
Ho nove anni. Io sono io.
Non posso essere te, così come tu non puoi essere me. Perché ognuno di noi è fatto a modo suo.
La recensione di Voglio essere il numero 2. Perché partecipare è meglio che vincere a tutti i costi, Alberto Pellai
Caterina è una bimba di nove anni. Ama fare le torte insieme alla nonna, anche se la mamma non spesso non è d’accordo, e suonare la chitarra, specialmente i Beatles, che piacevano tanto al nonno Bruno.
Ha una sorella maggiore, Viola, che non sbaglia mai.
Viola è la figlia perfetta.
La loro mamma infatti la adora e dice che Viola è la numero uno, perché è nata per prima e anche perché arriva sempre prima.
Quando la mamma però dice queste cose, Caterina non si sente più lei e non capisce più niente.

Quando la mamma mi dice così, a me sembra di galleggiare per aria, di non essere più io. Mi pare di non stare più dentro al mio corpo. Sono lì, davanti a lei, ma è come se fossi da un’altra parte. Insomma, non capisco più niente.
Un giorno, però, la nonna ha un’idea e propone a Caterina e a Viola di fare una festa a sorpresa per il papà: insieme prepareranno la zuppa inglese, Caterina con la chitarra suonerà Hey Jude e Viola canterà.
La preparazione di questa festa porterà le due sorelle a condividere un progetto importante, che le unirà come non mai.
La mia opinione su Voglio essere il numero 2. Perché partecipare è meglio che vincere a tutti i costi, Alberto Pellai
Una favola delicata che invita a riflettere su quanto cerchiamo la perfezione nella nostra vita e soprattutto in quella dei nostri figli.
Una favola che insegna che il bello è partecipare senza ansia, dando valore invece all’amicizia.
Un favola controcorrente che, in un mondo in cui tutto sono campioni per forza, vuole evidenziare che si può essere felici anche se si è … dei numeri due!
Voglio essere il numero 2. Perché partecipare è meglio che vincere a tutti i costi
Alberto Pellai
Erickson, 2016, 69 pag., € 14.50
Età di lettura: Da 7 anni








