Oggi intervistiamo Guido Benedetti, autore del libro Mamma che denti, edito da Mandragora e recensito qualche settimana fa qui su zebuk.
1) Chi è Guido Benedetti? Vuoi raccontare qualcosa di te ai lettori di Zebuk?
Da bambino ho visto e rivisto il film La storia infinita: di fronte all’Oracolo del Sud gli uomini morivano inceneriti perché l’oracolo, in realtà, era soltanto uno specchio capace di svelare il vero Io di chi gli stava di fronte e pochi potevano sopportare di conoscere la propria vera natura. Chi sono? Non lo so e nemmeno so se voglio saperlo. Però, che cosa sono è facile: un pittore mancato, un viaggiatore fortunato, uno zio, un fratello e un figlio; sono anche un sacco di ex-qualcosa. Mi piace cucinare per qualche amico, meglio per due persone. E sono un dentista.
2) Mamma che denti! è una guida molto interessante ed utile. Qual è il motivo per cui hai deciso di scriverla?
Sei anni fa (tanto tempo è passato dal primo appunto buttato giù) lavoravo ancora nello studio dentistico. Mi occupavo di bambini. Il punto è che vedevo soltanto denti cariati che spesso e volentieri erano semplicemente da togliere. Sangue, sangue, sangue. Viaggiando ho imparato che tutto questo potremmo evitarlo ma in Italia non facciamo praticamente niente per arginare davvero, a monte, i problemi dei denti, soprattutto nei bambini. Allora, per tutto quello che è nelle mani dei genitori (è c’è tanto nelle loro mani), ho voluto raccontare che cosa è possibile fare a casa per evitare tutto quel sangue. Un libro, quindi, che possa aiutare chiunque accudisca un bambino a fare a meno di dover ricorrere a un dentista tappa-pochi o cava-denti (che poi, in genere, è pure a pagamento – e non dovrebbe, perché il diritto alla salute, come ad esempio quello di poter dormire senza i denti che fanno male, non dovrebbe mai sottostare a leggi di mercato).
3) E’ il tuo primo libro? Ci sarà un seguito?
Mamma che denti! non è una guida, quasi una lettera a tutti i genitori e i nonni. Sì, è il primo libro che ho avuto la fortuna di pubblicare. Ci sarà un seguito, un libro che mette a nudo il mondo dei dentisti e ne svela i limiti, le bugie, i segreti e le responsabilità (che è quasi terminato). Spero soltanto di riuscire a trovare un editore disposto a pubblicarlo.
4) Quali sono i tuoi progetti futuri?
Preferisco non farne, tanto poi succede sempre qualcosa che scombina i piani. La cosa che più di tutte, però, oggi mi piace e alla quale non rinuncerei è stare in università con gli studenti.
5) Domanda a cui nessun nuovo autore a Zebuk può sfuggire quale libro c’è sul tuo comodino?
Oggi c’è The Brothers Grimm, The Complete Fairy Tales. Wordsworth Library Collection. Leggere fiabe è il miglior modo per addormentarsi.
6) Ed invece quale libro o quali libri ti sono rimasti nel cuore?
Su tutti, Il tallone di ferro di Jack London. Poi, tutti gli albi illustrati di Asterix, almeno finché Goscinny è stato al fianco di Uderzo.









“Chi sono? Non lo so e nemmeno so se voglio saperlo. Però, che cosa sono è facile: un pittore mancato, un viaggiatore fortunato, uno zio, un fratello e un figlio; sono anche un sacco di ex-qualcosa”
Bello questo modo di porsi… Benvenuto Guido! E un buon viaggio… spero di incrociarti di nuovo! 🙂
Grazie, Polepole!
E’ curioso, su uno scaffale ho un libro che si chiama proprio Polepole..
ecco, a questo punto DEVO chiederti lumi… 🙂
Il libro immagino di averlo trovato! Si tratta di dentisti, no? E’ questo: http://www.amazon.it/Pole-pole-Dentisti-volontari-Africa-sviluppo/dp/8882571041/ref=sr_1_3?ie=UTF8&qid=1342865209&sr=8-3, per caso?
Be’, il significato del nome sta tutto in quell’Africa lì, a dire il vero… 🙂
Però però, ce ne potresti parlare di esperienze di quel genere? Sarebbe molto interessante…
Sì, è quello.. me lo regalò l’autore qualche anno fa.
Io ho cominciato col volontariato per poi passare alla cooperazione (anche se oggi mi interesso di più di salute pubblica) e se vuoi sono un gran chiacchierone e mi piace raccontare.. 🙂
Intervengo scusami pole …. a noi i chiacchieroni piacciono assai 🙂
🙂