Le Interviste della Carrozzina

    Quella che vi proponiamo oggi è un’intervista un pochino fuori del comune, per un paio di motivi:

    il primo è che, a conti fatti, si tratta di due interviste separate ma con un unico comun denominatore.
    La seconda ragione è che, più che un’intervista classica si è trattato di due piacevolissimi incontri a pranzo dove le chiacchierate non hanno seguito il filo logico che può avere un’intervista quanto, piuttosto la spontaneità che soltanto incontrando un’amica a pranzo si può avere.

    Protagoniste di queste pranzinterviste sono state Silvia Tropea di Genitoricrescono, Luana Troncanetti aka Lastaccata, Flavia Rubino di VereMamme e Chiara “Belqis” Peri.
    Il motivo principale è stato quello di parlare in modo più approfondito di Hai voluto la carrozzina?, il progetto editoriale al quale loro (e altre 11 blogger) hanno partecipato.

    La prima tappa di quest’intervista poco convenzionale si è svolta in un ristorante Wok  nella periferia di Roma.
    Protagoniste, Silvia e Luana; la seconda in pieno centro, con Chiara, Flavia, Silvia e i sapori mediterranei (e con il prezioso aiuto fotografico, in entrambe le location della Chiara di EsperireEsperando).

    Le Pranzinterviste della carrozzina

    • Parliamo un pochino del libro. Com’è nata l’idea di riunire quindici blogger in questo progetto?
      Silvia: L’idea parte da The Talking Village che ha creato questo progetto di comunicazione per Huggies e parte, appunto, con il progetto dello spettacolo teatrale dello scorso anno, nel quale noi blogger abbiamo preso dei post tratti dai rispettivi blog e ne abbiamo parlato in incontri ai quali era presente anche Teresa Mannino, che poi avrebbe trasformato i post e le discussioni nello spettacolo vero e proprio.
      All’interno di questi incontri è uscito fuori una quantità impressionante di materiale (soprattutto tramite le discussioni sul gruppo nato su facebook) rispetto a quella realmente utilizzata per lo spettacolo che abbiamo proposto che non venisse sprecato ma riutilizzato in qualche modo.
      Sempre Flavia e Giuliana hanno proposto alla Huggies di creare un nuovo progetto che utilizzasse questo materiale.
      Luana:  E così è nata l’idea del libro. E la cosa bella è stata che, fin da subito, tutte insieme siamo state concordi nel rinunciare ai diritti d’autore, che infatti vengono devoluti in beneficenza. Anche perchè non aveva senso poi suddividerli tra di noi.
    • Il materiale in più, alla fine, lo avete rielaborato o comunque l’avete riutilizzato così com’era?
      Luana
      : Ne abbiamo discusso nel gruppo chiuso di facebook. E, comunque, quello che è stato effettivamente pubblicato, alla fine, è soltanto una piccola parte di tutto ciò che è venuto effettivamente fuori durante quelle discussioni.Da li è nata l’idea di chiedere a ciascuna di noi qualche contributo.Silvia: Il materiale è stato rielaborato, non utilizzato così com’era. Perchè all’epoca dello spettacolo ci era stato chiesto di scrivere due pezzi ciascuna che poi sarebbero serviti come spunti di conversazione durante gli incontri, per poi svilupparne la parte per lo spettacolo.
      Dopo abbiamo individuato dei grandi temi da inserire nel libro. E ci siamo ritrovate con contributi già scritti su alcuni temi, mentre riguardo altri temi non avevamo nessun contributo scritto. E allora è stato chiesto alle partecipanti di integrare con nuovi contributi.Rielaborando quello che avevamo e riscrivendo ciò che mancava ci siamo anche suddivise i vari temi.
      Luana: si è trattato comunque di un enorme lavoro dietro le quinte. Non fosse altro che per mettere d’accordo quindici persone, con altrettante idee. Che, se da un lato può sembrare un limite, dall’altro è anche una gran forza.
      Perchè abbiamo deciso tutto insieme, da sole.

