
Avanti e indietro.
Di tanto in tanto una lieve spinta per non fermarsi.
Il ritmo è stabile, una folata di vento caldo fra i capelli, il battito rallenta, le palpebre si chiudono. Sonnellino pomeridiano sul dondolo.
Le pause. La tua vita era scandita da pause
Solo chi vive una perdita dolorosa può capire il senso di smarrimento e di vuoto che ne consegue.
La recensione di Ape bianca, Valentina Villani
In questo libro Valentina Villani ci racconta proprio il tumulto di emozioni di una figlia che si ritrova senza madre, strappata da una malattia.
Sviscerando il rapporto tra madre e figlia, difficile, spesso conflittuale ma profondo, esplode tutta l’assenza.
Se poi nel mentre nasce anche un figlio ci si ritrova in un limo tra vita e morte, dove è faticoso riemergere.
Il cammino introspettivo che fa l’autrice ci porta ad elaborare il suo lutto e a fare pace con la vita.
Attraverso le parole di una figlia, ma anche grazie ad opere disseminate nel libro, scopriamo una madre, artista e pittrice. La conosciamo pur non sapendo chi è.
La mia opinione su Ape bianca, Valentina Villani
Un libro diretto ma denso di emozioni.
Un libro piccolino ma che si legge con calma, assaporando ogni frase, ogni parola.
Un libro che emoziona.
Come si fa a vivere il più grande degli abbandoni senza rimanerne intrappolati?
Valentina Villani è nata a Roma, dove vive e lavora come psicologa e psicoterapeuta, coltiva la passione per la fotografia e la sceglie come mezzo per raccontare storie di vita, di dolore, intime sensazioni e denuncia sociale.
Ape bianca
Valentina Villani
Adiaphora, 2017, 100 pag., € 12.00








