I film di Zebuk: Dancer in the Dark

Ho visto quello che ero e so cosa sarò. Ho visto tutto. Non c’è più niente da vedere.

La recensione di Dancer in the Dark

Selma, cecoslovacca, è emigrata negli Stati Uniti insieme al figlio Gene. Lavora in fabbrica e per racimolare qualche soldo in più confeziona mollette per capelli. I suoi padroni di casa, Linda, casalinga, e Bill, poliziotto, sono gentili con lei e vogliono molto bene a Gene. Selma ha un segreto però: è affetta da una malattia degenerativa agli occhi che l’ha resa quasi cieca e suo figlio già mostra i primi sintomi dello stesso male. Per salvare Gene, Selma dovrà farlo operare in una clinica specializzata ma l’intervento costa molto e quindi Selma risparmia ogni centesimo. E’ una donna sola, che lavora duramente e ha un’ unica passione: il musical. Tutto per lei può diventare musica: i rumori di fondo dei macchinari in fabbrica, il fischio del treno. 
Bill, il padrone di casa, ha grossi debiti e scoperti i risparmi di Selma, approfittando della sua cecità, glieli ruba. Selma per riprenderli sarà costretta a sparare a Bill. Processata per omicidio e condannata verrà uccisa tramite impiccagione.

La mia opinione su Dancer in the Dark

Lars Von Trier o si ama o si odia, non ci sono mezze misure per questo regista. La mia famiglia lo detesta per esempio e trova insopportabili i suoi film e squallidi i suoi personaggi, Selma in particolare. Io, al contrario, lo adoro.

Il regista prende una vicenda e la spinge al limite, all’assurdo, creando una storia viscerale che si attacca all’animo dello spettatore e lo tormenta. Selma fa tutto per amore del figlio. Pur di farlo operare rinuncia a far riaprire il suo caso in tribunale e condanna se stessa.

Il personaggio di Selma è indimenticabile, Bjork che lo impersona è indimenticabile. Nei suoi vestiti sbiaditi, scuri, con le scarpe basse, gli occhiali a fondo di bottiglia, i capelli raccolti come capita con le forcine. E il suo viso da eterna bambina così intenso e puro. Bjork è l’anima di questo film. Bjork è la mamma leonessa che lotta per il bene del figlio, che grida di angoscia prima di essere impiccata, un urlo gutturale, tremendo, che si ferma solo quando sa che il figlio è stato operato e che si salverà dalla cecità. Allora la leonessa si placa e a testa scoperta aspetta la morte.

Definito dal regista stesso un antimusical, Dancer in the Dark è accompagnato dalle bellissime musiche di Bjork. Lo stile di ripresa è quello della camera a spalla che però viene abbandonata durante le scene di ballo dove vengono utilizzate più camere contemporaneamente. Il film ha vinto nel 2000 a Cannes la Palma d’Oro e Bjork è stata premiata come miglior attrice.

Io credo che sia un film che va visto. Non vi fate abbattere dai primi minuti, dalla camera che si sposta, dai colori smorzati della pellicola, dagli attori al naturale. Andate avanti, soffrite con Selma, emozionatevi ascoltando Bjork cantare la sua anima. Ne vale davvero la pena.

 

 

Titolo originale : Dancer in the Dark, Genere : Musical  , Regia : Lars von Trier, Cast : Catherine Deneuve, David Morse, Björk Gudmundsdóttir, Peter Starnmare, Peter Stormare , Durata :140 min.

 


 

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here