Quello che mi manca per essere intera, Ilaria Scarioni

Carne difettosa. Carne incompiuta. Malfatta. Sbagliata. Carne deforme. Io sono questo. E’ accaduto, nessuno sa perché. Si dice di una malattia che è idiomatica quando le cause che l’hanno generata restano sconosciute.

La recensione di Quello che mi manca per essere intera, Ilaria Scarioni

Bianca è nata con una malformazione congenita alle mani e ai piedi. Fino all’adolescenza, Bianca ha trascorso diversi periodi ricoverata all’ospedale Gaslini di Genova, l’Ospedale dei bambini, dove si è sottoposta a numerosi interventi.

Bianca è nata con un corpo inconpiuto, difettoso.
I suoi ricordi d’infanzia hanno il colore del mare visto dalle finestre della sala gessi e l’odore di cloroformio e patatine gommose.

Adesso Bianca è diventata adulta. Ha 30 anni e ha scelto di fare il medico. Il suo camice però non è immacolato ma è stropicciato, macchiato, e riflette il suo animo, macchiato dalle cicatrici. Ma non è completa.

Bianca ha bisogno di dare un significato al suo corpo, per imparare a conviverci. Così ripercorre i giorni in ospedale, racconta le storie dei suoi amici, piccoli pazienti come lei, e poi rievoca i volti e le voci delle persone importanti della sua vita.

A guidarla in questo viaggio interiore ci sono i fantasmi di Giannina Gaslini, bambina morta a 11 anni per una peritonite, e quella del padre Gerolamo, che per non impazzire dal dolore costruì l’ospedale.
Ed è grazie a loro che Bianca riuscirà ad accettarsi e sentirsi viva, giusta. E a lasciare entrare l’amore nella sua vita.

Ilaria Scaroni, milanese di nascita, genovese di adozione, è al suo romanzo d’esordio, e si presenta con uno stile sincero e pulito, per un’avventura ricca di sentimenti che non cede mai alla commiserazione.

Quello che mi manca per essere intera
Ilaria Scarioni
Mondadori, 2017, 204 pag., € 18.00

Nicoletta
Classe 1983 anni, romagnola, mamma di due splendidi bambini e di una stella nel cielo. Programmatrice, lettrice e multitasking (o almeno ci si prova!) Mi piace la lettura da sempre, ho voluto una libreria ampia e spaziosa nella casa nuova, che accogliesse tutti i miei libri. A natale, stufo dei libri accatastati ovunque, mio marito mi ha comprato un ereader. Ed è stata la fine…..

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