Ricette letterarie: La frisa perfetta, Una frisella sul mare, Pierpaolo Lala, Osvaldo Piliego

Dopo un’ora, tutti seduti buneddhi buneddhi, la Mamma con una mano sulla fronte pronta a dare da mangiare ai pesciolini, gli uomini che si preparavano già per la pesca con maschera e pinne, motore acceso, odore inebriante della benzina e si partiva Dopo 5 pitstops per i tuffi a bomba del cugino maggiore (per schizzare bene tutti), si arrivava a destinazione, ore 11.

Nel frattempo, il Nonno si godeva la sua tranquillità a casa, seduto di fronte alla sua merenda preferita: una frisa con pomodoro e olio.

La frisa è una di quelle cose su cui probabilmente – se già non l’ha fatto qualcuno, e io lo ignoro – andrebbe scritto un trattato: “valida alternativa al pane”, nei periodi in cui la farina era più scarsa. In Puglia è nota anche come il pane dei Crociati giacché favorì li vettovagliamento e il viaggio delle truppe cristiane” (fonte: Wikipedia), la frisa puoi condirtela come vuoi, puoi personalizzarla nel modo che più preferisci e puoi ogni volta farla diventare diversa.

Il libro da cui è tratta la citazione, a cura di Pierpaolo Lala (patron di Fornelli Indecisi), sarà recensito prossimamente: l’estate è appena terminata ma noi vogliamo prolungarne il ricordo ancora e ancora, con i racconti divertenti e nostalgici (e anche con le ricette!) raccolti tra le voci di giornalisti, foodblogger e personaggi vari che hanno in comune il Salento (e lo stanato… 😉)

Voi intanto immaginatevi la situazione. Immaginatevi soprattutto il Nonno, beato e tranquillo, lontano da quel trambusto vociante dei ragazzi in festa per la gita estiva in barca, finalmente calmo, con la tavola di fòrmica apparecchiata: un piatto difettoso di ceramica di Grottaglie, la ciotola con l’acqua di pozzo per sponzare la sua frisa, i pomodorini appena colti dal campo, l’olio dei suoi olivi secolari…

Note sul libro Una frisella sul mare, Pierpaolo Lala, Osvaldo Piliego

frisella

“Il libro, un’idea a due menti e quattro mani del patron e del giornalista, scrittore e musicista Osvaldo Piliego, nasce dalla consapevolezza di un assurdo paradosso. In quale posto e in quale stagione si mangiano, fino allo sfinimento, cose pesantissime e dure da digerire? La risposta è drammatica: in spiaggia, d’estate.”

La ricetta: La frisa perfetta

La frisa perfetta è quella che ognuno fa come vuole, come sente sua in quel preciso momento, più o meno elaborata. La ricetta base, quella che mi ha accompagnato per tutta l’infanzia, quella che ho visto preparare tante volte da mia nonna nella sua casodda in campagna, invece, è la più semplice che possa esserci. Questa:

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Ingredienti (per una persona)

  • 1 frisella (di grano, di orzo o mista)
  • acqua fredda, in una ciotola
  • pomodorini maturi
  • olio evo
  • origano
  • capperi
  • sale

Preparazione:

  1. Si bagna (si sponza) la frisa in acqua fredda per il tempo che si desidera: più tempo si tiene in acqua più la frisa diventerà morbida
  2. Si condisce la frisa con i pomodorini ‘strusciati’, l’origano, i capperi e il sale, un filo d’olio extravergine d’oliva per completare

Le varianti sono innumerevoli: dallo spicchio di aglio strofinato sulla frisella prima di bagnarla, all’aggiunta di peperoncino, o di altri ingredienti a piacere.

Ricordo che in un’estate calda di qualche anno fa, stesi al sole sul bagnasciuga salentino, organizzai con qualche amico un food-contest che aveva come soggetto principale proprio la frisa: la sera a cena furono messe in ballo ben 12 diverse versioni di frisa perfetta. E non abbiamo ancora deciso quale fosse più buona… 😉

 

Una frisella sul mare
Canzoni, ricordi e ricette da spiaggia
Pierpaolo Lala, Osvaldo Piliego,
Lupo Editore (collana Fornelli Indecisi), 2013, pag. 194, € 12,00
ISBN: 978-88-6667-111-4
 

Per acquistare:

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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