Roberta Michelotto : Signore e Signori, si entra in scena!

Vi è mai capitato di sentirvi degli attori (protagonisti o semplici comparse) all’interno di un contesto scenico come la quotidianità?

A volte la vita e i suoi paradossi mi piace pensarla come ad un susseguirsi di scene che spaziano tra la commedia e il dramma passando per momenti romantici, di spessore culturale, di rievocazione storica, di vita famigliare, ecc… e nei quali la maggior parte delle volte mi concedo la possibilità (più o meno consapevole) di poter scegliere se essere l’attore protagonista e quindi vivermi e sentirmi al centro della scena, oppure l’attore non protagonista con un ruolo di rilievo ma non determinante, o ancora come una comparsa che con la sola presenza è testimone di un evento.

Se ogni tanto consideriamo la vita come un immenso palcoscenico, possiamo anche prenderci la libertà di viverla da spettatori.
Mi riferisco ad uno spettatore attento, non a quello disinteressato e annoiato, ma a quella tipologia di spettatore consapevole del suo ruolo particolare, che gli consente di avere una chiave di lettura obiettiva e distaccata (forse) su tutto quello che avviene nella scena reale e che può quindi essere portatore di un suo contributo/aiuto agli attori/Persone o alla situazione in se stessa e che per questo può diventare a sua volta un attore, entrando direttamente in scena.

Penso alla vita come in continua trasformazione con colpi di scena più o meno piacevoli, con momenti di gioia, di tristezza, di felicità ma anche di sana noia.

Le persone entrano ed escono dalle diverse scene, di alcune di loro non mi ricorderò nemmeno i volti, mentre altre mi accompagneranno e mi affiancheranno per sempre.
Tutte con le loro storie contribuiranno ad arricchire la mia persona e probabilmente molti scenari della mia storia, perché per quanto si dica sia già scritta, abbiamo il potere se ne troviamo la forza e la giusta motivazione, di ri-scrivere la bozza iniziale, potendo diventare delle persone attive, partecipi e responsabili degli episodi della nostra vita.

the grand theatre blackpool

Se si prova ad arricchire la nostra quotidianità con creatività, voglia di fare e di sperimentare, si fa della propria esistenza un’arte e questo modo di pensare e di vivere non può che produrre benessere e migliorare le proprie qualità.
Tutti, nessuno escluso, possediamo delle qualità e dei talenti, ma spesso siamo troppo pigri per provare a scoprirli.
Vorremmo sempre che fossero gli altri a scovare ed elogiare le nostre particolarità e ad encomiare il nostro ego.
Se si riesce ad esprimere il proprio Io (il vero essere interiore) attraverso una qualsiasi espressione artistica che sia il canto, la pittura, la danza il teatro ecc… è possibile incrementare la consapevolezza di Sé, si può riuscire a gestire meglio delle situazioni difficili, si può far fronte allo stress, si possono migliorare abilità cognitive, inoltre si può gioire del piacere che la creatività artistica racchiude in se stessa.

Le risorse di cui ognuno di noi è portatore sano (e troppo spesso inconsapevole), non affiorano se si rimane sempre rigidi e ancorati al proprio ruolo o alla propria immagine.
E’ importante poter riuscire ad elaborare il proprio vissuto potendo dargli una nuova forma per poterlo poi condividere con gli altri.
Ma riuscire a padroneggiare questa abilità da soli non è per niente facile.

 

L’arteterapia può essere un valido aiuto per ottenere e affinare questa competenza.

Il teatro è una bellissima e intensa forma di conoscenza di se stessi e dell’altro.
È una forma di comunicazione verbale e non verbale.
Rappresenta un valido aiuto nelle difficoltà di relazione e può essere uno strumento adeguato nel processo di cambiamento della singola persona come di un intero gruppo.

Nel teatro, il ri-mettere in scena momenti di vita particolari (veri o di fantasia) ci dà la possibilità di percepire una forma particolare di “distanza” che permette alla persona (attore o spettatore) di poter avanzare tra due mondi: quello oggettivo e quello soggettivo. L’esperienza di impersonare qualcuno ci porta attraverso l’immaginazione a comportarci “come se” fossimo altro, in un altro posto, in un altro tempo.
L’attenzione è sui vissuti del “qui ed ora” sul momento presente e sulla dimensione consapevole dell’esperienza.

Ogni forma di espressione creativa e artistica può aiutare a vivere meglio, basta solo impegnarsi affinché ognuno trovi la propria.

Signore e Signori, si entra in scena!

 

Libri consigliati:

 

Psicologa-Psicoterapeuta per lavoro e per passione. Mamma e moglie per Amore

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