A passeggio tra la poesia : Così è l’inverno a dirci chi siamo

Una  perla di poesia oggi in cui Fosca recensisce per noi una nuova uscita davvero preziosa, parlando di editori di nicchia, donne e emozioni.

Buona lettura.

 

“Exosphere è un’idea di Federica Galetto e Simonetta Sambiase in collaborazione con Libro Aperto Edizioni. Le Plaquettes della Collana Exosphere sono impreziosite da carte e illustrazioni di pregio, tutte numerate e a tiratura limitata”. Così si presenta il libro di Vera D’Atri “Una Tenace Invadenza”, poche copie preziose (solo 42!) e un progetto interessante.

Mi piace parlare dell’editoria che prova, che rischia e che sopravvive nel sottobosco in mezzo a editori farlocchi su cui stendo coltri pietosissime. E’ appena uscito questo libriccino che ho avuto l’onore di leggere in anteprima ed è subito finito al Salone del Libro di Torino nell’incubatore degli editori, insieme al resto del minuscolo catalogo che sta nascendo.

Vera sarebbe piaciuta a Moebius, quello del nastro ritorto per intenderci, che per tornare al punto di partenza, su una circonferenza ci si deve girar due volte.

Anche con la Tenace Invadenza di Vera il ciclo dell’anno si chiude con un giro ma dentro lei percorre se stessa e il suo itinerario più volte prima di raccordare la prima estate con la seconda, dove la via si guarda dall’alto e la stagione  smentisce i suoi miraggi.

Poi principia il silenzio, lenti i suoni delle sue poesie si abbattono e si quietano con l’avvicinarsi dell’autunno.

E il mondo di Vera ha tutte le connotazioni del cristallo, la trasparenza, l’acutezza e la fragilità solo apparente: la parola vetro rimbalza da una lirica all’altra (“Sui vetri | le mie labbra a baciare venti onnipotenti” e ancora “L’autunno dietro ai vetri come una donna | che si ritiene offesa” e “Al mattino come in un giardino prossimo | un già visto fioriva sui vetri”), una delle due invarianti trasversali a tutto il progetto, insieme alla parola donne.

Le donne di Vera hanno coraggio da vendere, da sempre, da un passato pacificato che si ama ricordare (“c’era così tanto inverno che le donne avevano occhi |di cervo” e “c’erano donne floride |come giardini, dure come pietre, svelte come pugnali”e anche “Le rose incendiavano la terrazza. |Trasfigurate danzavano tra i denti di donne trionfanti”); sono esseri affascinanti e mitici che danzano con rose tra i denti e occhi a coprirsi le spalle.

Ma sopra tutto la Tenace Invadenza è una silloge corale e sonora, dove il mondo viene rappresentato nella sua tenerezza e nella sua trasparenza e il rumore naturale a volte non è percepibile dalle orecchie. Sono numerosissimi i riferimenti al sussurro, alla quiete, alla mitigazione del suono, alla necessità del raccoglimento (“Così è l’inverno a dirci chi siamo”).

Per Vera ci vuole una guida nelle “infiorate del silenzio” per non subire sortilegi e anche la parola si rivela superflua, inutile, a volte addirittura insensata già perché esiste (“una qualunque delle mie parole avrebbe potuto | significare il suo esatto contrario”).

Ed è assolutamente peculiare come un libro che di parole è composto, ne rinneghi la valenza, ne chiuda il peso in un mondo silenzioso e attenda l’ultima sezione per rumoreggiare un po’ con la primavera e l’inizio della nuova estate (anche se in sezioni ben più brevi del lungo, lunghissimo inverno): sono “gli scoppi, poi, incontenibili dei fiori che arrivano | ad aprile in tinte vivide, | persuadendo gli occhi alla bellezza”.

Di seguito una lirica completa, la mia preferita del libro grazie ad un’atmosfera perfetta ed una chiusa che, viceversa, è un’apertura alla gioia: “Alla finestra, sul davanzale, una coltre densa di meraviglia | sostava immobile come una pausa da rispettare”.

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La notte abbracciava tutte quante le case
che la neve aveva imbiancato al mattino.
Le avvolgeva estremamente oscura, decisamente complice
come una scena allestita per un mattatore,
messa su per dare risalto
a parole brillanti e a scioglievoli corteggiamenti.

Ma come la neve non aveva amato strafare, andandosene
in più punti lungo percorsi aerei, su cavi elettrici,
rami e tetti, senza disturbare, anche la notte
aveva fatto altrettanto.

Nessun disturbo. Nessuno spettro imposto.
Non pretendeva alcun sonno, la notte, nessuna preghiera.
Non graffiava. Anzi bianco e nero parevano baciarsi,
saziarsi a vicenda e sopirsi in calme
profonde e differenti.

Alla finestra, sul davanzale, una coltre densa di meraviglia
sostava immobile come una pausa da rispettare.

Vera D’Atri “Una tenace invadenza”

2013 Libro Aperto Edizioni – Collana Exosphere

7 COMMENTS

  1. Vorrei ringraziare Fosca Massucco e Zebuk per l’ospitalità e per la recensione a questa autrice di valore quale è Vera D’Atri. Negli anni ho imparato a conoscere e ad amare i suoi versi, ma anche la sua prosa che non è certo da meno. Nei suoni attutiti e sgranati contenuti in questa Plaquette si ritrovano immagini di grande impatto e forza, tenerezza e quiete, al contempo. Abilmente disegnate dalla sua penna elegante. Un caro saluto a Fosca, Vera e alla Redazione tutta.

    Federica Galetto
    Exosphere Plaquettes

  2. Leggo con molta gioia le parole che Fosca Masucco ha saputo approntare per i miei versi. Sento che li ha condivisi, che li ha ascoltati. E’ questo il motivo per cui si scrive, per l’ascolto e la condivisione. Inoltre devo molto a Federica e a Meth per aver pensato a me per il loro lancio della Exosphere, cui fa seguito questa nota così ben ritmata su quanto, da un settembre all’ altro, ho cercato di non lasciar smarrire.

  3. I sortilegi hanno parole magiche che seducono la vita. Gli immaginari poetici si impaginano nei sortilegi della vita, e il lavoro di Vera D’Atri li attraversa e li riconosce e li narra. Mi accodo ai ringraziamenti di Federica Galetto. Grazie a Fosca Massucco per la sua preziosa lettura, e alla redazione tutta.
    Meth.

  4. Voce interessante, capace di prendere e rilasciare forza stendendo il foglio con chiari oscuri vividi. Mi piace

  5. Questa nostra rubrica di poesia è diventata un appuntamento oramai imperdibile, da profane noi di Zebuk ascoltiamo le parole di Fosca e gli interventi dei lettori con grandissimo piacere e una punta di malcelato orgoglio. Grazie davvero!

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