L’arte della semplicità, Dominique Loreau

Meno è meglio

Partendo da questo principio l’autrice ci spiega come vivere minimal sia meglio per la nostra salute e la nostra felicità.
Ma vivere con meno non vuol dire vivere in modo povero ma con pochi oggetti di qualità , quindi ci spiega come fare pulizia nei vari ambiti della vita dal guardaroba alla casa.

Tutto ciò che si possiede dovrebbe entrare in un paio di borse da viaggio: un guardaroba ben pensato, un beauty-case, l’album delle foto preferite, due o tre oggetti personali.

Per quanto riguarda il guardaroba sarebbe opportuno eliminare i vestiti che non si usano da tempo, comprare pochi abiti che ci stiano bene di ottima qualità , una sola borsa di buona fattura che si possa usare in ogni occasione e che duri per anni.
Gli stessi principi valgono per la cura del corpo , pochi prodotti di comprovata efficacia e spazio ai rituali dal brossage ai bagni. Anche nell’alimentazione “meno è meglio” , bisogna mangiare solo il necessario e privarsi del superfluo , cibi raffinati , dolci ecc. appesantiscono il corpo e di conseguenza anche la mente.
In merito alla cura e disposizione della casa l’autrice purtroppo spreca poche pagine e sarebbe un argomento da approfondire , ma anche qui il concetto è pochi arredi ma di qualità, tanto spazio libero e piccoli ripostigli dislocati nelle varie aree dove riporre utensili e altri oggetti in modo da ottenere spazi aperti e ariosi dove l’energia possa fluire.
Consigli che possono apparire estremisti per noi occidentali (l’autrice vive in Giappone) ma che sono ottimi punti di partenza per un decluttering mentale e fisico.

La seconda parte del libro parla dell’arte della semplicità applicata alla mente, ed è un po’ più difficile riassumere in poche parole i concetti spiegati, anche perchè per essere onesta li ho capiti ma non ancora elaborati, quindi vi lascio con una citazione e con il consiglio di leggerlo e di dirmi cosa ne pensate:

Le parole servono a descrivere i pensieri, ma quando un pensiero è stato assimilato le parole non sono più necessarie.

L’arte della semplicità
Dominique Loreau
Vallardi, 209 pag.

over quaranta, mamma, geometra e creativa con una fresca passione per il web e una vecchia passione per i libri in tutte le forme sia cartacea che digitale

5 COMMENTS

  1. Oddio, questo davvero me lo devo leggere. E davvero il tema sulle pulizie di primavera mi sta aiutando ad aprire la mente!
    Ci starebbe bene un bellissimo libro sul Feng Shui che ho letto ai tempi dell’esame di Arte dei Giardini… un po’ specifico ma illuminante!
    (Però non toglietemi le borse, quelle no!) 😉

  2. Io credo che ognuno di noi debba trovare il proprio equilibrio, in un concetto di semplicità che non può essere letto in termini assoluti. Il mio vivere in maniera semlice sicuramente non corrisponde al vivere semplice di un’altro. Il desiderio del superfluo è figlio di una contemporaneità fugace e superficiale ed è molto difficile da ridimensionare. E’ pur vero che il periodo di crisi che stiamo vivendo ci porta a rivedere e a “privarci” di molte cose….appunto spesso superflue…. Se a prevalere è dunque un senso di privazione o di mancanza (del materiale), il vivere semplice diventa una costrizione e non una liberazione come invece dovrebbe essere. Quindi il giusto equilibrio, secondo me è dato da una “forma mentis” libera, sgombra da ogni preconcetto, frustrazione o senso di impotenza…libera dall’ossessione del giudizio dell’altro, libera da condizionamenti o imposizioni…solo così si potrà capire come dare vita al proprio vivere semplice….. Posso liberarmi di tutti gli orpelli, ma se ho una mente ermetica posso considerarmi una persona che vive in maniera semplice?
    La semplicità è dunque un’arte e come tale, soggetta a svariate interpretazioni mutevoli nel tempo….

  3. assolutamente d’accordo con te Roberta, il libro è solo un punto di partenza per farci riflettere su quanto dici tu , spesso non ci rendiamo conto di quante cose siano superflue per noi

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