I film di Zebuk: Lezioni di tango

Sally: “Perché hai scelto il tango?”
Pablo: “Non ho scelto il tango. Il tango ha scelto me!”

Il tango ti cambia la vita. Cambia la visione delle cose. Cambia l’approccio verso gli altri. Perché per ballare tango bisogna confrontarsi col partner, ascoltarlo, non prevaricarlo e dargli fiducia, tanta fiducia. Tango come metafora della vita e delle relazioni insomma.

La recensione del film Lezioni di tango

Sally sta scrivendo la sceneggiatura per un film ambientato nel mondo della moda ma la storia non decolla. Dopo aver assistito ad uno spettacolo di tango di Pablo Veron e aver preso una lezione di ballo da lui Sally parte. Andrà a Buenos Aires a imparare il tango.

Ormai abbandonato il progetto del film, Sally di ritorno a Parigi, incontrerà di nuovo Pablo e gli proporrà un accordo: lui le insegnerà il tango e lei lo farà recitare in un suo film.

12 lezioni, così è suddiviso il lungometraggio. 12 incontri, 12 particelle di vita che narrano l’incontro, il germoglio nella regista dell’idea di fare un film sul tango e l’inizio dell’amore con Pablo.

Paolo Conte dice:

come una lucertola è il riassunto di un coccodrillo, così il tango è il riassunto di una vita.

Questa frase ben di adatta a questo film.
Per ballare il tango non ci sono regole fisse, non c’è una coreografia da imparare, un passo non ne segue per forza, e sempre, un altro. Come nella vita non sai mai cosa sta per accadere così anche sulla pista da ballo non esiste certezza. 
Il tango è un incontro tra due persone che dialogano ballando. L’uomo conduce, la donna si fida e si affida.

Anche Sally dovrà imparare ad aprirsi a Pablo e al mondo esterno.
Dalla sua casa di Londra, così vuota e asettica, si sposterà, seguendo il tango, nelle caotiche vie di Buenos Aires e nelle milonghe, danzerà sotto la pioggia, sperimenterà la gelosia e ballerà insieme a Pablo e ai suoi amici nella più bella coreografia mai creata sulle note di Libertango di Piazzolla.

La mia opinione sul film Lezioni di tango

Lezioni di tango fa venire voglia di ballare o almeno di provarci. 
Un film rarefatto e intimista, dove il tango non viene, come al solito, idealizzato a ballo sensuale per eccellenza ma dove invece lo spettatore entra nei meccanismi veri del ballo.
Un ballo che è prima di tutto pacificazione con se stessi e poi col proprio partner. Se non mi fido di me stessa e non sono sicura di me come posso fidarmi dell’altro? Se non mi accetto come posso essere accettata?

Giacobbe era solo nella valle, e lì incontrò uno straniero. Lottarono durante
una lunga, lunga notte. Ma al sorgere dell’alba Giacobbe realizzava che non
avrebbe mai potuto sconfiggere lo straniero. Perché lo straniero era Dio. O un
angelo. O forse fin dall’inizio egli aveva lottato con sé stesso.

Dicono che il tango sia un ballo terapeutico in qualche modo, che faccia bene perché ti pone davanti ai tuoi limiti e ti invita a superarli.
Perché nell’abrazo non si mente e non è che più si sta stretti e più si percepisce l’altro.
Il tango è tutto un equilibrio di richieste e di intenti, è tutto un ascoltare l’altro e saper proporre.
Nel tango ci vuole concentrazione e pazienza, tanta pazienza.
E tanta passione.
Come nella vita di tutti i giorni e io un corso di tango lo consiglio vivamente a tutti.

Zebuk questo mese è dedicato alle pulizie e al rinnovamento.
Ecco, un bel corso di tango purifica la mente e ci cambia in meglio.
Credetemi. Voi non ve ne accorgerete ma le persone intorno a voi noteranno il cambiamento e ve lo diranno.
Il tango fa bene: libera, diverte e mantiene in forma, migliora l’umore e vi fa scoprire molte cose su voi stesse.
E poi, chissà: magari ballando incontrerete l’amore.
Buon tango a tutti!

 

 

 

 

Titolo originale : The Tango Lesson, Genere : Commedia, Regia :  Sally Potter, Cast Sally Potter, Pablo Veron, Carolina Iatti, Gustavo Naveira, Durata 102′ min.

Francesca, 44 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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