, fratellanza e ugaglianza restano utopie sconfitte da un tiranno, il secolo dei lumi si è chiuso con il terrore. Perciò la reazione e il ritorno al controllo di pochi grandi stati sono l’unica soluzione praticabile.
In letteratura siamo in pieno Romanticismo, nato per contrapporsi al razionalismo illuminista.Sono di questo periodo o di poco precedenti “Il dolore del giovane Werther” di Goethe, in francia Honoré de Balzac, Stendhal, Prosper Mérimée, Alfred de Vigny, Victor Hugo, Dumas. Il romanticismo italiano è Alfieri, Foscolo, Manzoni, Leopardi, in Inghilterra la letteratura vittoriana di Dickens e Trollope.
Negli Stati Uniti i pionieri cominciano a prendere consapevolezza del potenziale della loro terra, aspra e violenta, ma dall’infinita generosità. Le pietre grezze vanno raffinate, gli scrittori figli dei padri pellegrini si fanno più elaborati e sottili, e si spogliano del buonismo e dei retaggi puritani dei decenni precedenti.
Edgar Allan Poe (1809-1849) è uno dei nomi più importanti della letteratura americana, sebbene nulla di americano si ritrovi nella sua personalità artistica: la sua cultura ha radici solo nella cultura romantica europea. L’originalità di Poe consiste soprattutto nell’aver fatto trasparire per la prima volta il subconscio in un linguaggio figurato, nell’aver trasformato i motivi romantici in espressioni del dramma di una coscienza tormentata; il tema della morte domina tanto i suoi personaggi poetici, quanto i paesaggi delle sue desolate poesie e dei suoi paurosi racconti.(fonte)
In questo grande fermento storico e letterario si pone il romanzo di ci occupiamo oggi: “Storia di Arthur Gordon Pym”(The Narrative of Arthur Gordon Pym of Nantucket).

Da Wikipedia: Arthur Gordon Pym, giovane amante dell’avventura, figlio di un commerciante di beni marittimi di Nantucket, si imbarca un giorno, di nascosto dalla sua famiglia, sulla baleniera Grampus. Il brigantino parte nella metà del giugno del 1827, al comando del capitano Barnard, padre del più caro amico di Pym, Augustus Barnard, il quale si occupa dell’organizzazione della permanenza clandestina del giovane a bordo. Nell’intenzione dei due amici, infatti, Arthur sarebbe dovuto restare nascosto nella stiva per un numero di giorni sufficiente a rendere impossibile, per il capitano, lo sbarco del giovane.

All’inizio, tutto sembra andare bene: il rifugio nella stiva è ristretto ma comodo, Augustus porta regolarmente da mangiare al compagno. Ma la situazione precipita velocemente: l’amico smette di farsi vivo; l’arsura e l’oscurità attanagliano il giovane Arthur, bloccato nel suo rifugio-prigione; il cane di Arthur, reso idrofobo dalla sete, lo attacca con ferocia; un biglietto fattogli recapitare da Augustus e scritto con il sangue lo avverte di un pericolo terribile a bordo. Quando finalmente i due amici riescono a riunirsi, Arthur scopre che l’intera nave è caduta preda di un ammutinamento.[…]

Ma l’angoscia non termina qui: un’immensa tempesta spazza via l’intero equipaggio, e segna l’inizio di una serie terribile di avvenimenti per i sopravvissuti. L’incalzante descrizione psicologica di Poe mostra in tutta la sua crudeltà la decisione orribile di cibarsi di uno di loro, affinché gli altri possano soddisfare la fame (da notare che l’ autore non si sofferma sui particolari della vicenda); l’avvistamento di una nave li riempie di speranza, ma solo perché la disperazione possa colpirli più violentemente alla scoperta della morte del suo intero equipaggio; la tempesta imperversa ancora, conducendo i sopravvissuti inesorabilmente verso Sud. Vengono poi finalmente salvati da una nave esploratrice, diretta verso territori sconosciuti dei mari del Sud: raggiungono un’isola, abitata da una misteriosa popolazione di indigeni tutti neri, dai denti neri, terrorizzati da qualsiasi oggetto di colore bianco. Sembrano pacifici, ma Arthur scoprirà a proprie spese che sono in realtà capaci di spaventose crudeltà.

Poe è universalmente indicato come l’inventore dell’horror psicologico e in questo suo unico romanzo ne esprime in modo entusiasmante le chiavi di lettura principali: il viaggio (anche metaforico), l’ambiente ristretto, l’impossibilità di essere artefice del proprio destino. Durante la lettura si ha chiara l’angoscia del futuro, e contemporaneamente la necessità di partecipare all’esperienza che oltremodo ci accresce.
Questo romanzo ha avuto un successo eclatante, dalla data della sua pubblicazione fino ai tempi odierni: innumerevoli le ristampe e gli inserimenti nelle antologie, arricchite da sempre nuove analisi.E’ stato decisamente il precursore e la base per molti altri scrittori successivi, basti pensare a Lovecraft e Verne.
Un classico da “paura” imperdibile, vi aspettiamo per sapere cosa ne pensate: se non lo avete già letto siete proprio obbligati a farlo!

Buona lettura.

Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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