     

    • Il titolo com’è nato?
      Silvia:
      l’idea finale è stata di Chiara Trabella. I creativi della Huggies avevano proposto Parola di Mamme, che non ha avuto un grande seguito…E allora ne abbiamo pensato uno noi. Che, fortunatamente è stato accettato.
      Flavia:
      Il backstage che c’è nel libro documenta, appunto tutti gli episodi più simpatici che sono capitati nel corso della nascita del libro stesso.
      Un esempio delle battute che ci scambiavamo durante il confezionamento dei capitoli del libro. Anche il titolo, alla fine, è nato così.
      Chiara:
      Infatti. Perchè il titolo provvisorio in effetti era diverso. Poi si lavorava su questo gruppo di facebook, e l’idea è venuta all’interno di quel contesto, a Chiara Trabella. E il passo successivo è stato decidere il sottotitolo. Un problema che abbiamo incontrato è stato il come definirci. Madri come? e alla fine non ci siamo, di fatto definite.
      Flavia:
      E dopo mamme normali, Normamme e altre definizioni più o meno senza senso si è presa consapevolezza nel definirci blogger.

     

    • Mi avete “confessato” che il backstage è stato a tratti più divertente del libro stesso. Mi potete raccontare (nei limiti del lecito, s’intende) qualche episodio divertente avvenuto dietro le quinte?
      Silvia:
      Il backstage del libro è avvenuto, in realtà, in un gruppo facebook, aperto dove confluiva un po’ di tutto. Diciamo che sono uscite fuori parecchie cose divertenti!
      Luana:
      Beh ricordo quando ci chiesero una foto ciascuna. C’è stato un momento di pura follia da parte di quasi tutte le partecipanti. E ne era uscito un dibattito assai divertente. O, quando, da una battuta casuale era nata tutta una discussione sui calendari interpretati dai rispettivi mariti/compagni.
      Silvia
      : Il vero “problema” è che, al gruppo, non avevamo accesso soltanto noi, ma anche le persone dell’agenzia, tra le quali molte di sesso maschile, nonchè l’Amministratore Delegato di Huggies Italia.
      Luana
      : se vogliamo possiamo anche definirci una sorta di Grande Fratello. Perchè poi noi sapevamo in qualche modo di essere “spiate”, ma continuavamo imperterrite.

     

    • Il vostro è stato un lavoro collettivo, tutto al femminile. Di solito si dice che le donne non riescono a lavorare bene insieme, che sono frequenti le invidie ecc…Voi cosa rispondete?
      Silvia
      : Invidie? Noi al massimo ci siamo coalizzate tutt’al più contro l’agenzia!!
      Luana:
      Ovviamente c’era tra di noi la più diplomatica e chi magari seminava più zizzania…ma mai all’interno del gruppo. Tra di noi assolutamente no. Anzi, tanto per fare un esempio, non ci sono stati nemmeno episodi da “complesso di superiorità” da parte di chi già scriveva, nei confronti di chi, invece, non aveva mai scritto un libro.

     

    • Visto che ci sono già tanti libri sulle mamme, per quale motivo una persona dovrebbe acquistare Hai voluto la carrozzina?
      Silvia: innanzitutto ti dico perchè dovrebbe acquistarlo secondo me. Perchè è scritto bene, è curato bene, è vario. Mi da tante visioni diverse. Alla fine non è un libro adatto a chi ne ha già letti tanti del genere. Però ha di positivo quello di essere di per se abbastanza completo, perchè fornisce diversi punti di vista su diversi argomenti.Ha tante sfaccetatture, è armonico nel suo essere disarmonico (perchè tratta diversi argomenti). Aiuta a non annoiare il fatto di aver diversi stili di scrittura.
      Luana: Io non ho voluto leggerlo prima che uscisse, un po’ perchè scaramanticamente, sapevo che si trattava di un’opera scritta bene. Un po’ perchè volevo avere la visione d’insieme finale, per gustarmelo meglio.
      Silvia: E Barbara Sgarzi ha fatto un gran lavoro, agendo sia da collante tra di noi.
      Chiara: Per quanto riguarda la motivazione per l’acquisto è che, più che un manuale è una condivisione. Nessuno di noi pretendeva di dare un manuale d’ istruzioni o anche consigli pedagogici perchè non era quello lo scopo del libro.Tanto più che,come si arrivava a questioni che necessitavano di un minimo di direttive (vedi il capitolo sull’allattamento) non siamo state neanche in grado di scriverlo e abbiamo fatto una sorta di braintorming per decidere chi dovesse affrontare l’argomento.
      Flavia: Quello di Chiara è comunque un buon esempio. Perchè l’allattamento è uno di quegli argomenti un po’ spinosi nel quale da sempre ci sono moltissimi punti di vista differenti. Ed è proprio per questo motivo che alla fine abbiamo scelto di non dare il contributo di un’unica persona ma di fare una sorta di mix di contributi provenienti dai nostri blog.E’ un libro a più mani con capitolo in particolare che è ancora di più corale rispetto agli altri. L’unicità rispetto ad altri libri, secondo me, è proprio questo carattere collettivo perchè non ci sono altri libri che mettono insieme così tanti blog.
      Chiara: Non tutti gli argomenti sono stati presi dai blog, comunque. Molti sono stati scritti appositamente per il libro.

