Inchiostro e sensi. Il delta di Venere, Anaïs Nin

Il sesso non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo non ci sono sorprese a letto. Il sesso deve essere innaffiato di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di scenate, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vino.

Può una donna scrivere di erotismo senza scadere nella volgarità?

Le famigerate 50 sfumature, solo le ultime di una serie che sembra aver avuto tanto successo, dovrebbero aver insegnato quale sia la differenza tra il saper scrivere di certi argomenti ‘bollenti’ ed il semplice voler sfruttare la tendenza al vojerismo di un certo tipo di lettori.

Da un po’ di tempo lo staff di Zebuk valutava la possibilità di parlare di letteratura erotica e di condividere le proprie idee coi suoi lettori. Il pretesto alla fine è arrivato, servito su un piatto d’argento: con Inchiostro e sensi parleremo dei classici della letteratura erotica. Quelli firmati da donne e uomini che ne hanno saputo parlare. E valuteremo insieme differenze e similitudini.< Vi va di seguirci? Il nostro primo classico, per eccellenza direi, è Il delta di Venere. Scritto da una donna. Per un uomo.

L’autrice: Anaïs Nin

Anaïs Nin è nata in Francia (a Neuilly-sur-Seine) il 21 febbraio 1903. Autrice tra le più controverse del Novecento, è famosa per i suoi racconti a contenuto erotico.

Tra i suoi lavori più conosciuti, Diario, raccolta di scritti autobiografici iniziata nel 1931 e aggiornata fino alla morte. 
La vita di Anaïs si svolge tra l’Europa e New York: sposata a venti anni con Hugh Parker Guiler, si stanca presto del matrimonio e della vita borghese, e si abbandona a diverse relazioni extraconiugali, pur rimanendo sempre sposata al marito.

Famosa tra le sue relazioni è quella con Henry Miller, autore di Tropico del Cancro e di Tropico del Capricorno, capolavori della letteratura del ventesimo secolo. Da questa relazione nasce anche la collaborazione con Miller, che la porterà a scrivere letteratura erotica ‘su ordinazione’ e a creare le opere che l’hanno resa famosa.

Il delta di Venere è il romanzo-simbolo di questa sua produzione.<

La recensione di Il delta di Venere, Anaïs Nin

I racconti furono scritti su commissione negli anni ’40: un collezionista – Il Collezionista – avrebbe versato 100 dollari al mese a Henry Miller per scrivere racconti che parlassero di sesso. Miller, annoiato fin da subito, coinvolse Anaïs nella scrittura e il risultato fu questa raccolta.

“Si concentri sul sesso, niente coinvolgimenti emotivi, niente poesia” fu la richiesta precisa del committente. Così, dalla fantasia liberata di Anaïs, nascono donne morbide, rotonde, piuttosto intelligenti e molto disinibite. E affamate di scoperte. Sessuali, ovviamente.
In una cornice oscenamente erotica e trasgressiva (a volte c’è di che arrossire, sì) ma mai volgare: mai parole fuori posto, né linguaggio scurrile, mai modi scandalosi, seppur si parli di pratiche… come dire…

Immaginate di spogliarvi di tutti i vostri preconcetti, di tutti i pregiudizi, di tutte le convinzioni. Aprite il libro e leggete, a caso, uno dei racconti. Donne di età diverse, che si confrontano con la sessualità: incontri saffici, momenti di voyeurismo, avventure di modelle con corpi splendidi alle prese con pittori giovani e vecchi dai voraci appetiti sessuali.

Ecco la differenza: mille sfumature a cui dar voce, mille attenzioni da dedicare, mille sottigliezze, mille fantasie. Ma in questi mille particolari Anaïs sa cogliere l’umano, sa cogliere i sogni e le curiosità più inconfessabili, e sa farlo aggiungendoci una fortissima carica sensuale e un’intensità senza pari.

Sottile.
E delicato.
E elegante, anche.

Il delta di Venere, Anaïs Nin
Bompiani (collana I grandi tascabili), 2000, pag. 288
ISBN-13: 978-8845246531

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

2 COMMENTS

  1. Ma che bella questa nuova rubrica. Sono convinta che una buona letteratura erotica possa aiutare a liberarci da molti tabù culturali e religiosi. Credo inoltre possa essere strumento per riscoprire la bellezza del corpo e animare o rianimare la passione.
    Erroneamente si è portati a pensare che la letteratura erotica sia sinonimo di volgarità….Niente di più sbagliato. Dovremmo sciogliere i nodi che imprigionano il nostro Eros…i nostri sensi…la nostra anima più passionale….
    😉

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