#Saltabart: Salta, Bart!, Susanna Tamaro, Adriano Gon

“Zitto!” sbraitò Amaranta. “Non peggiorare le cose e ascolta. Non so cosa sia quella cosa che vive accanto a te, ma so che deve sparire immediatamente. Immediatamente, capito!?! Poi, sabato, quando torno faremo i conti e ti assicuro che molte cose cambieranno”.

La recensione di Salta, Bart!, Susanna Tamaro, Adriano Gon

Bart è un bambino di dieci anni molto intelligente con un padre pilota di linea e una madre in carriera. Due genitori molto assenti e spesso fuori casa per lavoro.
Bartolomeo Leonardo Atari Commodore, come lo hanno chiamato i genitori, vive da solo in un appartamento con controlli a distanza, spycam, sensori cattura-bugie, telefoni da polso. La sua giornata è scandita da mille impegni scolastici, dai corsi di cinese, di arpa, di flauto, di pittura, di ceramica, di acquerello e di tuffi.
Il bambino non riceve mai un gesto d’affetto, ne un abbraccio ne una carezza, solo un ailaviuailaviu detto di corsa e un “baciobacio”  da uno schermo.
Bart è un bambino molto solo, non ha né fratelli né sorelle, meno che mai amici. Aveva un orsetto, sì, uno di quelli di peluche, anche un po’ bruttino. E infatti la mamma glielo ha tolto, sostituendolo con un tamagotchi.

Fortunatamente Bart un giorno segue il consiglio di un vecchio cinese, che lo incita a guardare per terra: è così che trova una gabbietta, con dentro Zeta Ics 4292, una pollastra parlante: Zoe, che diventa la sua migliore amica. Lei lo chiama Ciccio. Diventano amici per la pelle e grazie a lei Bart impara a piangere, a volere bene, a trasgredire alle regole, ad essere un bambino meno tecnologico e più reale.

Cuore piccolo, senza amico. Con amico, cuore grande

Insieme leggono il libro regalatogli da Tien Lu, un bel racconto illustrato in cui il finale non è ancora stato scritto, e per sfuggire alla casa con le tecnologie impazzite e all’arrivo di Amaranta, la mamma, i due saltano dentro al libro, dove inizia la loro grande avventura nel Regno Eremita.

058 RIDIMENSIONATA

A volte lo staff di Zebuk si diverte a scrivere post a quattro mani: dopo aver letto lo stesso libro ognuno dice la sua. Questo post in particolare può essere una bellissima occasione di confronto tra genitori, e tra genitori e figli, perché no. Magari anche uno spunto per ragionarci su più spesso.

Parliamo dell’ultimo libro di Susanna Tamaro, Salta, Bart!, un libro per ragazzi, adatto anche agli adulti, che fa molto riflettere sull’abuso della tecnologia, che è molto utile per certi versi ed un po’ meno per altri, perché rischia di far perdere il vero senso della vita, l’importanza dei sentimenti, degli affetti più cari, nel mondo attuale.

L’opinione di Angela su Salta, Bart!, Susanna Tamaro, Adriano Gon

Un mondo dove conta solo quello che si ha e non quello che si è, dove bisogna avere un ottimo lavoro, tanti soldi, una bella casa, un’auto veloce, ecc ma dove a volte mancano amore, amicizia, comprensione, gioia.

Ma non manca la speranza che le cose possono migliorare, perché in fondo la linea che divide l’utilità della tecnologia dall’abuso è davvero sottile.

Parlandone con i miei figli, soprattutto con il piccolo tredicenne che sta leggendo il libro, è emerso che in fondo la tecnologia per i ragazzi è davvero nella norma: ovviamente l’autrice esaspera un po’ la situazione, ma bisogna anche pensare che è utile per molti versi. Un esempio che mi ha fatto mio figlio è quello della scuola, dove grazie al computer e ai vari programmi studiati appositamente, lui che è disgrafico fatica meno a studiare.

L’opinione di Silvia su Salta, Bart!, Susanna Tamaro, Adriano Gon

Un mondo dove conta solo quello che si ha e non quello che si è, dove la vita sembra più una gara all’avere dagli altri piuttosto che al dare di noi stessi.

I miei bambini sono più piccoli dei 10 anni previsti per la lettura di questo libro, sono dell’opinione però che certi argomenti possano essere affrontati a tutte le età, se gestiti nella maniera più giusta. Leggendo con la seienne la storia di Bart, ci siamo rese conto entrambe che ogni tanto succede anche a noi due di esagerare nell’uso della tecnologia: è bastato guardarci negli occhi per prometterci di stare più attente e di avvertirci a vicenda, d’ora in poi, quando ci accorgeremo di stare esagerando ancora. Poi con un abbraccio stretto stretto siamo tornate a leggere insieme.

Sì, è vero, la storia della Tamaro è volutamente esagerata: è dalle esagerazioni che possiamo accorgerci più chiaramente dei rischi che si corrono ogni giorno.
Sì, è vero, a nessuno di noi accade di controllare ogni centimetro di vita di nostro figlio, col terrore che possa inciampare, che possa farsi male, che si possa sporcare toccando un animale o una mano sconosciuta, che possa ammalarsi respirando l’odore di qualcun altro, che non faccia abbastanza plon plon o che quella che fa non sia della consistenza giusta.
Sì, è vero, noi genitori ci asteniamo dal giudicare a priori le amicizie dei nostri figli o i giochi che preferiscono e non ci azzardiamo mai a decidere al posto loro.
Sì, è vero, a volte tutti presi dalle cose da fare e dall’ultimo messaggio da leggere, ci scordiamo di ripetere per la decima volta al nostro bimbo quanto bene gli vogliamo e quanto lui sia importante per noi.

Oppure no.
Urge approfondito esame di coscienza.

«Gente gentile ha grandi radici, gente arrogante, solo grandi scarpe. Tocchi e sono paglia. Volano via». (…)
«Sicuro che non si tratti di una mossa segreta? Potrebbe insegnarmela?»
«Gentilezza è mossa segreta».

Post realizzato in collaborazione con Giunti

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Salta, Bart!
Susanna Tamaro, Adriano Gon
Giunti Junior (collana Biblioteca Junior), 2014, pag. 240, € 11,90
ISBN: 978-8809798182

Classe 1972, mamma di due adolescenti, moglie, assistente personale del direttore di una casa editrice, segretaria di una scuola di musica, amante dei libri e della musica.

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