     

    • Riguarda al “fenomeno” del mommyblogging, qual’è secondo voi il rovescio della medaglia? C’è qualcosa di controproducente in questa sorta di sovraesposizione o è comunque un fenomeno tutto positivo?
      Silvia: La mia idea, e anche la mia paura, è che noi siamo convinti che ci sia tutta questa sovraesposizione. Nel senso che da dentro ci sembra che ci sia un grande seguito ma poi, in realtà, dal di fuori, sia tutto più ridimensionato.E’ un dubbio che ho sempre. Ovvero: siamo sicuri che anche li fuori sono consapevoli che il mommyblogging sia una fenomeno?Se è sul serio un fenomeno così grande lo considero un argomento. Nel senso che, secondo me, all’interno del mommyblogging ci sono ancora argomenti da trattare. E, quindi c’è ancora spazio per parlarne.Anche se poi, da dentro, ti sembra sempre che si scrivano le stesse cose.
      Diciamo che, se c’è stato un boom è partito dal 2009. Ma era comunque per riempire un vuoto. Perchè prima di allora la maggior parte dei libri per neomamme o mamme in attesa era più scientifici, più seri, molto meno leggeri.E secondo me c’è ancora spazio.
      Luana:  Leggo spesso che i libri per le mamme sono tutti uguali. O che ci sono persone che reclamano la paternità di una frase detta prima di altre. In realtà ho notato nel corso degli anni, che anche parlando dello stesso argomento difficilmente si arriva ad utilizzare le stesse parole.Non si può dire che tutti i libri per le mamme, o i blog delle mamme, sono uguali. Perchè secondo me equivarrebbe a dire che tutte le mamme sono uguali. Ed è chiaro che non è così. L’argomento è lo stesso. E’ la persona che è diversa e che, quindi, rende l’argomento comunque nuovo.
      Ad esempio, all’interno del libro mi e’ capitato di trattare di una tematica del tutto simile a quella di altre autrici che scrivono in modo ironico come me,eppure lo abbiamo fatto in modo totalmente differente.
      Ed è verissimo che c’è quest’inflazione di libri per mamme. Ma è anche vero che c’è un ricambio di nuove mamme che hanno bisogno di informazioni.E non tutte vanno su internet, non tutte leggono blog (perchè oltre all’aumento di libri per mamme c’è stato anche l’aumento di blog sul medesimo argomento).
      Silvia: diciamo che la cosa rivoluzionaria è il fatto del blog d’informazione, che un po’ ha sormontato e superato l’informazione tradizionale.
      Certo non possiamo dire che il mommyblogging ha una sua forza sovversiva. D’altro canto, però, è innegabile che attraverso il mommyblogging si parli anche di argomenti più seri quali la condizione della donna, di difficoltà di conciliazione.
      E, quindi, nel suo piccolo, anche il mommyblogging sta contribuendo al cambiamento. E’ innegabile che la vera forza di questi anni è proprio il web.
    • Di tutto puoi ancora discuterne.   Il web è senza limiti.
      Chiara: io sono diventata mammablogger per caso, perchè ho avuto una figlia, perchè prima ero blogger e basta. Va però segnalato che quando è nata Meryem avevo il mio blog. Ma più che i forum (che mi hanno dato sempre molto fastidio, perchè li trovato troppo aggressivi), all’epoca era molto in voga Il blog delle mamme, che alla fine era un blog su splinder più che un forum.
      Lo trovavo molto utile perchè tu potevi postare una domanda e nei commenti ti rispondevano. Era una sorta di anello di congiunzione tra un blog e un forum. Non era solo leggere i racconti di qualcun altro ma era un mezzo di interazione senza avere l’aria di un forum.
      Per me internet sotto forma di blog mi è stato di grande sostegno in quel periodo.
      In questa forma di chiacchierare con delle persone. Un modo per “annusarsi” prima di conoscersi. Tra quelli che tu leggi e commenti e che ti leggono e ti commentano si crea questa specie di rapporto virtuale, che poi diventa anche diretto.
      Ad esempio io e Chiara Trabella ci frequentiamo virtualmente e fisicamente poi da molti anni. Paradossalmente di alcune persone conosciute tramite blog conosci cose che non penseresti di conoscere. Queste cosa di creare un libro insieme a delle persone che, non tutte ma in buona parte, si erano anche conosciute realmente o frequentate in qualche forma, non ne faceva un gruppo di amiche vere e proprie.Ma nemmeno un gruppo di collaboratrici sconociute.
      Una cosa che mi ha colpito molto, parlando con una persona alla quale avevo fatto leggere il libro, è che le era piaciuto il fatto che si parlasse finalmente di mamme lavoratrici. Anche se, in realtà, non ne abbiamo parlato mai direttamente, ma traspariva dai vari racconti fatti da ciascuna di noi. Mi ha colpito che lei l’avesse sentito come un tema importante all’interno del libro.
      Silvia: in un certo senso se tu non sei abituato a parlare di conciliazione, il solo fatto di trovarlo come argomento di fondo ai loro racconti, della difficoltà di conciliare lavoro e famiglia, magari per chi non è abituato ad affrontare l’argomento può essere una novità.
      Perchè, diciamo la verità, non è ancora la normalità parlare di questo tipo di argomenti.

