Un amore, Dino Buzzati

Eppure, in quella svergognata e puntigliosa ragazzina una bellezza risplendeva ch’egli non riusciva a definire per cui era diversa da tutte le altre ragazze come lei, pronte a rispondere al telefono. Le altre, al paragone, erano morte. In lei, Laide, viveva meravigliosamente la città, dura, decisa, presuntuosa, sfacciata, orgogliosa, insolente. Nella degradazione degli animi e delle cose, fra suoni e luci equivoci, all’ombra tetra dei condomini, fra le muraglie di cemento e di gesso, nella frenetica desolazione, una specie di fiore.

Un libro si può leggere mille volte e ci si possono trovare ogni volta mille cose diverse: provi ad affrontare un romanzo ambientato nella Milano degli anni ’60, del boom economico, e ci trovi sì, la Milano bene, ma anche quella dei quartieri proibiti e derelitti, ci trovi la Milano borghese,

“schifosamente borghese, con la testa piena di pregiudizi borghesi, orgoglioso della tua rispettabilità borghese”

e, mentre guardi fuori dalla finestra insieme al protagonista, vedi la Milano lasciva, che accoglie i peccatori tra i tetti dai mille comignoli neri, nelle viuzze strette e nelle case alte e ancora una volta borghesissime. Poi giri la pagina e ti rendi conto che potresti descrivere questo romanzo come uno di quelli con una intrigante vena ‘erotica’ (un po’ guardona, a dirla tutta, ma intrigante). Ma mentre leggi ti rendi conto che il ritmo è ancora cambiato e il monologo interiore è accelerato e pieno di frasi fatte miste a pensieri profondi: Antonio Dorigo, architetto, 49 anni, si rende conto – a tratti – che sta perdendo la testa, che si sta innamorando di una delle maschiette che frequenta nella casa della maitresse Ermelina.

Un amore esce qualche anno dopo La Noia di Moravia e Lolita di Nabokov e vi se ne potrebbero cogliere diversi riferimenti (vedi la definizione di ‘ninfetta’ che viene attribuita alla ballerina): accuse di seguire la moda del momento arrivarono a Buzzati ma anche diverse difese sul ‘realismo’ e l’onestà del suo racconto. In effetti il romanzo è ispirato ad una storia realmente accaduta proprio all’autore: l’innamoramento fatale per una ballerina della Scala molto più giovane di lui, un amore sbagliato e tormentato, per curare il quale Dino non vede altra strada che:

«L’unica, per salvarmi, è scrivere. Raccontare tutto, far capire il sogno ultimo dell’uomo alla porta della vecchiaia. E nello stesso tempo lei, incarnazione del mondo proibito, falso, romanzesco e favoloso, ai confini del quale era sempre passato con disdegno e oscuro desiderio» (Giulio Carnazzi, Cronologia, in Un amore di Dino Buzzati, I Meridiani, Mondadori 1998)

Romanzo scandalo, è stato definito alla sua uscita, ma c’è chi lo difende:

«Col nuovo romanzo ‘Un amore’ ci troviamo nel cuore del più acceso realismo e psicologismo, nella dissezione quasi anatomica di un sentimento amoroso che molti diranno patologico, ma che in realtà tutti gli uomini che non hanno gli occhi e il cuore foderato di una cotenna di lardo hanno almeno virtualmente provato»: così scriveva Eugenio Montale all’indomani della pubblicazione del romanzo-scandalo di Dino Buzzati, ‘Un amore’
[fonte: oblique.it]

Ecco che scopri all’improvviso – e grazie ad un testo per niente tipico del suo stile – qualcuno di così famoso che non avevi mai provato a conoscere meglio. La curiosità è grande e andremo oltre, magari dedicandogli un intero mese speciale, credo proprio ne varrà la pena! 😉

E voi, cosa avete trovato in questo romanzo?

Un amore
Dino Buzzati
Mondadori (collana Oscar scrittori moderni), 2006, pag. 320, € 7,60
ISBN: 978-8804555148

Per acquistare:

 

Polepole è Silvia, lettrice affamata e da poco tempo molto selettiva, geometra, architetto, perenne studente della vita. Sono nata nel 1973, in un soleggiato ultimo giorno di aprile, ho un marito e due figli meravigliosi, che riempiono la mia vita di emozioni belle. Passerei l’intera esistenza sui libri, con tazza di cioccolata fumante al seguito, senza distogliere lo sguardo se non per farmi conquistare dalla copertina di un altro libro.

1 COMMENT

  1. Sono di parte: da sempre affascinato da Buzzati, sia come scrittore che come cronista, che come persona. Capace di trasmettere a chi legge le sue ossessioni, di trascinarti nei mondi paradossali dei suoi scritti.

    Ogni volta che lo leggo mi si apre una nuova visione. Consiglio qualunque sua opera, non tradirà le attese

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