Colazione da Tiffany, Truman Capote

Era ancora sulle scale, ora aveva raggiunto il mezzanino, e i colori chiassosi dei suoi capelli da ragazzino, a ciocche fulve, venate di biondo albino e di giallo, riflettevano la luce della lampada. Era una sera calda, quasi estiva, lei indossava un abito nero, aderente e fresco, portava sandali neri e una collana di perle. Nonostante la sua elegante snellezza, aveva l’aria sana di chi vive di latte e di burro e si lava con l’acqua e il sapone. Aveva le guance d’un rosa acceso, la bocca grande, il naso all’insù. Un paio di occhiali neri le cancellava gli occhi. Aveva un viso che , pur avendo superato la fanciullezza, non era ancora quello di una donna. Pensai che poteva avere qualsiasi età tra i sedici e i trenta; come scopersi in seguito mancavano due mesi al suo diciannovesimo compleanno.

Holly Golithtly è una forza della natura.
Indomita, libera come il vento, simpatica ma allo stesso tempo capace di zittire con uno sguardo, innocente come una bambina pur essendo in grado di badare a se stessa, Holly si stampa nella memoria del lettore fin dalle prime righe.
Che poi di lei in realtà si sa tutto e non si sa niente.
Ha fatto la modella, ha provato col cinema o almeno conosce il capo dei capi dei produttori di Hollywood pronto a tutto pur di farla diventare una star.
Solo che ad Holly in realtà non interessa nulla del cinema nè tantomeno di essere famosa.
Ha il suo appuntamento fisso del giovedì a Sing Sing per le previsioni meteo di Sally Tomato, beata innocenza! e ha i suoi ammiratori fissi che la invitano a cena ogni tanto.
In parole povere Holly è una accompagnatrice di uomini facoltosi, meglio se maturi.
Cosa accadrà ad Holly?
Non si sa, Capote non ce lo dice: muore, si sposa, viaggia per il mondo? Ogni scelta potrebbe essere plausibile perchè tutto nella vita può accadere, o no?

Colazione da Tiffany è un romanzo breve scritto nel 1958.
Dire che Truman Capote scrive bene è superfluo.
Io lo trovo uno scrittore impareggiabile con una scrittura che non si perde mai e dove ogni parola serve ad inquadrare personaggi e situazioni velandosi spesso di una ironia pungente.
Capote descrive una New York dove i suoi vari personaggi si arrabattano per mantenere il loro personalissimo posto al sole.
Non importa che siano nati in una sperduta fattoria lontna anni luce dalla moderna città o che siano rampolli di una famiglia altolocata: tutti corrono e si danno un gran da fare e soprattutto combattono contro la terribile solitudine di New York.
Anche Holly è, in fondo, terribilmente sola e sempre alla ricerca di quel qualcosa che le cambi la vita.
Ma Holly non si abbatte mai e trova sempre il modo di sorridere e di ricominciare: non importa dove nè con chi, la vita continua e se la giornata è rabbuiata dalle paturnie allora si può sempre andare a respirare un po’ di Tiffany.

Nel 1961 Colazione da Tiffany fu trasposto sul grande schermo mantenendo lo stesso titolo.
Il ruolo di Holly fu affidato ad Audrey Hepburn ed ormai è impossibile pensare al personaggio senza immaginarselo col viso appuntito e gli occhi grandi e dolci di Audrey.
A dirla tutta il film edulcora molto la trama rendendo il personaggio di Holly molto meno duro e permeando il tutto di romanticismo e tenerezza assenti nel romanzo.
Il gatto per esempio: nel romanzo viene abbandonato da Holly, la ragazza parte per il Brasile e non farà ritorno, mentre nel film diventa il protagonista di una delle scene clou.
Stessa sorte capita all’amico nonchè narratore della vicenda: senza nome nel romanzo e anche senza storia, di lui si sa poco o nulla, nel film diviene un personaggio centrale e anche grande e vero amore di Holly.
La stessa Holly nel film conduce una vita meno chiacchierata e le sue storie rimangono in secondo piano se non interamente annullate a beneficio di una trama che ricalca la tipica commedia americana.
Truman Capote avrebbe voluto la Monroe nel ruolo di Holly ma la scelta della Hepburn si rivelò comunque vincente.

Il film riscosse un enorme successo grazie anche alla colonna sonora ad opera di Henry Mancini che vinse l’Oscar nel 1962 come migliore colonna sonora e per la canzone Moon River.

Colazione da Tiffany
Truman Capote
Garzanti, 2007, p.128, €.12,41

SIBY
Francesca, 49 anni, mi firmo come SIBY su Zebuk. Amo leggere e fin da piccola i libri sono stati miei compagni. Leggo di tutto: classici, manga, thriller, avventura. Unica eccezione Topolino; non me ne vogliate ma non l’ho mai trovato interessante.

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