Di materno avevo solo il latte – La recensione

Io che ero diventata mamma per cause inspiegabili e dovevo solo gioire per il prodigio avvenuto, che faccio invece? Cado nelle spire della depressione post-parto .
Dove sono le colline ridenti?
La veranda?
Gli odori inebrianti della cucina?
Il grembiule?
Io e Carlo Ingalls?
Tutta colpa di quei maledetti spot ingannevoli dedicati a ciucci, passeggini, culle e tutto il resto

Deborah si ritrova incinta nonostante una diagnosi di “impossibilità di concepire”, e ci racconta i cambiamenti della sua vita a partire da quel giorno , la sua gravidanza con la “Sindrome del Mulino Bianco”, la fedele agenda in simil coccodrilo sulla quale annota sogni e progetti, l’attesa gli esami e finalmente la nascita della piccola Camilla che rivoluzionerà completamente la sua vita fino a farla cadere in una forma di depressione post partum.

Senza considerare che, sui “contro” della maternità, sembrava vigere un’omertà forte tanto quella che padroneggia nel clan dei Casalesi.
Geniale la strategia di presentare solo un lato della medaglia, quello brillante privo di sbavature.

Ma Deborah non si lascia abbattere e cerca di reagire con l’aiuto di una forte dose di autoironia e frequentando il suo guru nonchè insegnante di yoga Marco che la aiuterà a combattere il suo personale Sir Biss ma al tempo stesso grazie all’ironia di Deborah scoprirà nuovi lati di se stesso.
Deborah frequenta inoltre un forum di mamme dove trova il sostegno di altre donne come lei che si sentono inadeguate al loro nuovo ruolo.

C’era una scuola per ogni cosa : per imparare a ballare la bachata, per fare la pasta fresca in casa, per ricamare corredi matrimoniali e perfino per raggiungere l’orgasmo, ma niente che insegnasse almeno in parte i meccanismi, le implicazioni psicologiche e i segreti del mestiere più difficile del mondo. Ero solo io a sentirmi una madre incapace? C’era qualcuna in un angolo del mondo che si trovava nelle mie stesse condizioni o erano tutte omologate per essere mamme a denominazione d’origine controllata .

Ero partita un po’ cauta con la lettura di questo libro , il genere mammesco ultimamente è diventato un po troppo trendy per i miei gusti , ma vi confesso che mi sono fatta talmente prendere dalla lettura che l’ho finito in meno di due giorni, mi sono riconosciuta parecchio nei racconti di Deborah , e anche se l’argomento depressione può sembrare un po’ arduo da affrontare , lei è riuscita a dargli il giusto tocco di ironia senza ridicolizzarlo .

Di materno avevo solo il latte
Deborah Papisca
Dalai, 2011, p. 304, €. 17,00

over quaranta, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

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