Il maialibro, Anthony Browne

– Allora, è pronta la colazione, cara?
– chiedeva lui ogni mattina prima di uscire per andare al suo importantissimo lavoro.
– Allora, è pronta la colazione, mamma?
– chiedevano Simone e Luca prima di uscire per andare alla loro importantissima scuola.
(…)
Un giorno, quando i ragazzi rientrarono a casa non trovarono nessuno ad accoglierli.
– Dov’è la mamma?
– chiese il signor Maialozzi rientrando dal lavoro.
Uno di quei libri che dovrebbe essere parte del programma di educazione civica a scuola, se non fosse che i principi di collaborazione, uguaglianza, rispetto per la libertà degli altri, di cui si parla dovrebbero essere insegnati direttamente dai genitori ai propri figli. C’è bisogno di dirlo, è questo il problema. Uno di quei libri che – attraverso immagini che sanno come catturare la curiosità e l’attenzione del pubblico a cui sono dedicate – dovremmo tutti leggere, e tenere presente, un po’ più spesso di quello che in realtà facciamo. C’è bisogno di dirlo, è questo il problema.

La trama

A casa Maialozzi le cose non sembrano andare per il giusto verso: il signor Maialozzi e i suoi figli non si scompongono più di tanto se non per chiedere e la signora Maialozzi lava, stira, rifà i letti, passa l’aspirapolvere, prepara la colazione, il pranzo, la cena. E esce anche di casa per andare a lavorare.
Siete dei maiali.
maialiQuesto il biglietto che trovano marito e figli al loro ritorno a casa. E della signora Maialozzi nemmeno l’ombra.
Pian piano, così, i tre individui – abbandonati alla loro maleducata maialitudine – trasformano la casa e se stessi in un porcile con tanto di maiali: resti di cibo, spazzatura, macchie, pentole sporche. Ma non solo: anche l’umore degli abitanti si trasforma, dal quieto ozio sorridente di prima ad un grugnito sempre più profondo e imbestialito.
Giunti al limite di questa trasformazione sempre più bestiale, a casa Maialozzi appare finalmente un’ombra (o una luce?), quella della signora Maialozzi.
Il viso della donna, finora mai visto nelle pagine dell’albo, appare per la prima volta. E il finale – che non vi sto a raccontare – insegna una lezione così importante che… 😉

Oggi ho imparato che

Vi avevamo anticipato che avremmo parlato de Il maialibro di Anthony Browne, e il commento di una nostra lettrice ci ha dato ancor più ragione: Il maialibro è fantastico! Non lo dico per rabbonirmi l’editore – ho sempre ammesso pubblicamente che adoro a prescindere questa casa editrice per le scelte che fa – ma perché ho testato sul campo gli effetti del Maialibro su mia figlia: è rimasta talmente colpita dalle espressioni, dalle parole usate, dagli effetti- sorpresa di questa storia, che ogni volta in cui mi trovo a dover replicare su questioni di collaborazione domestica con lei mi basta citare due o tre frasi chiave che le cose come per magia si sistemano, le camerette sembrano riordinarsi da sole, le tazze della merenda si sciacquano e si infilano automaticamente nella lavastoviglie! Provatelo, sarà come pronunciare un incantesimo!
Il maialibro
Anthony Browne (illustrazioni)
Gabriella Manna | Elena Rolla (traduzione)
Kalandraka (collana Libri per sognare), 2013, pag. 32, € 16,00
ISBN: 978-88-95933-51-1

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polepole
Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

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