     

    • Parlatemi un pochino della beneficenza.
      Silvia: come ti dicevamo, sin dall’inizio abbiamo pensato di devolvere i nostri diritti in beneficenza. Luana lo aveva proposto subito. E tutte ci siamo accodate con entusiasmo. Alla fine nessuna ha scritto Il Libro. Abbiamo contribuito tutte a renderlo così com’è. E sinceramente dividere il ricavato in quindici ci sembrava davvero senza senso.Quando abbiamo deciso di devolvere in beneficenza abbiamo cercato il “giusto candidato”. Una delle scelte era caduta su Pangea che, però, era già abbinata ad un altro libro sempre di argomento mammesco.E allora l’abbiamo scartato. Alla fine la scelta è caduta su Parole di Lulù, l’associazione no profit di Niccolò Fabi.


    • Se doveste scrivere il capitolo che manca nel libro, quale sarebbe?
    • Chiara: I pidocchi e relativo spidocchiamento. A me è successo una sola volta e sono ricorsa all’esperta spidocchiatrice, ovvero mia sorella.
      Un’altra cosa che ci avevano segnalato che mancava era un capitolo su chi cercava di restare incinta. Però io non lo vedevo bene nel libro.
      Flavia: Si l’argomento proposto sulla ricerca di maternità poi rendeva anche inadeguato il titolo.
      Silvia: e comunque l’avrebbe dovuto scrivere la persona direttamente interessata. Mi sembrava comunque fuori tema rispetto al resto.
      Flavia: una cosa che apprezzo molto nei blog di mamme e che non si legge spesso è la storia dei bambini con due mamme o due papà. Finalmente si inizia a trovare un approccio light alla questione. Anche per questo tipo di argomento, però, occorrerebbe trovare qualcuno che vive questo tipo di vicenda nella vita reale.
      Chiara: Diciamo che il concetto fondamentale è che il libro non nasceva come un documento programmatico, in realtà. E quindi abbiamo si fatto una scaletta, ci siamo imposte per il capitolo sullo spannolinamento, nonostante lo sponsor, e siamo contente che sia passato. Ma non avendo di fatto programmato nulla dall’inizio è chiaro che qualche argomento non ha trovato posto.

