Sogno di una notte di mezza estate, William Shakespeare

“Se noi ombre vi abbiamo irritato non prendetela a male, ma pensate di aver dormito, e che questa sia una visione della fantasia…noi altro non v’offrimmo che un sogno”

La recensione di oggi è a quattro mani: le mie e quelle della Silbietta.
Era un po’ che non ne facevamo una e abbiamo approfittato di quest’opera per riprendere le buone abitudini.
Buona lettura!

La recensione di Sogno di una notte di mezza estate, William Shakespeare

Il Sogno di una notte di mezz’estate  inizia con il matrimonio tra i sovrani di Atene e finisce con la consacrazione del talamo da parte delle fate.
Come succede spesso per le opere di Shakespare si uniscono fiaba e mito, diventa un dramma nel dramma, ma comunque una bellissima fiaba in cui però ci si può riconoscere.
Per raccontare qualcosa in più sulla trama possiamo dire così:
Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, da lui sconfitta e suo bottino di guerra si preparano per le nozze.
Un gruppo di artigiani-attori prepara una rappresentazione teatrale per l’occasione.
E’ anche la storia di quattro giovani, Elena, Demetrio, Lisandro ed Ermia, che si inseguono nel corso della storia in un susseguirsi di momenti comici, tristi e magici.
Ad osservarli, divertiti Titania e Oberon, rispettivamente regina e re delle fate.
E Puck, che su ordine di Oberon interviene nelle schermaglie amorose dei quattro giovani, ma si confonde quando sta eseguendo gli ordini e le coppie si separano e si inseguono nel modo sbagliato.
Puck tramuta la testa di uno degli artigiani, Bottom, in una testa d’asino: ed è proprio di Bottom che, svegliandosi, Titania s’innamora.
Sarà il re delle fate a far tornare tutto alla normalità e tutti crederanno di aver sognato.

Nell’ultimo atto della commedia gli artigiani ateniesi rappresentano comicamente la loro pièce a Corte, dopo la celebrazione delle triplici nozze fra Teseo e Ippolita, Elena e Demetrio, Lisandro ed Ermia.
Il sogno dell’amore si collega alla dimensione onirica che può essere individuata psicanalizzando personaggi e situazioni. E’ una commedia coinvolgente e rappresenta benissimo la funzione del teatro. E’ un vero trattato sull’amore, sulla casualità di esso, il teatro nel teatro in questo caso scava nella profondità dell’animo umano e mentre gli  uomini si affannano, le fate li prendono in giro e sconvolgono i ruoli, il loro è un mondo parallelo, dominato dalla passione, mentre il mondo umano è dominato dalla razionalità, dalla ragione. Un dissidio continuo tra ragione e amore…

La recensione di Silbietta

Quando penso agli anni dell’Università, una delle primissime cose che mi torna in mente è  il Sogno di una Notte di Mezza Estate.
L’ho studiato proprio al primo anno, in modo fin troppo approfondito.
E la storia mi ha sempre fatto sorridere.
Mi piace l’ambientazione, le schermaglie amorose tra Teseo e Ippolita e, per contrasto, quelle magiche tra Oberon e Titania (che, non a caso, in teatro, sono solitamente interpretati dai medesimi attori).
Mi piace Elena e il suo essere così onesta.
Adoro Puck, leggiadro e con la testa tra le nuvole.
E muoio dal ridere ogni volta con la sgangherata compagnia teatrale.
Già, il teatro nel teatro.
Quella splendida intuizione che Shakespeare ha avuto nell’inventare La Lacrimosa Tragedia di Piramo e Tisbe (che secondo me merita una menzione d’onore soltanto per il titolo, fantastico) e che fa morire dal ridere.
A partire dalla scelta, tutta sbagliata ovviamente, dei tempi di ingresso ed uscita dei vari personaggi.
Perchè gli attori sono totalmente fuori fase.
E inesperti.
La meraviglia di quest’opera si può apprezzare ancora meglio se vista sul palco del Globe, il teatro parzialmente all’aperto dove appunto Shakespeare e la sua compagnia recitavano all’epoca.
Una ricostruzione del Globe è, ovviamente, a Londra, ma ce n’è uno anche a Roma, a Villa Borghese.
Ed è come all’epoca: i ricchi, quelli che potevano permettersi di pagare di più, avevano i posti seduti, al coperto.
Il popolo, assisteva in piedi, nella parte scoperta (e in balia delle mutevoli condizioni atmosferiche londinesi…) pagando poco.
Ho avuto la fortuna di assistere ad una rappresentazione del Sogno a Londra, in standing (e quindi in piedi e all’aperto), in un giorno di pioggia a catinelle…
Ed è stata una delle esperienze più belle e coinvolgenti che abbia mai avuto modo di fare.
Avere gli attori vicinissimi, che ti passavano accanto è stato incredibile.
E, come sempre, al momento della messa in scena della rappresentazione teatrale di Oberon e compagni ho pianto dal ridere.
Il mini palco sgangherato è la riproduzione di quello vero.
E Tisbe…ecco l’attore che interpretava Tisbe resterà per sempre nella mia lista dei migliori comici di tutti i tempi!

Il mio consiglio è: se avete la possibilità andate a vedere quest’opera.
Magari in uno dei due Globe.
Ne vale veramente la pena.

 

Sogno di una notte di mezza estate
William Shakespeare.
Oscar Mondadori, 1998, € 6,38
ISBN 9788804453291

 

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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