Intervista a … Chiara Perseghin

Oggi intervistiamo Chiara Perseghin, autrice del racconto “Sotto un altro cielo” edito da Graphe edizioni.it. recensito qualche settimana fa qui su zebuk.

– Ciao Chiara e benvenuta. Raccontaci qualcosa di te…
Mi trovo sempre in imbarazzo a dover dire qualcosa di me. Il timore di essere noiosa, di non interessare è sempre dietro l’angolo. Comunque ci provo. L’amore per la lettura mi ha portato qualche anno fa ad aprire un blog dove parlavo di scrittura. Non che mi ritenga un’esperta, ma facendo tesoro degli insegnamenti degli autori che amo, descrivevo ciò che mi trasmettevano. Mi piaceva e mi piace tuttora, anche se il tempo per farlo è sempre meno, riportare stralci di interviste agli autori, fare recensioni dei libri letti, ma non solo. Accanto ai libri ci sono anche le mostre e i film. Quando posso, mi piace riportare le mie sensazioni. Non mi erigo a esperta, non lo sono; a me interessa il giudizio degli altri sui libri, sui film, sulle mostre e spero che, analogamente, ci siano persone che possano essere interessate alle mie recensioni e ai miei approfondimenti.

– Com’è nata l’idea di questo racconto particolare e suggestivo?
Il racconto è nato qualche anno fa per partecipare a una antologia collettiva, il cui tema erano gli “archetipi”. Subito pensai al diavolo e lo proposi, ma non avevo alcuna idea su cosa avrei scritto. Mi piaceva l’idea di un racconto ambientato nella mia città natale, Padova, e vagando in rete con varie chiavi di ricerca mi sono imbattuta su un documento che parlava appunto della Cappella degli Scrovegni. Decisi quindi che il mio racconto si sarebbe svolto proprio in quel luogo meraviglioso.

– Leggo che lavori in Rai da diversi anni … quando sei diventata anche scrittrice e come riesci a conciliare lavoro e passione?
Scrittrice è una parola grossa e tutt’oggi non sono sicura di esserlo. Comunque, ho iniziato qualche anno fa, molto timidamente, a scrivere qualche racconto. Non era affatto sicura che potessero essere considerati “narrativa”. Facendoli leggere a mio marito – il mio primo giudice – ho trovato il coraggio di proporli a qualche concorso. La cosa mi divertiva molto e non credevo che sarebbero mai stati pubblicati. Invece è successo.
Il lavoro in Rai è iniziato molto prima delle mie prove da “scrittrice” e al momento le due attività vanno avanti di pari passo, senza intralcio. Il mio lavoro primario è quello che svolgo in Rai, scrivere per me è ancora una sorta di divertimento. Mi piace e lo faccio.

– Si dibatte ultimamente se sia meglio leggere libri cartacei o ebook … tu che ne pensi?
Ė strano come una persona possa cambiare radicalmente opinione nel giro di pochi anni. Lo ammetto, inizialmente non ero molto attirata dal libro in formato digitale, ero convinta che non si potesse leggere un libro “a monitor”. Ecco, proprio questo è l’errore in cui molti cadono. Parli di ebook e la gente è convinta di dover stare attaccata al monitor del computer per ore e di conseguenza obietta: “Il libro digitale? No. Non riesco a leggere tanto tempo sul monitor del computer. Mi fanno male gli occhi.”
Fortunatamente non è così. Gli ereader sono dei supporti favolosi. Sono passata da un lettore di epub al Kindle, rimpicciolendomi poi con l’iPod Touch fino ad approdare a un tablet da 7 pollici. Per me ora non esistono più i libri cartacei. Sono diventata quasi un’oltranzista, o digitale o niente. Ho provato ad acquistare di nuovo alcuni libri in cartaceo perché non ancora disponibili in ebook, ma al momento giacciono in libreria. Mi affatica l’idea di tornare a sfogliare le pagine. E poi con l’ebook leggo più rapidamente. Non è una mia impressione. Non chiedetemi il perché. Ė così.

– Curiosando sul tuo comodino… quali libri sono in attesa d’essere letti?
Come avrete capito sul mio comodino il posto dei libri in attesa è stato preso dal mio tablet. All’interno ci sono svariati libri in attesa. Vi dico gli autori, facciamo prima: Don  De Lillo, Paul Auster, Joyce Carol Oates, Carlos Ruiz Zafon, Dan Simmons, Haruki Murakami, Mark Twain. Troppi? Lo so, ma è questo il bello del leggere in digitale. Tutti questi libri non occupano uno spazio fisico, ma solo qualche megabyte nella memoria del mio tablet. Posso permettermi il lusso di accumularli. Poi, finito un libro, mi sento come una bambina davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli, non so mai quale scegliere.

– Hai in programma altri racconti?
Racconti al momento no. Sono impegnata nella promozione di un mio libro appena uscito. Non si tratta di narrativa, ma di un saggio: “Julian Assange Nemico Pubblico Numero Uno” uscito per i tipi di Ciesse Edizioni.
Sto anche portando avanti un romanzo, che prende le mosse da “Sotto un altro cielo”. Vediamo cosa riesco a combinare. Fino a oggi ho scritto solo racconti, la dimensione del romanzo mi ha sempre spaventata, ma ho fiducia che la storia che voglio raccontare mi permetterà di riuscirci.

Sono sicura che ci riuscirai! Grazie per averci dedicato un po’ del tuo tempo… e …  ti aspettiamo ancora su zebuk allora!!!!

 

 

 

 

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