Autunno, Philippe Delerm

La sera è dolce, il giardino silenzioso.
Si finge di dimenticare che l’ora di andare a letto è passata da tempo. E’ un giardinetto di città, ma i cespugli di tuia, di ligustro, di lampone e di ribes macchiati di rosso scuro o vellutati ne fanno un’oasi di rotonda frescura, un’isola buona nel cuore di Londra. Chine sul tavolo di pietra, le due bambine si cimentano a stendere i colori sul disegno. Si sente solo lo sciacquio pacificante del pennello che gira nell’acqua chiara prima di tornare ad addomesticare gli acquerelli. Emily e Rose hanno tenuto a mente le parole del signor Ruskin: “L’acquerello è un po’ di pittura e tanta acqua”. Hanno inumidito il foglio pazientemente, steso sulla carta quel velo d’acqua-luce dove i colori vanno a stemperarsi, a muoversi impercettibilmente sul candore magico di quella neve stesa sotto la pioggia.

Autunno.
Autunno di colori ancora caldi e già malinconici.
Autunno di foglie che vanno a morire ma che ci lasciano col dolce ricordo del loro colore.
Autunno di sfumature, di gialli rossi marroni viola che donano al cuore una fiamma destinata a scaldarci per tutto l’inverno.

Questo libro è un’infinita sequenza di immagini. Una storia illustrata dipinta con le parole.
Un racconto da leggere, in assoluto.

Ho già avuto modo di parlare di Philippe Delerm: mi aveva già sorpreso positivamente con i suoi piccoli racconti e – come faccio con gli autori che scopro per la prima volta – ho voluto approfondire. Be’, in questo caso la prima impressione era proprio quella giusta: Delerm è un pittore che usa le parole. E che sa, solo con quelle, dipingere tele ricchissime, fatte di colore, di calore, di gelo, di amore e di mille e più sentimenti.

Autunno è il racconto della nascita di una confraternita, quella dei pittori preraffaeliti, nata nell’autunno del 1848 in Inghilterra: nomi come Dante Gabriel Rossetti, William Hunt, Ford Madox Brown, John Everett Millais, William Morris, ai più non diranno nulla. Chi però ha una qualche infarinatura di storia dell’arte ha ben presenti immagini come quella di Ophelia di Millais:

Autunno è la storia dei protagonisti di un periodo storico, della loro ascesa, delle critiche e della decadenza. Di un periodo storico, quello vittoriano. Di donne musa e modello e di uomini che si scoprono bambini più dei bambini.

Autunno è la storia di alcune vite, di uomini e di donne, riunite per perseguire un obiettivo, quello dell’immortalità dell’arte; è il racconto delle stagioni che muovono intorno ai sentimenti di queste persone; è la descrizione di attimi, di piaceri e di momenti, anche quotidiani, che altrimenti sarebbero passati e dimenticati, all’interno di una storia più ‘forte’.

Autunno è la storia dei tormenti dell’animo. Delle gioie piccole. Dei destini tragici.

7 ottobre 1869
L’autunno è sceso sul parco di Cheyne Walk. Gli alberi non sono più alberi. Infinite gradazioni di tutti i rossi, di tutto l’oro, di tutto il fiammeggiare segreto, vinte dall’ombra e dal peso del passato. Come la tela dipinta di un fondale di teatro, si confondono con la fine del giorno. Ottobre, la parola è dolce da bere e triste come un vino di morte, ancora così ricca dal profumo della vita. Foglie d’ambra di Cheyne Walk, rossore di chioma immensa spiegata sul pavese del ricordo. Femmina il parco, femmine i fogli di carta, femmina la terra e l’odore dolceamaro dopo la pioggia, femmina la memoria. Nella penombra, un pavone blu di seta medievale s’allontana sul viale silenzioso.

Autunno
Philippe Delerm
Frassinelli, 23002, pagg. 242, € 12,00

polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

2 COMMENTS

  1. Grazie per questa interessante recensione…trovo questo libro davvero piacevole…mi sa che sarà il mio dono di Natale per qualcuno molto speciale…
    Ho già letto La prima sorsata di birra e l’ho trovata…semplicemente…GRANDIOSA!
    Leggerò altri libri di Delerm.

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