     

    • Flavia, tu hai la doppia veste di autrice e coordinatrice del gruppo. Com’è stata quest’esperienza?
      Flavia: No comment! No scherzi a parte è stata un’esperienza difficile. Si impara sicuramente tantissimo, col senno di poi certe cose le faresti in modo diverso. Come abbiamo anche raccontato, certe volte il ruolo di mediatore è difficile. Ci sono delle cose che hai difficoltà a spiegare al brand, da una parte, e alle blogger, dall’altra. Anche il fatto di essere contemporaneamente anche autrice. Da un lato ti da il valore aggiunto di poter dire che fai una cosa che ti piace e ti diverte. Dall’altro lato, però, non ti consente il distacco necessario certe volte. Quindi sono cose molto sperimentali all’inizio. Non so che tipo di progetti nasceranno ora, è tutto in continua evoluzione.

     

    • Quindi la cosa potrebbe avere un seguito?
      Flavia: Si perchè no? Difficilmente ci sarà un altro libro, questo è sicuro. E poi comunque il mommyblogging è in continua evoluzione. Ci sono delle cose già sature, già sentite.
      Riflettevo su un pensiero trovato in un libro che parlava di imperfezione. E avrei voluto scriverci un post.
      Ma poi ho pensato a quanto avrebbe potuto risultare banale. E non è vero.
      Perchè la maggior parte della gente la fuori queste cose ha bisogno di sentirsele dire. Soltanto che fra di noi ne abbiamo già discusso talmente tanto che la prima persona che senti parlare di imperfezione legata alle mamme sa troppo di dejà – vu. A volte il logorio di certe parole di certi concetti nel mondo dei blog è molto veloce. Nonostante l’importanza di certi argomenti.
      Chiara: Probabilmente perchè, nonostante l’incredibile possibilità del web ci si continua comunque a muovere per cerchie abbastanza chiuse.
      Perchè uno tende comunque a replicare quello che vive nella vita quotidiana.
      Diciamo che quello che per noi è già logoro può essere nuovo per altri. Nel senso che, ogni volta che si sente nominare il mommyblogging si sbuffa. Ma da che mondo è mondo le mamme esisteranno sempre.
      Flavia: Anche perchè si può dire che, ogni tre anni il “parco mamme” in qualche modo si rinnova.

     

     

    • E concludiamo con il libro sul comodino
      Luana
      : Io sto leggendo un libro che si intitola Happy Italy di Ilaria Rossetti, un talento straordinario, pubblicato dalla Giulio Perrone Editore. E’ bello scoprire che esistono ancora persone che sanno scrivere in modo così straordinario.
      Silvia
      : Io invece mi sto appassionando a Terre senza promesse, il libro curato da Chiara Peri. L’ho trovato bellissimo. Un lavoro corale anche quello, ma di tutt’altro genere. L’alternanza tra le storie dei protagonisti e le presentazioni degli autori famosi è davvero molto ben fatta.  Ed è un libro che ti ribalta il punto di vista. Perchè noi siamo abituati a vedere il momento dell’arrivo dei clandestini, con il barcone. Il libro ti fa vedere il momento della partenza, ripercorre le vite di queste persone che somigliano in modo impressionante alle nostre. E’ un libro da leggere sicuramente.
      Chiara
      : Io sto leggendo una nuova avventura del commissario Ricciardi, La condanna del sangue di Maurizio De Giovanni, ambientato nella Napoli fascista, con questo commissario che vede i morti. E questo è l’ultimo, che mancava all’appello, perchè in realtà si tratta di una quadrilogia più un quinto e io li ho  letti praticamente tutti.
      Flavia:
      Leadershit di Andrea Vitullo  che, a parte il titolo un po’ provocatorio,  parla di modi nuovi di intendere un concetto che ci è stato venduto in tutte le salse.  E’ un libro interessante perchè rivede certi concetti un po’ obsoleti in chiave totalmente nuova. TI saprò dire appena lo finisco se mi è piaciuto o no.

    Io ringrazio di cuore per la pazienza, e anche per i piacevolissimi pranzi Silvia, Flavia, Chiara e Luana.

    Fossero tutte così spensierate le interviste!!

     

    Silbietta
    40enne, mamma di una ex Vitellina, moglie di un cuoco provetto. Le mie passioni: lettura e scrittura. E ZeBuk. Fresca Expat in quel di Londra, vago come un bambino in un negozio di giocattoli nei mercatini di libri usati. Forse è questo il Paradiso!

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