– Allora, è pronta la colazione, cara?– chiedeva lui ogni mattina prima di uscire per andare al suo importantissimo lavoro.– Allora, è pronta la colazione, mamma?– chiedevano Simone e Luca prima di uscire per andare alla loro importantissima scuola.(…)Un giorno, quando i ragazzi rientrarono a casa non trovarono nessuno ad accoglierli.– Dov’è la mamma?– chiese il signor Maialozzi rientrando dal lavoro.
Uno di quei libri che dovrebbe essere parte del programma di educazione civica a scuola, se non fosse che i principi di collaborazione, uguaglianza, rispetto per la libertà degli altri, di cui si parla dovrebbero essere insegnati direttamente dai genitori ai propri figli. C’è bisogno di dirlo, è questo il problema. Uno di quei libri che – attraverso immagini che sanno come catturare la curiosità e l’attenzione del pubblico a cui sono dedicate – dovremmo tutti leggere, e tenere presente, un po’ più spesso di quello che in realtà facciamo. C’è bisogno di dirlo, è questo il problema.
La trama
A casa Maialozzi le cose non sembrano andare per il giusto verso: il signor Maialozzi e i suoi figli non si scompongono più di tanto se non per chiedere e la signora Maialozzi lava, stira, rifà i letti, passa l’aspirapolvere, prepara la colazione, il pranzo, la cena. E esce anche di casa per andare a lavorare.
Siete dei maiali.
Questo il biglietto che trovano marito e figli al loro ritorno a casa. E della signora Maialozzi nemmeno l’ombra.Pian piano, così, i tre individui – abbandonati alla loro maleducata maialitudine – trasformano la casa e se stessi in un porcile con tanto di maiali: resti di cibo, spazzatura, macchie, pentole sporche. Ma non solo: anche l’umore degli abitanti si trasforma, dal quieto ozio sorridente di prima ad un grugnito sempre più profondo e imbestialito.
Giunti al limite di questa trasformazione sempre più bestiale, a casa Maialozzi appare finalmente un’ombra (o una luce?), quella della signora Maialozzi.
Il viso della donna, finora mai visto nelle pagine dell’albo, appare per la prima volta. E il finale – che non vi sto a raccontare – insegna una lezione così importante che… 😉
Oggi ho imparato che
Vi avevamo anticipato che avremmo parlato de Il maialibro di Anthony Browne, e il commento di una nostra lettrice ci ha dato ancor più ragione: Il maialibro è fantastico! Non lo dico per rabbonirmi l’editore – ho sempre ammesso pubblicamente che adoro a prescindere questa casa editrice per le scelte che fa – ma perché ho testato sul campo gli effetti del Maialibro su mia figlia: è rimasta talmente colpita dalle espressioni, dalle parole usate, dagli effetti- sorpresa di questa storia, che ogni volta in cui mi trovo a dover replicare su questioni di collaborazione domestica con lei mi basta citare due o tre frasi chiave che le cose come per magia si sistemano, le camerette sembrano riordinarsi da sole, le tazze della merenda si sciacquano e si infilano automaticamente nella lavastoviglie! Provatelo, sarà come pronunciare un incantesimo!
Il maialibro
Anthony Browne (illustrazioni)
Anthony Browne (illustrazioni)
Gabriella Manna | Elena Rolla (traduzione)
Kalandraka (collana Libri per sognare), 2013, pag. 32, € 16,00
ISBN: 978-88-95933-51-1
Per acquistare:








