Intervista a Lucio Schina

Il nuovo autore che abbiamo avuto il piacere di incontrare per voi oggi è Lucio Schina.

1)Ciao Lucio, ci parli un pò di te, chi è Lucio Schina?

Sono una persona cui non piace mai fermarsi. Credo che la vita vada vissuta nella sua interezza, attraverso un percorso di conoscenza continuo e variegato. Mi piace “fare”, imparare, curiosare, divertirmi e pensare. Faccio esperienze sempre nuove, da quella positive ne traggo piacere, da quelle negative imparo. L’importante è avere coscienza dei propri comportamenti.

2) Ci racconti qualcosa del tuo precedente libro, “Diario di un antropologo”?

Diario di un antropologo è stata un’esperienza formativa. Essendo il romanzo d’esordio, non avevo idee di come procedere, quali regole seguire. Alla fine ho deciso di non seguirne alcuna, e fidarmi solo delle emozioni che mi avevano spinto ad iniziarlo. Le mie conoscenze di antropologia mi hanno fornito l’infrastruttura, mentre ricordi ed emozioni il contorno sovrastrutturale. Alla fine, rileggendolo, mi sono accorto di aver scritto una storia originale, dalle mille sfumature. Penso sia piaciuto dato che, pur essendo stato pubblicato da una piccola casa editrice, il romanzo ha raggiunto la seconda edizione. Cosa che mi ha reso oltremodo gratificato. Spero che anche La Tela degli Dei possa ottenere gli stessi risultati.

3) Come mai hai scelto di scrivere un libro il cui tema portante è l’alchimia, che io ad esempio, non conoscevo affatto, ma mi ha affascinato?

L’alchimia, e le credenze magico religiose in generale, mi hanno permesso di abbattere qualsiasi barriera logica, e di creare mondi e situazioni regolate da leggi del tutte nuove. Questa scelta mi ha reso totalmente libero di muovermi tra le varie dimensioni della conoscenza umana, e di narrare avvenimenti straordinari giustificandoli con la sola logica che avevo deciso di seguire. Allora anche due persone che vivono in epoche cosi distanti, come accade nel mio romanzo, possono mantenere la speranza di potersi nuovamente incontrare. Non vado oltre per non svelare troppi particolari della storia.

4) Questo è il tuo secondo libro, hai altri progetti per il futuro?

Come per il mio romanzo d’esordio, Diario di un antropologo, anche la stesura de La Tela degli Dei mi ha lasciato senza energie mentali. Mi occorre un fisiologico lasso di tempo per ricaricare le batterie, poi sarò pronto per una nuova avventura. Sarà anche il mio ultimo romanzo che proverò a scrivere. Ho un’idea di fondo che mi piace molto, ed una storia che si snoderà tra un libero pensatore un po’ sognatore e un po’ nostalgico, ed una misteriosa ragazza che suona un pianoforte di cristallo. Al momento c’è solo questa fondamenta, ma è ben salda. Il tempo ci dirà se riuscirò ad erigerci un palazzo.

5) Quale libro hai sul tuo comodino? E quale libro/i ti è rimasto nel cuore?

Sto finendo di leggere un bel romanzo che mi è stato regalato per Natale; si intitola “Film anarchico ed impopolare” di Piero Cipriano. Un affascinante viaggio a ritroso di un regista che torna nella sua irpinia, come simbolo di moderna una fuga dalla civiltà. Sul mio tablet, invece, sto rileggendo per l’ennesima volta il bellissimo “il giro del mondo in 80 giorni” di Jules Verne.

Per rispondere alla seconda parte della tua ultima domanda, ho diversi romanzi che mi sono rimasti dentro. Alcuni mi hanno insegnato moltissimo. Potrei citarti “Il piacere” di D’Annuzio, “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo; o ancora “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello. Direi che ognuno di loro ha contribuito a creare e mantenere vivo, in me, l’amore e la passione per la lettura. Ma la lista potrebbe allungarsi vertiginosamente, per cui mi fermo qui e, ringraziandoti per la disponibilità che mi hai dimostrato, saluto tutti e rimando, chi volesse saperne di più, al mio sito, www.lucioschina.it o al mio profilo FB.

Grazie Lucio, a rileggerci presto.

angela
Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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