Intervista a Miralda Colombo, Il cucchiaino di Alice

Tra i nuovi autori che abbiamo avuto il piacere di ospitare negli ultimi giorni c’è anche Miralda Colombo, autrice del libro Il cucchiaino (recensito qui) Che fortuna ricevere a casa questo bellissimo libro di ricette, vedere le foto, leggere i modi di cucinare insieme gli ingredienti per creare ottimi piatti, sapere che molto spesso possiamo farlo insieme ai bambini. Miralda mi ha coinvolto con la sua raccolta, che deriva dal suo blog Il cucchiaino di Alice. Ho pensato di farle qualche domanda, per scoprire qualcosa in più di lei e della sua passione: ecco a voi l’intervista all’autrice. Buona lettura!

Ti va di raccontarci in breve il tuo inizio come foodblogger e poi come scrittrice?

La cucina è sempre stata una passione, coltivata fin da bambina e poi diventata un modo per fare qualcosa per chi amo e stare con gli amici. Questo aspetto è diventato ancora più forte con la nascita di mia figlia Alice. Da lì al blog si è messo di mezzo il caso: era un momento particolare della mia vita, un momento in cui mi pareva di aver perso molto del mio entusiasmo professionale.

In quei mesi la cosa più semplice mi è sembrata creare una specie di diario con Alice, un angolo nostro prendendo come pretesto la cucina.  Poi all’improvviso le cose hanno ricominciato a correre e mia figlia mi ha aiutato a crescere e vedere meglio, o quantomeno a guardare da una prospettiva diversa.  Ecco in quel momento è nato Il Cucchiaino, ho ripreso a scrivere e a divertirmi nel “pasticciare in cucina e raccontare”.

Il libro è arrivato come capita nei sogni: un editore ti scrive e ti chiede di mettere su carta il tuo diario on line di cucina. Ho sempre amato scrivere e per anni l’ho fatto per lavoro come giornalista e pr, il libro è stato un regalo speciale, prima di tutto per mia figlia.

 

Sei una donna con tanti interessi. Come coniughi le mille cose da fare nelle uniche 24 ore che ci sono concesse?

In un equilibrio sempre instabile considerata la mia natura irrequieta: pensare e fare più cose contemporaneamente è una mia caratteristica con la quale non è sempre facile convivere, o almeno il mio Lui dice così. Sono una che va di corsa e deve sforzarsi di rallentare e godere di quello che ha realizzato senza pensare alla prossima meta, per questo parlavo di un equilibrio instabile, o meglio di una ricerca di un equilibrio e poche cose su cui concentrarmi. Perché è facile perdersi dietro mille aspetti e idee perdendo di vista l’essenziale, chi ami e quello di cui hai veramente bisogno. Per il resto credo che grazie a un minimo di organizzazione, tanta pazienza, qualche ora di sonno in meno, l’intesa con il tuo compagno si ha la possibilità di vivere il proprio essere mamma senza dimenticare che la tua vita deve continuare ad assomigliarti.

 

Ti ispiri a qualche grande nome della cucina?

Ci sono diversi chef che amo, da Jamie Oliver, soprattutto per la sua cucina naturale, di casa e quel suo modo di passare dall’orto alla tavola (fantastico in Jamie at home, uno dei suoi spazi televisivi), a una coppia come Aimo e Nadia Moroni (la ricetta degli spaghetti al cipollotto è una delle mie preferite) fino a personaggi che non sono cuochi di professione ma mi piacciono per il modo di raccontare in cucina: ad esempio Nigella e ultimamente Sophie Dahl, la sua prosa evoca il talento del nonno,  Roald Dahl.

eAlcuni scrittori ci hanno raccontato aneddoti di parole magiche o diaboliche. Ci sono degli ingredienti che preferisci usare o, al contrario, alcuni che sono per te dei tabù, che non usi per scaramanzia ogni volta che hai creato una ricetta proprio con quel componente è stata un fallimento?

Erbe aromatiche e spezie sono di sicuro i must della mia cucina, d’estate amo avere mille vasetti con le erbe fresche dai quali attingere perché hanno la capacità di trasformare anche il piatto più banale. E quando doso spezie ed erbe nelle ricette devo dire che mi sento proprio come la sensale di qualche rito magico. Ingredienti tabù? Per scaramanzia nessuno, per preferenza invece diversi: dalla scelta di prodotti per lo più stagionali e di origine naturale (ad esempio assolutamente no a gelatine, alias colla di pesce e vanilline e margarine) al tabù verso certi alimenti, pochi sì, ma qualcuno c’è (ecco rane e insetti o code di animali anche no).

Se tu fossi un ingrediente delle tue ricette, cosa saresti?

Mi ripeto: un’erba aromatica, come il basilico o il timo limonato o il lemongrass, dalle note fresche e leggere, che ricordano l’estate.

Lo staff di Zebuk non dimentica mai di chiedere quali sono i libri sul comodino: cosa stai leggendo in questo periodo e quali sono i titoli che ti sono rimasti nel cuore?

“La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” di Audrey Niffeneger e 1Q84 di Murakami, fanno invece presenza fissa da qualche mese “La mia gravidanza” (aspetto una pupa per i primi di marzo) e “Il pancione della mamma” che leggo invece con Alice… I titoli rimasti nel cuore? L’amante di Marguerite Duras, The Complete Poems di Emily Dickinson, Il giovane Holden e L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera. E dimenticavo, “Un altro giro di giostra” di Terzani.

Tantissimi auguri per il prossimo lieto evento e in bocca al lupo per la tua attività.

Lucia Busca
Sono quella che legge due libri contemporaneamente, quella che ha l'e-reader, io piango quando la scrittura è bella, divento il protagonista del libro. Curiosa, tento di infilarmi in tutti i generi, scegliendo tra i grandi classici e osando nuovi autori. L'unica certezza che ho: non mi basterà questa vita per finire la mia lista dei desideri. "Io penso, disse Anna sfilandosi un guanto, che se ci sono tanti ingegni quante teste, ci sono tanti generi d'amore quanti cuori" (Anna Karenina)

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