
Disteso sul letto, Lucas guardava il piccolo diodo del cercapersone lampeggiare freneticamente. Chiuse il libro e lo appoggiò accanto a sé, soddisfatto. Era la terza volta in quarantott’ore che rileggeva la stessa storia e a memoria d’inferno nessuna lettura lo aveva mai divertito così tanto.
La recensione di Sette giorni per l’eternità di Marc Levy
Il Bene e il Male sono giunti allo scontro finale. Dio e il Diavolo, stanchi dell’eterna lotta tra amore e odio, hanno deciso che le sorti di un solo duello decideranno a chi spetterà per sempre il destino dell’umanità. Ciascuno sceglierà l’agente più abile e gli affiderà l’incarico di far prevalere la propria fazione. Area dello scontro, la zona di San Francisco; tempo a disposizione, una settimana.
L’angelo prescelto dal signore è Zofia, una creatura «divinamente bella», delicata e generosa; Lucifero, invece, sceglie Lucas, un demonio «diabolicamente astuto», tenebroso e affascinante. Ma gli eventi non sembrano andare nella direzione prestabilita: Zofia e Lucas s’incontrano.
Per qualche giorno si respingono e si attraggono, finché il desiderio di amare diventa più forte della volontà di lottare.
Ispirandosi a un tema antico quanto l’essere umano, Marc Levy, con lo humour e la delicatezza che caratterizza la sua scrittura, ci regala non solo un’originale commedia dei sentimenti, ma anche una dolcissima storia d’amore che avvince e commuove.
La mia opinione di Sette giorni per l’eternità di Marc Levy
Per certi versi è stata reputata “una di quelle storie che cercano di colpire l’immaginario collettivo”, una di quelle storie scritte solo per vendere…
L’idea è semplice ma curiosa, direi. Il modo in cui Levy l’ha svolta… ecco… mi è piaciuto, sì, anche se il troppo sdolcinato (per i miei gusti, s’intende!) che avanza a tratti mi ha un po’ rovinato il tutto.
C’è un brano, che è tanto bello quanto un po’ “esagerato”; per certi versi, però merita di essere letto. Se non altro per capire quanto anche certi uomini possano essere capaci di delicatezza di sentimenti, di tenerezza, di… 🙂 insomma, di tutte quelle parole che a noi donne ogni tanto piace sentire. Ci siamo capite, no?
“Zofia,
ti guardo mentre dormi e, Dio, quanto sei bella. (…) Siamo arrivati alla fine del nostro momento, l’inizio di un ricordo che in me durerà per l’eternità. Quando ci siamo incontrati, in ciascuno di noi c’era molto di incompiuto e di irrealizzato.
Me ne andrò sul far del mattino allontanandomi un poco alla volta per approfittare fino all’ultimo di ogni istante con te. Sparirò dietro questo albero per arrendermi alle ragioni del peggio. Se lasceremo che mi abbattano, faremo in modo che i tuoi vincano e ti perdonino, qualunque siano i tuoi torti. Ritorna, amore mio, in quella casa che ti si addice così bene. (…) Sei riuscita a fare l’impossibile, hai cambiato una parte di me. Vorrei solo che il tuo corpo mi ricoprisse e non vedere mai più la luce del sole se non attraverso i tuoi occhi.
Là dove non esisti, non esisto neanche io. (…) Ora ascolta: ovunque io sia, riconoscerò le tue risate, vedrò il sorriso nei tuoi occhi, sentirò la tua voce. Il semplice fatto di sapere che tu sei da qualche parte su questa terra sarà, nell’inferno, il mio angolo di paradiso.”
Sette giorni per l’eternità
Marc Levy (Trad. di B. Pagni Frette)
Tea (collana TEADUE), 2006, pp. 220, € 8,60
ISBN 978-88-502-0862-3









Nel frattempo sto terminando “Se solo fosse vero”.
E posso dirvi che… 🙂