Inchiostro e sensi: Il curioso delle donne, Alberto Bevilacqua

Provo, per la prima volta, un altro piacere. Pensavo che l’avrei provato da vecchio.

Passo giornate a mettere insieme le parti del mio Catalogo. Un tempo, ne meditavo un libro. L’avrei intitolato, ironizzano sul classico, Il trionfo della Curiosità. Oppure, classicheggiando sull’ironico, Involontarie confessioni di maschere. Sono scritti di ogni tipo. Racconti su esperienze dirette. Semplici appunti. Pagine di un diario erotico (vi ho annotato, per anni, le scoperte e le imposture in cui un curioso s’imbatte nell’esercizio della sua sessualità).

Donne che ho conosciuto realmente. Nessuna è inventata.

(…) Ritrovo un senso…
Le donne che ho tentato di capire e che mi hanno capito.

Un libro strano, uno di quelli controversi, di cui trovi pareri parecchio distanti l’uno dall’altro. C’è chi lo classifica tra quelli patetici, in cui l’autore ha peccato di superbia volendo raccontare di sé e delle sue conquiste amorose (e non solo), chi invece ne parla come di un’opera di denuncia, di cui tener conto, assolutamente.

Io ancora non ho deciso dove e come classificarlo. Un racconto che stuzzica il voyeur che è in ognuno di noi, che indugia su certi particolari, come se non volesse togliere completamente il velo che ricopre quel tratto di pelle, che gioca col “vedo non vedo” nel modo più intrigante.

Alberto Bevilacqua si racconta parlando delle sue donne, quelle che ha conosciuto, che ha amato, che ha anche solo incontrato. Il filo che unisce tutte queste donne è la Curiosità per il loro mondo.

L’eros è un tema che mi è stato dentro fin dall’inizio. Quando si vive alla brava lo si scopre negli ambienti più infimi. Quando mio padre venne epurato, ci sbatterono a vivere fra due case di tolleranza. Io ero un bambino, non mi rendevo conto di che cosa si trattasse, ma queste puttane benevolenti a volte mi invitavano a mangiare da loro. Ma oltre a mangiare coglievo che lì intorno accadevano certe cose.

Poi – continuando a leggere – prevale il grottesco. E certe descrizioni ti fanno sprofondare nel fango. Di colpo però sali di nuovo, e giochi all’indagine psicologica, raccogliendo indizi direttamente sul “luogo del reato”: la donna al momento oggetto di quelle attenzioni…

1 greco - la dama dell'ermellino
La dama dell’ermellino, dipinto attribuito al pittore El Greco, 1577-78

La dama dell’ermellino, attribuita a El Greco, mi ha attratto per anni. Non mi interessava risolvere l’enigma del dipinto. Al contrario. Desideravo che quella donna, dagli occhi e le labbra atteggiati al sarcasmo e alla sensualità, conservasse anche in me il suo mistero. (…) Rimanevo in ascolto. Più venivo turbato dalla suggestione del vuoto, più fissavo con intensità di fronte a me: allora, lo sguardo misterioso cercava il mio, il sorriso acquistava malizia e le dita affusolate stringevano il collo d’ermellino con un’ansia di contatto.

Mi chiedevo: “Cosa sto cercando di capire?” (…)

Un giorno capii. Io mi immedesimavo nel desiderio stesso che aveva condotto la mano del Greco a dipingere la sconosciuta; il desiderio – intendo – che la figura continuasse, nel tempo, a sollecitare la curiosità di chi, senza esito, cercava di identificarla. La Dama dell’ermellino rappresentava un emblema della Curiosità.

Insomma, proprio questo è il libro di cui parliamo: il racconto della Curiosità del protagonista, che si fa domande e cerca di trovare le risposte in quell’universo femminile così misterioso e imprevedibile.

Il consiglio è di provare a leggerlo, e poi di dirci la vostra al riguardo. Per provare, insieme, a definire questo universo indefinibile…

 

Il curioso delle donne
Alberto Bevilacqua
Mondadori (Collana: Oscar bestsellers), 1990, pag. 266, € 9,00
ISBN-13: 978-8804301981

A pensarci bene potrebbe essere un’interessante lettura da spiaggia… 😉

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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